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La situazione al 28 febbraio

Coronavirus, il punto in provincia di Bergamo

Sono 20 i casi di contagio confermati e quattro i decessi. Ospedali pronti a reagire all'emergenza.

Coronavirus, il punto in provincia di Bergamo
Cronaca Bergamo e hinterland, 28 Febbraio 2020 ore 08:15

Bergamo è la quarta provincia lombarda per numero di contagi da Coronavirus. E’ quello che dicono i dati aggiornati che confermano 20 casi di contagio (ultimo dato fornito), ricoverati all’ospedale Papa Giovanni XXIII del capoluogo orobico, e quattro decessi. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato confermato ieri 27 febbraio 2020: si tratta di un uomo di 88 anni di Gavarno di Nembro ricoverato a Seriate con un quadro clinico già complesso.

Tre decessi e 20 contagiati

I primi casi risalgono al weekend scorso. La maggior parte transitata dal Pronto soccorso di Alzano Lombardo e proveniente dall’area di Nembro: sarebbero una ventina i casi all’ospedale di Alzano a cui si aggiungono quelli di Seriate e della Val Seriana.

Nella Bassa dopo il caso del 57enne di Fontanella e della ventenne di Romano, ci sarebbe un altro caso a Verdello: un’infermiera di Seriate ora in quarantena con la famiglia nella sua abitazione. A Treviglio, invece, ci sono sette pazienti ricoverati in attesa dell’esito del tampone.

Nel numero sono compresi anche i quattro decessi: l’83enne di Villa di Serio, l’84enne di Nembro, l’84enne di Bergamo e appunto l’88enne di Gavarno. Risultano contagiati anche un primario dell’ospedale di Alzano Lombardo e tre dei 35 turisti che il 21 febbraio erano partiti da Orio al Serio diretti in Sicilia e ora ricoverati o in quarantena nel capoluogo siciliano. Due di loro risultano già guariti.

Task force all’ospedale di Bergamo

L’ospedale di Bergamo, centro di riferimento individuato da Regione Lombardia per la diagnosi e il ricovero di casi di Coronavirus, ha organizzato già dalle prime ore di sabato due briefing quotidiani e gruppi di lavoro con clinici, sanitari e tecnici sugli aspetti organizzativi più rilevanti, per fronteggiare la situazione. E’ stato fatto uno sforzo eccezionale, liberando 68 posti in 5 ore già nella giornata di domenica e due volte al giorno la situazione viene monitorata. 

LEGGI ANCHE: Al Papa Giovanni XXIII una task force contro il virus

A breve, inoltre, anche l’ospedale di Bergamo sarà abilitato per l’analisi dei tamponi, l’unico modo per confermare o meno il contagio da Coronavirus.

Nembro, nuovo focolaio?

Da Nembro arriva un numero “non trascurabile”, come l’ha definito lo stesso Gallera, di casi di Coronavirus. Difficile e prematuro, al momento, parlare di nuovo focolaio. I contagiati, infatti, la gran parte transitati al Pronto soccorso di Alzano Lombardo, potrebbero essere stati contagiati dal medico risultato poi positivo. “Stiamo valutando”, ha spiegato Gallera che ha lasciato ferma, per il momento, l’ipotesi di istituire una zona rossa in Val Seriana. Ipotesi che resta, comunque, possibile e verrà valutata a fine settimana quando si dovrà decidere come affrontare la prossima settimana.

Treviglio e Romano pronti: primo caso nella Bassa

L’Asst Bergamo Ovest intanto si prepara per la gestione di un’eventuale emergenza. Sono stati predisposti, infatti, 26 posti letto (13 per presidio) destinati ai ricoverati per Coronavirus da attivare qualora i posti a Bergamo dovessero risultare insufficienti.

Nella Bassa, intanto, si registrano, com’era prevedibile, i primi casi di contagio. Si tratta di un 57enne di Fontanella, ricoverato prima a Romano e poi trasferito al Papa Giovanni e di una ventenne di Romano ricoverata a Bergamo in buone condizioni e vicina alle dimissioni.

All’ospedale di Treviglio sono sette i casi in attesa dell’esito del tampone. Ieri, in città si parlava di sette casi positivi, notizia smentita dal nostro Giornale: i casi in attesa di tampone risultavano due, poi saliti a sette. Al momento non sono giunte ancora conferme sui risultati dei test effettuati.

Come affrontare la situazione

Intanto la provincia, inserita come il resto della regione, nella zona gialla fa i conti con questo strano coprifuoco serale e con l’annullamento di qualsiasi manifestazione civile, religiosa e sportiva. Oggi le scuole sarebbero dovute ripartire dopo le vacanze di carnevale invece resteranno chiuse fino al 1 marzo. Così le strade si svuotano, chi può lavora da casa, in altri casi come la Same a Treviglio l’azienda ha deciso di chiudere per tutta la settimana.

Limitazioni necessarie per arginare il contagio ed evitare così il collasso del sistema sanitario (e di quello economico), ma che hanno contribuito a generare paranoia e psicosi sfociata, come domenica, nella corsa assolutamente inutile, alla spesa folle che ha svuotato i supermercati. 

Rispettare poche e semplici regole sarà sufficiente a gestire il problema e le indicazioni sono riportate anche nell’ordinanza di Regione Lombardia che resterà in vigore fino al 1 marzo.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, le dieci regole per ridurre i rischi

In caso di necessità Regione Lombardia ha attivato il numero verde 800894545. Si raccomanda di chiamare il 112 solo per le reali emergenze. E’ a disposizione per informazioni anche il numero di pubblica utilità 1500.

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