Il caso

Passerella di Bertolaso nella Bassa: domani s’inaugurano (con polemica) il Pronto soccorso e l’Ospedale di Comunità di Treviglio

Il consigliere regionale leghista Giovanni Malanchini: "Inopportuno, l'Asst Bergamo Ovest è commissariata da tempo e ci sono ritardi sui progetti di Cologno e Dalmine"

Passerella di Bertolaso nella Bassa: domani s’inaugurano (con polemica) il Pronto soccorso e l’Ospedale di Comunità di Treviglio

Taglio del nastro con polemica domani per il nuovo Pronto soccorso e la nuova Terapia intensiva di Treviglio, oltre che per i due ospedali di Comunità di Romano di Lombardia e di Treviglio. L’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso sarà infatti in Bergamasca per una task-force di tagli del nastro, che riguarderà tutte le nuove strutture sanitarie realizzate in seno alla riforma regionale della Sanità sui territori di competenza dell’Asst Bergamo Ovest. Ma  proprio da un consigliere regionale di maggioranza  del territorio, il leghista Giovanni Malanchini, è arrivato in queste ore l’affondo più tagliente, in merito alla “passerella inaugurale” dell’assessorato alla Sanità. Il consigliere ed ex sindaco di Spirano ha infatti diramato una nota nel pomeriggio di oggi, martedì, complimentandosi per le inaugurazioni ma anche riaccendendo i riflettori sul misterioso “stop” alla Casa di Comunità di Cologno, e sulla necessità di risolvere il nodo della governance dell’azienda sanitaria, attualmente commissariata a seguito del clamoroso “caso Palazzo”. Ma andiamo con ordine.

Le inaugurazioni di domani nella Bassa

Bertolaso inaugurerà domani – a partire dalle 10 – ben nove strutture sanitarie bergamasche: la Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità di Ponte San Pietro, la Casa di Comunità di Calusco d’Adda, “Casa Camilla” di Suisio, la Casa di Comunità di Zanica e, come detto, l’ospedale di Comunità di Romano, quello di Treviglio, il rinnovato Pronto soccorso e la Terapia intensiva del nosocomio cittadino.

Si tratta, soprattutto nella Bassa, di opere attese a lungo, che nello spirito della riforma sanitaria metteranno finalmente in campo una svolta nell’organizzazione della sanità territoriale dell’intera Pianura.

Il caso Palazzo e l’Asst commissariata

Tutto bene? Quasi. Peccato infatti, sottolinea il consigliere Giovanni Malanchini, che che insieme all’assessore al Welfare non sarà un direttore generale “di ruolo” a tagliare il nastro delle nove strutture, bensì la commissaria straordinaria Rosetta Gagliardo, nominata ormai quasi un anno fa alla guida (provvisoria) dell’Asst trevigliese dopo che il dg Giovanni Palazzo aveva dovuto obtorto collo lasciare l’incarico per un problema burocratico. Fu un caso clamoroso: Palazzo non aveva inviato una mail certificata di conferma necessaria per l’idoneità a ricoprire il ruolo di direttore generale. Una mancanza strettamente formale, ma sulla quale la Regione – e la legge – furono intransigenti. E così il primo direttore generale trevigliese dell’Asst che ha sede in città fu silurato, tra parecchie polemiche.

“Rallentamenti e difficoltà a Cologno e Dalmine”

La conseguente nomina della commissaria, per quanto ineccepibile sul fronte delle competenze e del curriculum,  non è stata indolore. Secondo Malanchini, avrebbe contribuito a non risolvere diversi “rallentamenti e difficoltà” nell’iter autorizzativo e progettuale di altre opere richieste dal territorio, come la Casa di Comunità di Cologno al Serio e la Neuropsichiatria infantile di Dalmine, opere peraltro già inserite nella programmazione aziendale e finanziati da Regione Lombardia, ma a tutt’oggi – dopo circa tre anni – ferme al palo.

“È sempre positivo inaugurare nuove strutture sanitarie e vedere arrivare a compimento investimenti importanti per il territorio. Ma ci sono questioni sulle quali non possiamo sorvolare. L’Asst Bergamo Ovest è commissariata da mesi e negli ultimi tempi alcune progettualità fondamentali hanno incontrato rallentamenti e difficoltà che hanno creato preoccupazione sul territorio – scrive il consigliere – Tra i progetti che hanno sollevato maggiore preoccupazione, al momento bloccati, ci sono la Casa di Comunità di Cologno al Serio e il nuovo Polo di Neuropsichiatria infantile di Dalmine”.

La Casa di Comunità di Cologno

La struttura in cui dovrebbe sorgere la Casa di comunità, uno stabile della Bcc Bergamasca e Orobica, in via Rocca

 

In particolare, sul territorio aveva fatto parecchio discutere negli scorsi mesi il “limbo” in cui sembra versare il progetto della nuova Casa di Comunità di Cologno. Un’opera molto attesa, che peraltro nel 2021 era nata nel migliore dei modi, grazie ad una sinergica interlocuzione tra il Comune e la “Bcc Bergamasca e Orobica”, con il coinvolgimento di Ats e Asst Bergamo Ovest.  Poi, il nulla, o quasi.   “Il coinvolgimento diretto del territorio e dell’Amministrazione comunale è stato sempre meno valorizzato, fino a ridursi a poche e sporadiche informative e all’esclusione di fatto del Comune dal Tavolo tra la Direzione generale della Asst Bergamo Ovest, i medici di medicina generale e i pediatri a libera scelta di Cologno al Serio” aveva spiegato al Giornale di Treviglio, lo scorso maggio, la sindaca dem Chiara Drago, dicendosi “amareggiata per come si sono evoluti i rapporti ma soprattutto preoccupata per gli scenari che si sono andati delineando nell’ultimo incontro  a cui il Comune non è stato invitato”.

La richiesta dei sindaci, lettera morta. “Inaugurazione poco opportuna”

Già allora  Malanchini aveva fatto fronte comune con la prima cittadina colognese. Ora rincara la dose, sollecitando anche la stessa Giunta regionale a trazione leghista. Se non fuoco amico, poco ci manca.

“A inizio agosto 31 sindaci della Bassa bergamasca, insieme al presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, hanno chiesto alla Direzione generale Welfare di non interrompere la progettazione della Casa di Comunità di Cologno al Serio, manifestando la massima disponibilità a individuare soluzioni condivise – spiega il consigliere regionale leghista – È un segnale che non può essere ignorato. Quando un progetto è sostenuto da un intero territorio, sindaci compresi, serve confronto e chiarezza. Per questo trovo poco opportuno che oggi si dia grande spazio a momenti inaugurali relativi a opere in gran parte avviate e concluse in precedenza, mentre negli ultimi mesi i sindaci non sempre sono stati coinvolti nelle scelte che hanno riguardato il futuro di altre strutture”.

Per l’Asst Bergamo Ovest serve “una guida stabile”

Quindi la richiesta di superare il lungo commissariamento, con una nomina dirigenziale a tutto tondo.

“Mi auguro naturalmente che sul progetto di Cologno si arrivi presto a una soluzione definitiva, ma la vera urgenza oggi è un’altra: chiudere la fase di commissariamento e dare all’Asst Bergamo Ovest una guida stabile – prosegue Malanchini – Parliamo di un’azienda sanitaria che serve il bacino di utenti più ampio della provincia e che ha già attraversato momenti difficili. Proprio per questo servono continuità, decisioni chiare e un rapporto costante con i territori. Le inaugurazioni fanno piacere, ma adesso bisogna soprattutto rimettere l’Asst nelle condizioni di programmare con stabilità il proprio futuro”.

Il giallo della data: “Esclude consiglieri regionali che avrebbero voluto esserci”

C’è poi un piccolo giallo sulla data scelta per l’inaugurazione. Forse, lascia intendere Malanchini, potrebbe persino essere frutto di una sorta di sgambetto istituzionale interno peraltro alla stessa maggioranza di centrodestra che guida la Regione. Domani, Malanchini sarà infatti a Milano, al Pirellone, per presentare in Commissione il progetto di legge sulle Comunità di pianura. “Un appuntamento istituzionale già noto” sottolinea caustico. “Non posso quindi non rilevare come la scelta della data finisca di fatto per escludere alcuni consiglieri regionali che avrebbero voluto essere presenti. Per quanto mi riguarda non è un problema personale – conclude Malanchini – ma ritengo corretto chiarire la ragione della mia assenza, soprattutto nei confronti dei sindaci e degli amministratori del territorio”.