In un momento in cui la politica a Caravaggio è squassata dall’ultima faida interna alla maggioranza – che ha visto uscire di scena l’assessore Juri Cattelani – la Lega irrompe sulla scena con il nuovo segretario dopo due anni di commissariamento e lancia la sua sfida elettorale.
Eletto il segretario di sezione: è Davide Leoni
A un anno dall’appuntamento con le urne, il Carroccio riordina le sue fila dietro Davide Leoni, già commissario dopo l’addio di Stefania Milani, eletto all’unanimità dalla sezione cittadina. Una scelta di continuità da parte dei militanti, che non hanno avanzato nessun’altra candidatura.
“Durante il mio incarico da commissario la sezione ha cercato di ricompattarsi e mantenere una linea solida – ha esordito il 36enne, idraulico di professione – come segretario rimarrò in carica per tre anni, durante i quali affronteremo le elezioni comunali. Cominceremo dunque a lavorare per la campagna elettorale, tutti uniti. C’è però un punto fermo: le tessere da militanti dovranno essere guadagnate sul campo, a differenza di quanto è stato fatto in passato”.
Il Direttivo è composto dal segretario, dal capogruppo in Consiglio comunale Giuseppe Prevedini e da Luca Botti, più i due membri supplenti Cristian Aiolfi e Giuseppe Petrò. Nove invece i militanti storici “perché il ‘pollaio’ è stato ripulito” hanno sottolineato pungenti Botti e Leoni. E domenica si torna in piazza Santi Fermo e Rustico con un gazebo per raccogliere nuovi tesserati sostenitori (tempo permettendo).
Prevedini: “La Lega non non si farà più prendere in giro”
“All’interno la parola d’ordine è compattezza, all’esterno collaborazione con Forza Italia, Fratelli d’Italia e Con noi moderati, come hanno stabilito i vertici a livello nazionale nei Comuni sopra i 15mila abitanti – è intervenuto Prevedini – Se nascerà qualcosa di costruttivo, la base comunicherà al Provinciale i suoi indirizzi”.
Insomma, di fronte alla frantumazione del fronte del centrosinistra, che vede il Pd e due civici passati all’opposizione, e una Giunta che ha appena perso un membro, il Carroccio, che a sua volta ha perso Rocco Lombardo e Diana Castagna passati nel Gruppo Misto, si propone come un gruppo finalmente unito, senza più rami secchi, pronto a seminare per il futuro e a ricompattare anche il centrodestra, memore però degli errori che hanno portato al disastro delle scorse Comunali, a causa della spaccatura con il candidato sindaco Carlo Mangoni a 40 giorni dal voto, che ha spianato la strada alla vittoria di Claudio Bolandrini. Un apparentamento al ballottaggio che nel tempo si è trasformato in una vera e propria alleanza, dal momento che oggi una delle stampelle su cui si regge la maggioranza è proprio quella di Mangoni, leader della lista civica “Caravaggio popolare e solidale”. Quindi la domanda è d’obbligo: quali i rapporti con l’attuale presidente del Consiglio comunale che peraltro ha già annunciato la sua candidatura? Prevedini, che in questa tornata vuole assolutamente vincere la partita, mette le mani avanti.
“L’indirizzo del segretario federale Matteo Salvini è chiaro – ha detto – nessun rapporto con liste civiche a meno che non propongano un candidato di centrodestra e in questo momento non mi risulta che Mangoni sia un tesserato di qualche partito di centrodestra (ma è ritenuto vicinissimo a Forza Italia ndr.). Qualora lo diventasse, saranno i vertici provinciali della Lega e quelli del suo partito a decidere quali saranno le strategie. D’altra parte il nostro movimento caravaggino, nessuno lo nasconde, dovrà confrontarsi con quello di Treviglio, sempre a livello provinciale ovviamente, sono due città che insieme sfiorano i 50mila abitanti. La Lega non chiude la porta in faccia a nessuno, ma non si farà più prendere in giro come cinque anni fa. Negli ultimi dieci anni abbiamo dimenticato a volte il territorio, dando per scontate tante cose… Dall’opposizione non è facile attirare i giovani ma stiamo comunque allargando la nostra base, alcuni si sono già avvicinati e daremo loro la nostra esperienza per proseguire nel futuro”.
Per concludere un commento sulle ultime vicissitudini che hanno segnato la maggioranza e l’ultimo Consiglio comunale.
“Lo sfogo di Bolandrini, in particolare alcune affermazioni relativamente allo stipendio di Cattelani mi hanno lasciato senza parole – ha concluso Prevedini – in questo modo si è screditata tutta l’attività politica dell’Amministrazione: l’assessore aveva ottenuto 45 preferenze, a sceglierlo è stato il sindaco”.