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Editoriale

Aspettando un altro miracolo (laico) 499 anni dopo

Medici, infermieri, ricercatori. Ma anche tutti noi. Abbiamo lottato per un anno intero. Adesso vinciamo noi.

Aspettando un altro miracolo (laico) 499 anni dopo
Cronaca Treviglio città, 27 Febbraio 2021 ore 16:15

Quattrocentonovantanove anni dopo, Treviglio e la Bassa si ritrovano in questi giorni a invocare un altro miracolo.
Stavolta la minaccia non viene da ovest, dai soldati francesi di Lautrec accampati fuori dalla città, ma da est, dal fronte dell’Oglio oltre il quale la terza ondata della pandemia sta mietendo altre vittime. Non è andato affatto «tutto bene», in questi mesi. E’ passato un anno da quando cominciammo a parlare di Coronavirus anche dalle nostre parti, un po’ scherzandoci sopra e un po’ pensando che tutto sommato fosse un problema lontano.

Non ne sapevamo niente…

Rileggendo quelle pagine del nostro giornale viene persino da sorridere, o da piangere, pensando a quanto poco sapevamo, tutti quanti, di quello che sarebbe successo.
Eppure è sempre così. «Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti» diceva Woody Allen. Eppure, esattamente come in quel 28 febbraio 1522, è ancora una storia di lacrime e miracoli.

Le lacrime di tutti

Le lacrime sono quelle di tutti: di chi il virus se l’è portato via in una stanza affollata d’ospedale, da solo, affogando alla ricerca di ossigeno. Quelle dei suoi cari chiusi in casa, a chilometri di distanza, appesi a un telefono. Sono ancora  tanti i ricoverati a Treviglio e Romano.  Ma anche quelle di centinaia, migliaia di lavoratori che lo scorso marzo hanno perso il lavoro nel giro di poche ore e che hanno passato il lockdown cercando di immaginare un nuovo futuro oltre questa micidiale parentesi. Precari, occasionali. Ma anche piccoli imprenditori, negozianti, baristi, le cui vite sono rimaste inchiodate finora a uno spietato, per quanto necessario, alternarsi di colori.

Un miracolo laico

Eppure il miracolo è dietro l’angolo, è già quasi arrivato. L’abbiamo costruito insieme, resistendo giorno per giorno e correggendo gli errori. Rinunciando a un pezzo della nostra libertà per il bene collettivo. Ma l’hanno portato a termine anche i medici e gli infermieri in trincea. I ricercatori, che in meno di dodici mesi hanno imbrigliato la natura del virus. Un miracolo laico, questa volta. Ma come 499 anni fa, questo è l’importante, vinciamo noi.

Davide D’Adda

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