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Preti no-vax, interviene il Vescovo di Bergamo: "Le guide delle comunità siano coerenti e responsabili, è un obbligo morale"

E' arrivato, alla fine, ed è anche decisamente chiaro il messaggio del vescovo Francesco Beschi, sul libretto dei sacerdoti di Mapello e Ambivere.

Preti no-vax, interviene il Vescovo di Bergamo: "Le guide delle comunità siano coerenti e responsabili, è un obbligo morale"
Attualità Bergamo e hinterland, 09 Ottobre 2021 ore 18:25

Un appello alla vaccinazione e un ammonimento a "coloro che rivestono compiti di guida nelle comunità" (leggasi: ai sacerdoti), che hanno un "obbligo morale" a comportarsi in modo coerente e in uno spirito "di sintonia ecclesiale e di responsabilità".

Il messaggio del Vescovo Beschi

E' arrivato, alla fine, ed è anche decisamente chiaro il messaggio del vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi, sulla vicenda dei "preti no vax" di Mapello e Ambivere. Chiamato in causa da più parti,  Beschi ha diramato per voce del segretario generale della Curia monsignor Giulio Dellavite, nel pomeriggio di oggi, una nota sull'argomento.

"Il Vescovo di Bergamo, Mons. Francesco Beschi, facendo seguito a situazioni di sconcerto createsi nelle Parrocchie di Mapello e Ambivere in relazione ai comportamenti da tenersi per garantire la sicurezza sanitaria dei fedeli che partecipano alla vita di tali comunità, riconducibile al contagio da Covid-19, ribadisce le indicazioni diocesane dettate a questo riguardo nel corso di questo anno e rinnova l’appello alla vaccinazione così come sostenuto da Papa Francesco, dalla Conferenza Episcopale Italiana e da quella lombarda. Si tratta di una indicazione che richiede di tradursi, come obbligo morale, e per quello che è previsto, di obbligo legale, in comportamenti coerenti, dettati da uno spirito di sintonia ecclesiale e di responsabilità da parte di coloro che rivestono compiti di guida nelle comunità" recita la nota.

Le linee guida per la Diocesi

Il comunicato richiama poi al  sito www.diocesibg.it, che  "riporta le indicazioni elaborate in sintonia con l’Osservatorio Giuridico delle Diocesi Lombarde, ribadendo che queste linee sono da considerare lo strumento operativo per la diocesi di Bergamo, che tutti (comunità, gruppi e singoli), nelle diverse modalità di impegno e di appartenenza, sono chiamati a mettere in atto per il bene personale, ecclesiale, sociale".

La vicenda dei preti "no vax"

La vicenda nasce da  un opuscolo pubblicato da tre sacerdoti  -   don Emanuele Personenidon Alessandro Nava e don Andrea Testa,  rispettivamente di Ambivere, Mapello e Valtrighe (frazione di Mapello) - in cui si riprendono e si difendono tesi palesemente vicine a posizioni no-vax, in riferimento alla campagna vaccinale contro il Covid-19 e all'obbligo di Green Pass per i lavoratori dipendenti.

"Vogliamo dare un segnale di solidarietà – avevano scritto i tre don - a tutte quelle persone che a causa dell’esercizio del diritto costituzionalmente garantito a non aderire alla vaccinazione sperimentale si vedono private di un altro diritto costituzionalmente garantito, quello al lavoro, e addirittura vengono private dei mezzi per vivere tramite la sospensione dello stipendio".