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I tre preti no-vax e l'appello di una fedele: "Ora intervenga il vescovo Beschi"

La posizione della Curia affidata al segretario Della Vite: "Posizioni personali". Ma una fedele di Mapello rilancia: "Non esiste dimensione personale all’interno della Chiesa"

I tre preti no-vax e l'appello di una fedele: "Ora intervenga il vescovo Beschi"
Attualità Isola, 09 Ottobre 2021 ore 15:45

Si sta discutendo parecchio in questi giorni a Bergamo, su un opuscolo pubblicato da tre sacerdoti della Curia di Bergamo -   don Emanuele Personenidon Alessandro Nava e don Andrea Testa,  rispettivamente di Ambivere, Mapello e Valtrighe (frazione di Mapello) - in cui si riprendono e si difendono tesi palesemente vicine a posizioni no-vax, nei confronti della campagna vaccinale contro il Covid-19.

Il tampone pagato da un fondo spese

Nei giorni scorsi, come ha riportato PrimaBergamo, i tre hanno diffuso tra i parrocchiani che ritenevano interessati un opuscolo intitolato “Covid-19 i conti non tornano”, accompagnato da una lettera in cui annunciavano la creazione di un fondo per sostenere le spese di chi, non volendosi vaccinare, dal 15 ottobre dovrà pagarsi un tampone per accedere al posto di lavoro.

La questione, ripresa anche a livello nazionale, ha causato la forte reazione dei sindaci di Mapello e Ambivere, che il 7 ottobre hanno scritto una lettera alle autorità ecclesiali e civili di Bergamo per dissociarsi apertamente dall'iniziativa, ma soprattutto per chiedere una reazione, una presa di distanze ufficiale. Perché, da quando la notizia è stata pubblicata (il 4 ottobre), la Curia non si è mai esposta ufficialmente.

Anche il romanese monsignor Giulio Dellavite, segretario generale della Curia vescovile, che ha parlato di una «iniziativa personale» dei tre sacerdoti, rimarcando come la Diocesi di Bergamo sia sulla linea di Papa Francesco, che ha più volte rimarcato l'importanza della vaccinazione. A non esporsi, finora, è invece il vescovo Francesco Beschi.  

La lettera di una fedele

A lui si è rivolta una lettrice di Mapello, autrice della lettera pubblicata in questi giorni da PrimaBergamo.it

"Eccellenza, la questione è gravissima e con profondo rammarico prendo atto che Lei non è intervenuto di persona pubblicamente con una Sua dichiarazione ma sempre tramite monsignor Della Vite: "I tre preti no-vax agiscono a titolo personale". Ma è una contraddizione in termini, come si può sostenere che un prete, per eccellenza uomo della comunità, agisca a titolo personale e privato? Non esiste la dimensione personale del prete all’interno della Chiesa, lo afferma sempre anche Lei.

I sindaci hanno giustamente e in modo rispettoso manifestato con una loro lettera il loro totale sconcerto e disappunto. È giunta l’ora che il Vescovo di Bergamo intervenga in prima persona con un suo intervento pubblico.

Non è questione di rispettare la diversità dei preti e la loro originalità, come Lei ripete spesso, ma qui si è superato ogni limite. Sono intervenuti gli organi di informazioni locale e anche nazionale e il Vescovo di Bergamo tace dopo tutto ciò che ha passato Bergamo (Lei in quel periodo è stato encomiabile). Continua a stare in mezzo al gregge invece che stare davanti a guidarlo! Non può anche stavolta tacere e aspettare che passi l’ennesimo polverone su questi preti. Deve intervenire pubblicamente, anche solo per rispetto della gente di Mapello e Ambivere, dei suoi sindaci e di tutte le persone che continuano a soffrire per il virus. Non può essere sempre colpa dell'informazione che storpia quello che hanno scritto, della gente che non capisce, dei luoghi comuni, ecc...

Spero vivamente che ci sia un intervento pubblico da parte Sua".