Attualità
Treviglio

Aperta la Porta Santa della Madonna delle Lacrime: a Treviglio è cominciato l'Anno Santo del Miracolo

Tra poco - l'appuntamento è alle 16 - si terrà il rito sul sagrato del Santuario della Madonna delle Lacrime.

Attualità Treviglio città, 08 Dicembre 2021 ore 15:45

L'Anno Santo di Treviglio sta per iniziare.  Pochi minuti fa, con l'apertura della Porta Santa, sono cominciate ufficialmente le celebrazioni per  il 500esimo anniversario del Miracolo della Madonna delle Lacrime.

Si apre la Porta Santa

Sarà la cerimonia di oggi a dare il via  alla serie di eventi e di celebrazioni in città per salutare il 500esimo anno dal Miracolo che vide la Madonna piangere per salvare i trevigliesi dalla furia di Lautrec. Soprattutto dal punto di vista religioso, si tratta di un evento speciale: per tutto l'anno, infatti, su concessione di Papa Francesco, il portone centrale della facciata del Santuario diventerà Porta Santa, e ai fedeli - secondo particolari condizioni - sarà concessa l'Indugenza plenaria. Nel video qui sotto, il parroco monsignor Norberto Donghi legge il dispositivo dell'atto con cui la Santa Sede ha accolto la chiesta della Parrocchia di Treviglio, inoltrata tramite la Penitenzieria apostolica. L'Indulgenza è concessa ai pellegrini che abbiano visitato il Santuario, che abbiano partecipato ai riti connessi all'Anno Santo o che almeno "abbiano sostato per un congruo periodo di tempo davanti all'immagine" della beata Vergine delle Lacrime.

 

L'evento di oggi, 8 dicembre 2021 giorno dell'Immacolata, è stato preceduto ieri dal grande concerto del coro Icat che si è tenuto all'interno del Santuario e ha visto la magistrale esecuzione dei "Quattro pezzi sacri" di Giuseppe Verdi.

La cerimonia di apertura della Porta Santa

Oggi alle 16 verrà quindi celebrate la messa presieduta da monsignor Erminio De Scalzi, abate emerito della basilica di Sant'Ambrogio a Milano e vescovo ausiliare dell'Arcivescovo Mario Delpini. La celebrazione sarà introdotta dal breve rito dell'apertura della Porta Santa che si terrà all'esterno del Santuario, sul sagrato, e sarà accompagnato dal suono della tromba del Giubileo. La parola Giubileo, infatti, affonda le sue radici in "jobel", termine ebraico che significa capro e che indica anche il corno che veniva suonato in apertura dell'Anno Santo.

Il coronamento di un grande lavoro

Quello di oggi non è solo l'inizio dell'Anno Santo trevigliese, ma anche il punto d'arrivo di una grande lavoro che negli ultimi quattro anni ha mobilitato istituzioni e privati nel comune progetto di restituire alla comunità un Santuario restaurato e pronto a diventare non solo il cuore della religiosità trevigliese, ma anche un sito interessante per il turismo.

Conoscere la "trevigliesità"

Tutto ebbe inizio quattro anni fa con la firma di un Protocollo d'intesa siglato con l'Università di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo per la predisposizione di uno studio in occasione del 500esimo anniversario del Miracolo della Madonna delle Lacrime che ricorrerà il 28 febbraio 2022. Un partner scientifico che grazie al finanziamento dell'Amministrazione comunale ha potuto mettere a punto studi e ricerche proprio sul miracolo.

"Costituiremo anche un comitato d’onore per le celebrazioni che vedrà coinvolti in prima istanza il Comune e la Parrocchia - aveva spiegato l'allora assessore alla Cultura Beppe Pezzoni - perché la solennità cui ci prepariamo anche con questo protocollo di intesa che sottoscriveremo nei prossimi giorni possa essere celebrata e riconosciuta nella sua fondamentale importanza di atto costitutivo di una comunità che anche nel ricordo di quell’evento innesta le proprie radici e costruisce la propria identità".

La generosità dei trevigliesi

Una vera e propria ciliegina sulla torta del grande restauro del Santuario (costato in tutto 4 milioni di euro) che ha riaperto i battenti nel febbraio 2020 che erano iniziati nel 2018 e sono stati sostenuti anche dalla generosità dei trevigliesi.

Donazioni da 10 euro così come elargizioni più cospicue come quella da due milioni di euro di cui ha dato notizia proprio don Norberto Donghi in occasione della riapertura del febbraio 2020. La famiglia trevigliese che ha donato i due milioni aveva scelto di restare anonima, così come gli altri privati che - a seconda delle proprie disponibilità - hanno voluto contribuire. A questi, poi, si sono sommate le tre eredità ricevute dalla parrocchia per un totale di 250mila euro, tra queste quella dell'ex prevosto don Enrico Anzaghi. Ci sono poi i 100mila euro (in tre anni) stanziati dal Comune di Treviglio, i 15mila euro annui messi a disposizione dalla Bcc di Treviglio che quest'anno sono saliti a 20mila, e i 10mila euro del Rotary Club per la pulitura dei quadri del Montalto.

Un gioiello che è tornato a brillare

Dopo due anni di attesa, i fedeli avevano potuto godere della meraviglia dei colori tornati a brillare, avevano potuto sentire il calore - letteralmente - grazie al nuovo impianto di riscaldamento a pavimento e ammirare lo splendore della cripta chiusa da decenni.

E intanto il lavoro proseguiva con la creazione di un vero e proprio brand, di un marchio in grado di identificare facilmente il Santuario.  Si tratta di un logo semplice e facilmente comprensibile realizzato dall'agenzia "In Asset" di Chiara Piacentini.  Nell’elemento grafico ci sono il cerchio (che rappresenta la nostra comunità), il Santuario, la lacrima (che richiama il pianto di Maria che il 28 febbraio 1522 salvò la città) e Maria Vergone che veglia sul Santuario e sui trevigliesi. Il colore dell’elemento grafico vuole poi richiamare sia la lacrima che la Madonna. E poi ancora i social, con la creazione di una pagina Facebook, i video-documentari e un nuovo sito web che offre la possibilità di effettuare un virtual tour del Santuario.

Un luogo religioso, ma anche una comunità "al passo coi tempi" in grado di intercettare anche l'interesse turistico esercitato dai grandi luoghi di fede.

"Il Santuario della Madonna delle Lacrime è un bene identitario della Città di Treviglio - aveva commentato il sindaco Juri Imeri - ne costituisce un segno storico, culturale e di fede che attraversa la vita della Comunità e, fin dalla costruzione originaria per arrivare alla forma attuale, segna la gratitudine e la devozione della Comunità per il Miracolo del 1522".