La filantropia che fa rete: Fondazione Cassa rurale Treviglio guarda a Bergamo per sostenere famiglie fragili

Patto a tre con Angelo Custode e Diakonia di Bergamo, per sostenere bambini, ragazzi e famiglie in condizioni di particolare vulnerabilità abitativa o con gravi disabilità

La filantropia che fa rete: Fondazione Cassa rurale Treviglio guarda a Bergamo per sostenere famiglie fragili

Parte di nuovo da Treviglio uno degli esperimenti più interessanti sul fronte della filantropia bergamasca: la Fondazione Cassa rurale di Treviglio ha infatti costituito un fondo insieme ad altre due fondazioni bergamasche – Diakonia e Angelo custode, entrambe legate alla Curia di Bergamo – per finanziare insieme due progetti solidali a sostegno di donne con figli in condizione di grave marginalità abitativa, o di famiglie che debbano assistere minori con gravi disabilità.

Si tratta del Fondo Corrente “Sostegno ai minori con gravi disabilità o in condizioni di grave marginalità”, presentato martedì mattina nella sede della Fondazione Angelo Custode di Bergamo. Come già in passato per il Fondo agricoltura, è stata la fondazione trevigliese a gettare un ponte con altre due realtà benefiche del territorio, inaugurando un’inedita collaborazione oltre i confini della città, che è ormai stabilmente la cifra della gestione della Fondazione Cassa rurale sotto la presidenza di Giovanni Grazioli.

Si parte con 40mila euro, ma il fondo è aperto

La dotazione iniziale del Fondo è di 40 mila euro: 10 mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Angelo Custode, 10 mila dalla Fondazione Diakonia Onlus e 20 mila dalla Fondazione Cassa Rurale di Treviglio, che ha raddoppiato il primo stanziamento delle altre due. Ma in quanto “aperto”, il fondo resta aperto anche imprenditoriali che volessero sposarlo.

A presentare nel dettaglio le attività del nuovo Fondo sono stati Giovanni Grazioli, presidente della Fondazione Cassa Rurale di Treviglio, Giuseppe Giovannelli, presidente della Fondazione Diakonia Onlus, e don Roberto Trussardi, presidente di Caritas Bergamasca. All’incontro ha partecipato anche Maria Luisa Galli, in rappresentanza di Casa Amoris Laetitia.

Residenzialità per madri con minori

Il fondo sosterrà in particolare due progetti. Da un lato, una struttura residenziale di Monterosso, “Sara Casa”, gestita da Diakonia: si tratta di nove appartamenti destinati ad ospitare gratuitamente mamme con figli minori (in totale 25 persone) in condizione di grave marginalità. Il nome della struttura, ha spiegato don Trussardi, deriva dal nome della prima bambina ospitata, ma gioca anche sul verbo “Sarà”. “Si tratta di dare un aiuto temporaneo a mamme in difficoltà, all’interno di un progetto che guarda ad un futuro di autonomia e dignità” spiega il direttore della Caritas bergamasca. Le utenti non pagano canoni d’affitto, ma a carico di Diakonia restano importanti spese di gestione e – altrettanto importanti – servizi ausiliari come il sostegno psicologico per i bambini coinvolti (spesso migranti con alle spalle gravi storie di abusi e violenza). “Situazioni spesso caratterizzate da povertà, fragilità e marginalità sociale, alle quali il progetto risponde attraverso accoglienza, accompagnamento e costruzione di percorsi di autonomia» continua Trussardi.

Casa Amoris Laetizia

Quanto a Casa Amoris Laetizia, gestita dalla fondazione Angelo Custode, si tratta di un servizio di sollievo per famiglie che hanno in casa bambini con gravi forme di disabilità. Dei venti posti d’accoglienza, soltanto dieci sono al momento accreditate da Regione Lombardia, mentre le altre dieci sono “in solvenza”, con rette necessariamente importanti. Il Fondo servirà calmierarle. Al momento del resto la lista d’attesa per l’accesso è già numerosa e gli utenti interessati provengono da tutta Italia.

«Grazie a questo Fondo sarà possibile sostenere i costi economici legati a bisogni sempre più numerosi – sottolinea Maria Luisa Galli – Il valore aggiunto è creare sinergia tra più realtà che decidono di mettersi a disposizione per un bene comune: offrire una cura a 360 gradi, non soltanto sanitaria, ma capace di prendere in considerazione tutta la famiglia. Vediamo situazioni al limite della solitudine e della fragilità – prosegue – e il rischio è che, senza uno sguardo capace di accompagnare queste famiglie, si possano aprire percorsi di marginalità».

La gestione (senza oneri) a carico della Fondazione Cassa rurale

A gestire il Fondo sarà – gratuitamente – il personale della Fondazione Cassa rurale di Treviglio.

«La novità che ci ha spinto a lavorare insieme è proprio la volontà di fare sistema – spiega Giovanni Grazioli, presidente della Fondazione Cassa Rurale di Treviglio – Mettere in comune risorse e competenze permette di moltiplicare le possibilità di intervento e di costruire progettualità capaci di sostenere situazioni di fragilità. Crediamo che, quando si decide di fare del bene, sia importante superare personalismi e protagonismi. Il valore sta nel dono e nella capacità di lavorare insieme. È questo il modello che abbiamo già sperimentato con altri fondi e che intendiamo continuare a perseguire».

La Fondazione si occuperà della gestione delle pratiche e dell’erogazione dei contributi, senza entrare nel merito delle singole erogazioni, su cui “decideranno” le fondazioni operative Diakonia e Angelo Custode.

Ringraziando tra gli altri anche il direttore della Fondazione Cassa Rurale Silvio Negri, Grazioli ha anche sottolineato come la collaborazione con due realtà legate alla Curia bergamasca sia in linea con una volontà precisa del CdA dell’ente filantropico trevigliese: operare a servizio del territorio della ex Bcc di Treviglio, andando quindi oltre i confini della città (che fa parte della Diocesi di Milano). La stessa logica era stata seguita per un altro pionieristico progetto solidale: il Fondo agricoltura, costituito con la Fondazione della Comunità Bergamasca, la Fondazione Banca Popolare di Bergamo e la Caritas Bergamasca, insieme all’azienda consortile Risorsa sociale, per finanziare circa 4000 ore di tirocinio assistito da educatori professionisti in favore di lavoratori con disabilità assunti da aziende agricole del territorio.

Nella foto in alto: da sinistra il direttore della Fondazione Cassa rurale Treviglio Silvio Negri, Giuseppe Giovannelli, presidente della Fondazione Diakonia Onlus, Giovanni Grazioli, presidente di Fondazione Cassa rurale Treviglio, Maria Luisa Galli, direttrice di Casa Amoris Laetitia, don Roberto Trussardi, presidente di Caritas Bergamasca, e don Vittorio Nozza, già direttore della stessa realtà.