Associazioni d'Arma

Fanti in festa per il 50esimo di fondazione della sezione e il 12esimo raduno provinciale

Sabato 12 e domenica 13 settembre i festeggiamenti hanno coinvolto tutto il paese e un lungo corteo ha attraversato le vie del centro

Fanti in festa per il 50esimo di fondazione della sezione e il 12esimo raduno provinciale

Tricolori e labari al vento hanno colorato il cielo e le strade di Ghisalba domenica 13 settembre, la sezione locale dell’Associazione Nazionale del Fante ha celebrato in grande stile il suo 50 anniversario di fondazione e ospitato per l’occasione il 12esimo raduno provinciale.

Un vibrante concerto e la consegna delle pergamene ai familiari degli internati militari ghisalbesi

Le celebrazioni sono cominciate sabato 12 settembre, nella chiesa parrocchiale, con il concerto “Dal Piave al Pacifico” eseguito magistralmente  dal “Corpo Musicale Canonico Cossali” diretto dal Maestro Pietro Martinoli. A presentare i brani, intervallati da riflessioni sulla pace e sulla guerra lasciate ai posteri da personaggi del calibro di Papa Giovanni XXIII, Nelson Mandela, Robert Kennedy e Martin Luther King, c’era Alice Bonassi. Applausi convinti e calorosi, che hanno strappato anche un bis ai bandisti. Poi, al termine dell’esibizione, il momento più emozionante dell’evento: quello della consegna delle pergamene alle famiglie dei 24 internati militari ghisalbesi nei lager nazisti. Le medaglie d’onore richieste però, purtroppo, non sono arrivate in tempo per ragioni burocratiche e saranno consegnate in un’altra occasione. Infine, per chiudere in bellezza la serata, non poteva mancare un piccolo rinfresco sul sagrato.

Foto Alessandro Locatelli

Onore ai Caduti e sfilata per le vie del centro

Domenica mattina è stato il momento clou della festa, con la sveglia che è suonata di buon’ora, ritrovo e ammassamento alle 8 al piazzale del Santuario della Madonna della Consolazione. Breve colazione e sfilata del corteo lungo via Cossali, accompagnato dalle note del “Corpo Musicale Canonico Cossali” e della “Fanfara dei Mille” di Bergamo,  fino al monumento del Fante: qui il rito dell’alzabandiera con l’inno della Fanteria ed è stata deposta una corona d’alloro in memoria dei Caduti. Il serpentone si è quindi mosso verso il centro, per raggiungere il cimitero ove si trova il sacrario militare, e dove sono riecheggiati l’inno del Grappa e il Silenzio, ed è stata deposta un’altra corona d’alloro in onore dei Caduti di tutte le guerre. Lasciato il camposanto, tra labari e tricolori al vento, i fanti e le autorità civili e militari e le altre associazioni presenti hanno fatto rotta verso piazza Papa Giovanni XXIII: a suonare stavolta è stato l’inno nazionale, poi le note del Silenzio, onori al monumento ai Caduti, omaggio floreale, e la benedizione del parroco don Filippo Bolognini. A seguire gli interventi del consigliere regionale Giovanni Malanchini, del sindaco Gianluigi Conti e dei vertici del Corpo.

Il consigliere regionale Malanchini: “Introduciamo la leve civica obbligatoria”

“Vedere i fanti così numerosi oggi è un segnale importante per le nostre comunità – ha esordito il consigliere regionale Malanchini – abbiamo ancora la fortuna di avere le associazioni d’Arma e combattentistiche, elemento imprescindibile delle nostre piccole o grandi comunità: attraverso la loro opera quotidiana di volontariato e di sostegno alle Amministrazioni pubbliche svolgono un lavoro fondamentale, che non possiamo permetterci di perdere. Il compito delle istituzioni è anche quello di salvaguardarlo e sono tante le proposte politiche sul tavolo, a me piace quella di introdurre un servizio di leva civica obbligatoria per tutti i ragazzi: essere qui oggi a ringraziarvi senza porci il problema di chi raccoglierà la vostra eredità è un atteggiamento che rischia di essere presuntuoso. I valori che le vostre divise rappresentano devono essere trasferite alle nuove generazioni, divise come lo sono quelle delle Forze dell’ordine che spesso vengono oltraggiate: dietro a chi le porta ci sono persone disposte a rischiare qualcosa per difendere la comunità, famiglie, storie personali che vanno rispettate, quindi dobbiamo contrastare con tutte le forze tutti gli episodi che vanno in questa direzione”.

Poi Malanchini ha ringraziato della visita in Regione, a Palazzo Pirelli, effettuata a inizio mese da una delegazione di fanti accompagnati dal sindaco Gianluigi Conti, dalla vice Bruna Sassi, dall’assessore al Bilancio Sara Bosis e dal presidente della “Consulta delle associazioni” Luigi Feliciani, giunta per illustrare il programma della manifestazione.

Pergamene e medaglie ai fanti decani

All’arrivo della delegazione un cordiale scambio di doni con Malanchini e poi la consegna da parte della “Federazione provinciale del Fante” di Bergamo di un attestato di riconoscimento alla sezione di Ghisalba e al suo presidente Battista Rizzoli, membro altresì del Direttivo provinciale e consigliere di “AssoArma”. Pergamena e medaglia per la longeva presenza nell’associazione dei fanti sono invece stati consegnati a un gruppo di decani.

Medaglia d’oro a Mario Longhi, Pio Schiva e alla patronessa Luigia Maria Forlani della sezione di Romano, Edoardo Del Bel della sezione di Sovere, Battista Aceti della sezione di Urgnano e Andrea Sporchia della sezione di Martinengo, tutti classe 1936.

Medaglia d’argento alla patronessa Rachele Piavani (classe 1939), a Pietro Bezzi (classe 1941) e Antonio Bettini (classe 1941) della sezione di Romano, Antonio Moretti (classe 1941) della sezione di Martinengo, Tarcisio Gabbia (classe 1941) della sezione di Urgnano, Francesco Sangalli (classe 1941) della sezione di Ghisalba e Isaia Balose (classe 1941) della sezione di Sovere.

Il sindaco Conti: “I fanti di Ghisalba sempre in prima linea”

“Grazie ai vertici del Corpo, alle sezioni, alle associazioni e ai rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Stezzano e Morengo che sono intervenuti oggi – ha detto il primo cittadino Conti – è un onore per Ghisalba festeggiare il 50esimo della fondazione della sezione e al contempo ospitare il 12esimo raduno provinciale, perché ricordare quello che i fanti hanno fatto e fanno ancora oggi, tutti i giorni, dev’esserlo per ogni Amministrazione. Se siamo liberi e possiamo manifestare lo dobbiamo a migliaia di giovani che hanno sacrificato la loro vita per gli ideali di libertà e democrazia. Oggi non abbiamo bisogno di combattere per fortuna, anche se intorno a noi spirano venti di guerra, per cui i fanti operano nel volontariato: quelli di Ghisalba sono sempre in prima linea, sempre pronti per ogni necessità della comunità. Un grosso grazie a tutti voi, mi auguro che i valori che esprimete possano essere quelli fondanti della società anche in futuro”.

Il presidente nazionale dei fanti Stucchi: “Grazie fanti bergamaschi”

“Il sacrificio immenso della Fanteria nella Storia d’Italia si appoggia su di noi. Reduci? Probabilmente sì – ha affermato il presidente nazionale dei fanti  Gianni Stucchi – L’espressione del nostro volto dev’essere orientata a trasmettere i valori, i principi, declinandola in un tempo che cambia ma che ha sempre bisogno di tornare alle nostre radici. Quindi grazie fanti bergamaschi, forse è proprio nella faccia del fante bergamasco che si ritrova tutto ciò di cui l’Italia ha bisogno”.

Il presidente provinciale dei fanti Dehò: “Che la sezione possa continuare a splendere di luce propria”

“Correva il 27 novembre del 1976 quando Giuseppe Paravisi insieme ad alcuni altri cittadini decise di dar vita alla sezione, con l’intento di custodire e onorare la memoria dei fanti ghisalbesi caduti, per mantenere vivo nel tempo il loro esempio – ha ricordato Luciano Dehò, presidente della ‘Federazione Provinciale di Bergamo’ dell’Associazione Nazionale del Fante e segretario nazionale amministrativo – uomini che non cercavano riconoscimenti ma che erano pronti a compiere il proprio dovere fino in fondo, ed è proprio con questo spirito che oggi dobbiamo continuare a essere custodi e vivere la quotidianità nella difesa di quei valori di libertà, democrazia e pace che sono alla base della nostra civile convivenza. Quando la nostra terra ha attraversato momenti particolarmente difficili i fanti erano là, sempre pronti a mettere a disposizione tempo, energie ed esperienza a servizio della comunità. Questa è la Fanteria: grazie a tutti per l’opera di servizio che svolgete. Il mio augurio è che la sezione possa continuare per molti anni a splendere di luce propria”.

Il presidente di sezione Rizzoli: “Tre gli uomini fondamentali per la sezione: Paravisi, Galli e Rossoni”

“Sono passati 50 anni dalla fondazione della sezione, rendiamo onore ai fondatori, che per la maggior parte erano reduci – ha asserito il presidente di sezione Rizzoli – Quest’anno cade anche il 25esimo anniversario dell’inaugurazione del nostro monumento, avvenuta il 9 settembre 2001, opera resa possibile dai sacrifici economici, e non solo, di tutti i tesserati. Alcune figure hanno rivestito particolare importanza per questa sezione: Pepi Paravisi, presidente rimasto in carica ininterrottamente per 37 anni, il vicepresidente e suo prezioso collaboratore Walter Galli, e Luigi Rossoni, capace di migliorare costantemente il livello storico-culturale della sezione. Un grazie va a tutti i tesserati che hanno contribuito e si sono adoperati per la buona riuscita di questa manifestazione, a tutte le autorità politiche presenti che hanno permesso di darle lustro e per la collaborazione, al parroco, alla “Bcc Oglio e Serio”, alle aziende e alle attività commerciali per il loro contributo, ai presidenti Stucchi, Dehò e Beretta, ai presidenti di ‘AssoArma’ e ‘Nastro Azzurro’ e alla stazione dei carabinieri di Martinengo per la presenza. E’ meraviglioso vedere il medagliere nazionale qui, rende onore ai fanti Caduti nelle guerre”.
Al termine degli interventi, il cerimoniere Maurizio Plati ha ringraziato le due bande per l’accompagnamento musicale, apprezzatissimo, e invitato tutti a “rompere le righe” per recarsi a messa e poi a pranzo, dove la sezione ha distribuito a tutte le associazioni e alle autorità presenti un volume, “Per se fulget” (Splende di luce propria, motto dei fanti ndr.), che racconta l’intenso mezzo secolo di storia dei fanti ghisalbesi, oltre una medaglia in ricordo dell’evento che sicuramente rimarrà nel cuore di tutti.