Nelle sue comunicazioni, all’ultimo punto del Consiglio comunale, il sindaco di Caravaggio ha informato l’Aula dell’avvenuta aggiudicazione del fondo comunale di via Panizzardo, messo all’asta lo scorso aprile. Massimo riserbo sull’identità dell’acquirente e sull’importo con cui è riuscito ad ottenere l’area.
La decisione di mettere il terreno comunale di via Panizzardo all’asta e le polemiche in Aula
“L’attuale destinazione d’uso è produttiva e il valore di partenza stimato si aggira sui 2,4 milioni di euro, speriamo così di riuscire a capitalizzare tale valore e di recuperare le risorse economiche necessarie per proseguire la sfida della transizione energetica avviata installando pannelli fotovoltaici su edifici pubblici – aveva spiegato in aprile il primo cittadino Claudio Bolandrini riferendosi a scuole di infanzia, asilo nido e bocciodromo – L’obiettivo è ritenuto strategico e importante per ragioni ambientali, economiche e sociali. Il Consiglio sarà chiamato a deliberare l’alienazione del terreno nella seduta di maggio. L’esito dell’asta tra potenziali acquirenti si dovrebbe conoscere entro luglio”.
Nella seduta maggiolina il Pd aveva però presentato un’interpellanza.
“Quali sono le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione a voler alienare il terreno e a quanti euro al metro quadrato si intende vendere? Quale destinazione d’uso avrà poi? – aveva chiesto il capogruppo Enrico Premoli – A che punto è giunto lo sviluppo delle aree? Lo spostamento della piazzola ecologica e le fasce verdi di mitigazione rimangono comunque previste? Quali conseguenze avrebbe la vendita del terreno rispetto al Bando “AttrACT” stipulato dalla precedente Amministrazione con Regione Lombardia? Infine, quanto le tensioni interne al Consorzio (in cui sono riuniti i proprietari dei fondi ndr.) hanno influito sulla scelta di alienare il terreno?”.
Una raffica di domande che sul primo cittadino aveva avuto l’effetto di un drappo rosso sventolato davanti a un toro nell’arena.
“Fin dalla costituzione del Consorzio e fin dalla successiva adesione del Comune era ovvio e pacifico che quest’ultimo non avrebbe sviluppato e costruito direttamente sulle aree di sua proprietà ma le avrebbe cedute tramite le procedure di alienazione ad evidenza pubblica previste dalle normative vigenti in merito, che garantiscono l’assoluta e completa trasparenza dell’operazione – aveva risposto Bolandrini – Il valore medio stimato dalla perizia a cura dell’Ufficio tecnico (che comprende anche i sedimi dell’attuale isola ecologica) è di 73 al mq, perizia recepita con la delibera della Giunta relativa alla stima dei terreni siti in via Meucci e Pacinotti e all’aggiornamento del Piano per la valorizzazione e l’alienazione del patrimonio comunale oggi posto in votazione. Quanto allo stato attuale dello sviluppo delle aree, il Piano di lottizzazione in variante al Pgt presentato dal Consorzio è stato adottato e approvato all’unanimità. Il Comune è in attesa che esso persegua le finalità statutarie per le quali è stato costituito, anche per l’area di proprietà comunale così da poter sottoscrivere la convenzione urbanistica e dar corso all’intervento, ma per far questo è necessaria l’alienazione del terreno a cui oggi avete votato contro. Quindi se non avessimo provveduto a mettere in vendita la proprietà l’attività svolta finora sarebbe tutta fuffa… Quanto alla destinazione d’uso, in conformità a quanto deciso all’unanimità dal Consiglio comunale in questi anni, anche con il voto dei consiglieri del Pd, è produttiva. Le tensioni interne al Consorzio? Non hanno influito in nessun modo”.
Infine il sindaco aveva chiarito la questione della stazione ecologica.
“Lo spostamento della piazzola e le fasce verdi di mitigazione restano confermati – aveva affermato – Circa invece gli impegni assunti con la sottoscrizione del bando, anche questa approvata all’unanimità in Consiglio, sono strettamente legati al Piano attuativo”.
Fondo aggiudicato da un operatore top secret
L’asta pubblica si è conclusa ieri, martedì 23 giugno. L’esito è stato positivo e il primo cittadino ha informato il Consiglio comunale.
“Sono stato messo a conoscenza oggi dell’avvenuta aggiudicazione – ha rivelato – resta provvisoria, secondo le normative vigenti, per circa 15 giorni, finché non verranno espletate le operazioni necessarie alla formalizzazione definitiva. Dunque, il terreno che è stato il motivo per cui nel 2004 l’Amministrazione dell’epoca ha costituito il Consorzio di via Panizzardo, di cui fino al 2026 il Comune è stato socio, ha riscosso l’interesse di un operatore sulla cui identità però, secondo quanto impone la legge, sono tenuto al riserbo, così come sull’importo con il quale si è aggiudicato il fondo. Posso però rivelare che, rispetto alla base d’asta, c’è stato un significativo rialzo. Permangono tutti i vincoli della destinazione d’uso del terreno, produttiva e non di tipo logistico”.
Poi ha guardato al futuro.
“Quando tutto sarà perfezionato – ha concluso – decideremo insieme se utilizzare parte delle risorse ottenute attraverso questa alienazione, che era incagliata da più di 20 anni, per finanziare la quota a carico del Comune per l’efficientamento energetico delle due palestre e la piscina. Anche questo è un traguardo perseguito nell’interesse della comunità”.
Si aprono nuovi scenari
Non c’è dubbio che questa notizia potrebbe cambiare lo scenario di riferimento anche per i proprietari terrieri soci del Consorzio di via Panizzardo che, è bene ricordarlo, nella riunione del 16 giugno scorso avevano dato a fatica il consenso per continuare a trattare con la società ‘Arafin’ sulla base del nuovo contratto preliminare – il precedente è scaduto a dicembre – ma non avevano firmato nulla. Tenendo dunque conto del malumore per aver visto svanire l’opportunità del bando regionale “Arest” giusto il giorno dopo, e del prezzo base di 73 euro al mq con cui è stato messo all’asta il terreno comunale, già molto più alto rispetto ai 55 fissati per i loro fondi, è facile ipotizzare un certo fermento.
“Abbiamo appreso dalla stampa che il bando ‘Arest’ era perso – hanno detto i più delusi – In proposito esprimiamo il nostro profondo dispiacere per aver perso un’opportunità unica, che avrebbe portato un finanziamento di due milioni di euro e che era già stata soggetta a numerose proroghe. E siamo ancor più dispiaciuti nell’apprendere che il progetto è sfumato per mancanza di requisiti richiesti dal bando, fin dall’inizio, al Consorzio. Cogliamo l’occasione per ringraziare il sindaco di Caravaggio e l’Amministrazione tutta, ma anche la Regione Lombardia per la disponibile collaborazione dimostrata in questi tre anni. Abbiamo atteso fiduciosi l’esito dell’asta pubblica del Comune, ora si vedrà: durante l’ultima assemblea non è stato dato alcun via unanime al nuovo contratto preliminare con l’acquirente in corso bensì l’autorizzazione a procedere alla trattativa, per il bando appunto, che si sarebbe tenuta all’indomani mattina con la Regione Lombardia”.