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“Una puerile corsa in avanti dopo l’annuncio delle mie dimissioni”

Botta e risposta al vetriolo tra Bolandrini e Cattelani, che pubblica un video sui social in cui mostra una lettera a conferma della sua versione dei fatti

“Una puerile corsa in avanti dopo l’annuncio delle mie dimissioni”

A Caravaggio si sta consumando un vero e proprio duello a distanza tra il sindaco Claudio Bolandrini e Juri Cattelani, senza esclusione di colpi. Dopo l’atto di revoca della nomina ad assessore, l’ormai ex membro della Giunta ha pubblicato un video feroce sui social, tirando fuori dal cassetto una missiva a conferma della sua versione dei fatti.

“Dimissioni concordate, pensavo di trovarmi tra adulti”

In seguito all’atto di revoca della sua nomina ad assessore a Cultura, Commercio e Turismo, pubblicata ieri, venerdì 24 aprile, arrivato dopo l’annuncio delle sue dimissioni sul Giornale di Treviglio, la reazione di Cattelani non è tardata ad arrivare, sprezzante.

“Come si valuta un sindaco che, alla comunicazione di un assessore che vuole dimettersi ricevuta chiaramente prima della pubblicazione della lettera sulla stampa e con data di dimissioni concordata al primo maggio, corre a scrivere un atto di sfiducia infarcito di inesattezze dimostrabili? – ha esordito sarcastico – Francamente pensavo di trovarmi tra adulti. Il sindaco legga le mie motivazioni e mi dica se ho detto una sola parola contro di lui. L’eleganza non è per tutti”.

“La Giunta all’oscuro di tutto? Ma quando mai…”

Cattelani è entrato nel merito dell’operazione che sarebbe all’origine della rottura tra due, andando dritto al punto citando una missiva relativa alla candidatura della città a ‘Capitale Italiana del libro’, progetto pubblicato sul Giornale di Treviglio.

“Apprendo dall’atto di revoca della mia nomina che il primo cittadino ha deciso di togliere alla città la possibilità di proporsi come ‘Capitale Italiana del libro’ – ha affermato indignato – Evidentemente, dai toni, per un dispetto al sottoscritto. É di una gravità inaudita. Gli atti sono pubblici: il sindaco il 10 marzo ha firmato una lettera per invitare la Provincia ad aderire, ora afferma che ha saputo del progetto dalla stampa, un mese dopo. La Giunta il 9 aprile ha dato indirizzo formale votato all’unanimità, senza particolari rilievi per la candidatura. Il sindaco però dice che l’ha scoperto il giorno dopo dal giornale. Si contraddice anche nell’atto stesso di sfiducia”.

“Ha fatto perdere una grande occasione alla città, a doversi dimettere ora dovrebbe essere il sindaco”

Cattelani ha estratto la mannaia, invitando Bolandrini a dimettersi.

“Non credo ci sia da commentare oltre –  ha concluso amaro – Se non che scopro da questo atto di revoca che la Giunta parrebbe aver deliberato per l’annullamento, durante una Giunta straordinaria convocata alle 11 per le 13 il giorno dopo l’articolo del 10 aprile relativo al lancio della candidatura di Caravaggio a ‘Capitale Italiana del libro’, mentre io ero in rappresentanza a Napoli, all’assemblea dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani.  Io non ho ricevuto alcuna comunicazione a riguardo, mentre ancora ero in carica. A questo punto forse quello che dovrebbe dimettersi è Bolandrini, per il danno d’immagine tremendo causato alla città”.

Juri Cattelani

Un video-denuncia: “Ripicca contro di me, in Comune non ci sono più le condizioni per lavorare serenamente”

E per essere ancora più chiaro, l’ex assessore ha deciso di pubblicare un video sui social a diro poco tagliente, in cui ha raccontato la sua versione dei fatti al popolo del web come fosse una sorta di barzelletta, apostrofando il sindaco come un “capo preso dal panico, dagli istinti e dalle emozioni” che “corre a stendere una lettera di licenziamento nei confronti di un assessore già pronto a dimettersi il primo maggio, senza polemica, come concordato per dar tempo agli uffici di gestire la transizione, creando lui stesso una polemica di cui non c’era bisogno, visti i precedenti”. 

Poi ha mostrato la missiva firmata dal primo cittadino il 10 marzo e confermato i rumors che da tempo parlano di malumori.

“La ricostruzione dei motivi che hanno portato alle mie dimissioni e alla mancata candidatura di Caravaggio è assolutamente fantasiosa – ha detto piccato – è facilmente dimostrabile che sono falsi considerando la lettera e la delibera di Giunta. Dopo l’uscita dell’articolo su richiesta del sindaco si è cambiata linea, in una seduta straordinaria in cui io non potevo essere presente… Una ripicca nei miei confronti perché era scocciato dal fatto che avevo presentato il progetto sul giornale. Peraltro si poteva avanzare la candidatura con condizioni economiche diverse, come da dossier richiesto da Bolandrini stesso”.

Infine una bordata sul clima che si respira in Municipio, con rapporti incrinati da tempo.

“Al di là della corsa in avanti del sindaco per presentare lui le dimissioni al posto mio, approccio estremamente infantile, ormai la scelta l’ho fatta perché ritengo di non avere più le condizioni per lavorare in maniera ottimale per Caravaggio come ho fatto in questi anni. Mi ero già posto il problema altre volte. Quando le scelte vengono fatte totalmente di pancia, senza nessuna valutazione logica e razionale, quando la serenità del proprio lavoro viene meno allora è il caso di dimettersi: se questo è vero dovrebbe farlo anche il sindaco”.

Il Circolo del Pd: “Prendiamo atto delle dimissioni dell’ennesimo assessore”

Dai Dem arriva un commento sferzante sulla vicenda.

“Questo episodio rappresenta un’altra conferma di un epilogo ormai evidente – si legge in una nota – Le difficoltà e i malumori che hanno attraversato in questi anni Giunta, Consiglio e liste derivano dagli atteggiamenti personali del sindaco e nella sua virata politica verso Forza Italia. I fatti parlano chiaro: nell’arco di due mandati gran parte della Giunta si è ritirata, una parte consistente della maggioranza lo ha sfiduciato e numerosi componenti delle liste hanno scelto di allontanarsi. Si tratta di conseguenze dirette delle sue scelte politiche e del suo modo di amministrare. Oggi l’Amministrazione che si raccontava civica di centrosinistra si regge su Forza Italia e Partito popolare del Nord, mentre l’azione amministrativa appare rallentata con il freno a mano tirato. Una situazione che i cittadini vedono chiaramente e che riflette le sue decisioni”.