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Ghisalba, il Comune incassa 90mila euro di Tari: chiuso il contenzioso con Accuma

L’assessore al Bilancio Sara Bosis ha illustrato in Consiglio comunale l’esito della lunga causa tributaria, conclusa con un accordo stragiudiziale e il pagamento dilazionato dell’importo.

Ghisalba, il Comune incassa 90mila euro di Tari: chiuso il contenzioso con Accuma

La vertenza riguarda la tassa sui rifiuti non versata dalla società dal 2017: il primo versamento è già arrivato il 29 luglio. Il saldo entro la fine del 2026

La battaglia sulla Tari

A Ghisalba si chiude dopo anni la partita tra il Comune e “Accuma Spa” sulla Tari. L’Amministrazione comunale ha infatti raggiunto un accordo stragiudiziale con la società, che porterà nelle casse dell’ente circa 90mila euro, relativi agli accertamenti sulla tassa rifiuti. A comunicarlo, nell’ultima seduta del Consiglio comunale, è stata l’assessore al Bilancio Sara Bosis, intervenuta anche per ricostruire i passaggi di una vicenda che ha impegnato per lungo tempo gli uffici comunali. Gli atti di accertamento erano stati emessi nel dicembre 2023 e riguardavano la Tari relativa agli anni dal 2017 al 2021 e dal 2022 al 2025. La società aveva contestato la legittimità degli atti davanti alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Bergamo, che il 9 ottobre 2024 aveva dato ragione al Comune.

“Il registro fondo rischi contenzioso è stato aggiornato dopo la conclusione di una causa tributaria incardinata ormai da anni relativa alla Tari, per un importo di cui una società era debitrice dal 2017 – ha spiegato all’Aula – E’ stato firmato l’accordo stragiudiziale che ha imposto alla medesima di pagare quanto dovuto, circa 90mila euro in tre rate, la prima è già stata versata ieri, 29 luglio”.

Il Comune resiste in appello

La vicenda, però, non si era conclusa con la prima sentenza. “Accuma Spa” aveva infatti presentato appello, il 16 gennaio 2025, alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia. L’Amministrazione aveva deciso di resistere, confermando la propria posizione e affidandosi al lavoro dell’ufficio finanziario. Nel frattempo, come spiegato da Bosis, la società ha cambiato per tre volte studio legale. Parallelamente, il team del Comune ha proceduto a una nuova e puntuale verifica delle aree dell’immobile industriale interessate dagli accertamenti, confrontandosi con la controparte sulla normativa applicabile.

“Da parte mia un ringraziamento particolare all’ufficio finanziario – ha sottolineato l’assessore – che si è trovato tra le spire di agguerriti legali ma che non ha mai indietreggiato su ciò che la Legge consente e le norme regolano”.

La conciliazione e il pagamento

A distanza di circa un anno e mezzo, mentre era ancora pendente l’impugnazione davanti alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado, è arrivata dalla società una proposta di conciliazione stragiudiziale. Il Comune ha risposto formulando una controproposta, accettata dalla contribuente, che ha consentito di chiudere definitivamente la controversia. “Qual era l’importo chiesto dal Comune?” ha chiesto il capogruppo di minoranza Joskaluca Carmosino. “Pressoché questo – ha risposto Bosis – è stato effettuato il cumulo giuridico ed è stata concessa la dilazione”. L’accordo ha quindi previsto la rideterminazione delle sanzioni attraverso il cumulo giuridico e la possibilità di pagare l’importo in tre rate trimestrali, con saldo entro la fine del 2026. La prima rata, come comunicato dall’assessore, è già stata versata il 29 luglio. Per il Comune di Ghisalba si chiude così una lunga controversia tributaria, con il riconoscimento di quanto dovuto e un incasso complessivo di circa 90mila euro.