Le elezioni comunali a Rivolta si avvicinano e il nostro Giornale ha voluto porre qualche domanda ai candidati per la poltrona di sindaco. Tra loro anche Andrea Vergani, alla guida della lista civica di centrosinistra “Rivolta Civica”. Trentotto anni, docente di professione è già stato candidato con «Rivoltiamo», prima a sostegno di Calvi poi di Nava, consigliere di maggioranza e assessore all’Ambiente, Commercio e Agricoltura.
Cosa l’ha spinta a candidarsi come sindaco?
«Dopo tre mandati di amministrazione, ritengo sia necessario e doveroso mettermi nuovamente a servizio della mia comunità, questa volta in una veste completamente nuova e con un gruppo differente da quello che ho appoggiato in passato. Sono convinto che non basti lamentarsi che il paese non funziona o che le amministrazioni non lavorano bene: al contrario, è necessario che ogni cittadino si rimbocchi le maniche e dia il proprio contributo».
Quali sono le tre priorità su cui intende intervenire fin da subito?
«Quattro pilastri guideranno la nostra azione amministrativa. Il primo è la riqualificazione dell’esistente, con un forte impegno verso l’efficienza energetica, per evitare sprechi e utilizzare in modo responsabile le risorse pubbliche, con una maggiore attenzione al decoro urbano e alla cura del verde. Il secondo è la ripartenza: sbloccare e portare a termine i cantieri interrotti, restituendo ai cittadini opere attese da troppo tempo. Il terzo è una nuova proposta socio-culturale e sportiva, capace di promuovere l’inclusione, prevenire il disagio giovanile e offrire opportunità concrete di crescita, aggregazione e benessere. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai bambini e agli anziani, per costruire una comunità che non lasci indietro nessuno e valorizzare ogni fase della vita. Il quarto è la valorizzazione delle attività locali: sostenere gli esercizi di vicinato e il settore agricolo, rafforzando l’economia del territorio e preservando la nostra identità».
Perché i rivoltani dovrebbero scegliere lei?
«Rappresento un’idea di politica concreta e vicina ai cittadini, capace di parlare a tutti, al di là delle appartenenze e delle ideologie».
Quale sarà la sua prima decisione concreta nei primi 100 giorni di mandato e perché?
«La prima azione che intraprenderò sarà andare fino in fondo sulla nuova scuola dell’infanzia. Prenderò personalmente il plico documentale e, con un appuntamento al Ministero dell’Istruzione e a mie spese, chiederò chiarimenti sul contributo statale mai arrivato. Voglio capire con precisione le ragioni di questo mancato finanziamento. Un altro tema cruciale è la viabilità. Avvieremo subito una fase di ascolto, raccogliendo opinioni e suggerimenti dei cittadini sul pianoforte attuale. Entro l’estate attiveremo un tavolo tecnico per valutare le criticità e individuare le modifiche necessarie. La terza priorità è ridare vita al paese attraverso rassegne socio-culturali ed enogastronomiche di qualità con occasioni di incontro e partecipazione, perché dove c’è comunità non c’è degrado, e la vivacità del territorio diventa anche uno strumento concreto di sicurezza».
Guardando alla fine del suo mandato, quale cambiamento concreto vorrebbe lasciare a Rivolta?
«”Rivolta Civica” ha un obiettivo chiaro da qui a fine mandato: nel 2031 immaginiamo una Rivolta più inclusiva, più verde e soprattutto più sicura. Vogliamo costruire un paese in cui vivere non sia solo una scelta, ma un motivo di orgoglio per tutti i cittadini, in cui il rapporto tra cittadini e amministratori sia diretto, quotidiano, umano».
Il caso Sgroi: la sua valutazione politica e che impatto ha avuto sulla città?
«La situazione personale dell’ex sindaco Sgroi è affidata alla giustizia, che farà il suo corso, e su questo non spetta a noi esprimerci. Riteniamo però che, per senso di responsabilità istituzionale, sarebbe stato opportuno rassegnare le dimissioni fin da subito, così da restituire ai cittadini la possibilità di essere guidati da una nuova amministrazione e da un nuovo sindaco».
Dall’assenza di un asilo nido alla riqualificazione dell’ex ospedale per ambulatori o servizi per anziani: temi molti sentiti dai cittadini. Quale piano ha su questi fronti?
«Un paese come Rivolta, con circa 8.400 abitanti, deve garantire servizi moderni ed efficienti, in grado di rispondere ai bisogni reali dei cittadini. L’obiettivo è intercettare bandi e finanziamenti pubblici durante il mandato, così da rendere possibile l’investimento senza gravare sulle casse comunali. Per la riqualificazione dell’ex ospedale siamo fiduciosi che il servizio possa iniziare a breve e a pieno regime».
Il cantiere della scuola è stato lungo e complesso: cosa pensa del progetto e di come è stato gestito finora?
«Il cantiere della nuova scuola dell’infanzia è una priorità che merita attenzione e una soluzione definitiva. Così come merita una valutazione seria l’eventuale statalizzazione, che permetterebbe alla comunità di liberare risorse da destinare ad altri servizi fondamentali, come l’asilo nido. Dai documenti a nostra disposizione non emergono né errori procedurali né un annullamento del contributo statale. Eppure il cantiere è fermo».