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Caravaggio, clamorosa protesta di FI alla presentazione di Mangoni

Elezioni, alla presentazione del centrodestra Forza Italia se ne va in protesta: "Non c'è il nostro simbolo, arrivederci".

Caravaggio, clamorosa protesta di FI alla presentazione di Mangoni
Politica Gera d'Adda, 11 Giugno 2021 ore 16:59

Elezioni Caravaggio, alla presentazione del centrodestra Forza Italia se ne va in protesta: "Non c'è il nostro simbolo, arrivederci".

Clamorosa protesta all'agriturismo Cascina Reina

L'inizio non è dei più promettenti, va detto. Nel pomeriggio di ieri, venerdì 11 giugno,  la coalizione di centrodestra che si presenterà alle elezioni di Caravaggio, sfidando il sindaco uscente Claudio Bolandrini, ha convocato una conferenza stampa, per presentare i simboli e le liste a sostegno del candidato Carlo Mangoni, vicepresidente della locale Bcc.

Doveva essere un pomeriggio in gran spolvero, ma è cominciato con una gatta da pelare piuttosto imprevista, per il candidato: i rappresentanti locali di Forza Italia, che sulla carta sarebbero parte integrante della coalizione, hanno infatti abbandonato l'evento - organizzato all'agriturismo "Cascina Reina" - protestando perché per loro non era nemmeno stato riservato un posto al tavolo. Né, tantomeno, era stato predisposto alcun cartello con il simbolo del partito. Uno sgarbo politico clamoroso, che non hanno lasciato passare.

La protesta di Forza Italia

A protestare, in particolare, sono stati gli azzurri Stefano Lorenzi e Giovanni Castelli, che dopo una vera  e propria scenata davanti agli alleati, se ne sono andati sbattendo la porta.

La bagarre è scattata dopo il primo giro di presentazione dei relatori: il candidato Mangoni, Augusto Baruffi (con l'omonima lista civica) e Giuseppe Prevedini, leghista.  Quest'ultimo aveva appena finito di parlare della necessità di tenere unito il centrodestra e di far cadere le polemiche del passato per impegnarsi tutti insieme e "sbattersi" per impedire una seconda vittoria del sindaco di centrosinistra. A quel punto, dal pubblico ha preso la parola Lorenzi.

"Vi sosteniamo dall'inizio, e con sorpresa vediamo che a quel tavolo non c'è nemmeno un posto per noi, né il nostro simbolo" ha tuonato - Questa esclusione non ci piace, non fateci cambiare idea, se questi sono i presupposti per andare avanti non so se arriveremo in fondo. Non doveva succedere, se volete porre rimedio invitate Castelli accanto a voi  altrimenti vi lasciamo".

Colonne portanti ed... elettricisti

Gelido il silenzio da parte degli organizzatori: Mangoni, di tutta risposta, ha dato la parola a Paolo Franco,  di Fratelli d'Italia, seduto tra il pubblico. E di fronte alla mancanza di una risposta di qualunque sorta, a Lorenzi e a Castelli non è rimasto che andarsene, nell'imbarazzo generale.

A cercare di stemperare ci ha pensato lo stesso Mangoni, con un'uscita che tuttavia è stata un po' "la toppa peggio del buco".

"Quando si costruisce una casa si comincia dalle fondamenta, gli elettricisti... si chiamano dopo" ha detto.

Lasciando intendere, di fatto, che né Forza Italia né Fratelli d'Italia, pur ufficialmente alleati, non sono considerati "colonne portanti" della corazzata anti-Bolandrini. Gregari, insomma, e non primi giocatori della partita. Un segnale più che eloquente per i due partiti.

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Non hanno fatto una piega invece i rappresentanti di Fratelli d'Italia, anche loro privi di posto al tavolo dei relatori e di simbolo nel patto a tre.  Di più: non erano nemmeno stati invitati, alla presentazione di oggi.

"Noi ci siamo - ha detto Franco - ma a Caravaggio, finora, a rappresentare il centrodestra c'erano questi signori quindi legittimamaente parte il gruppo di chi fa politica in Consiglio comunale. C'è chi ha studiato e chi si aggrega, l'avversario si chiama centrosinistra"

Poi Flavio Rozza, coordinatore del circolo caravaggino ha aggiunto un auspicio.

"La squadra ha molte possibilità, abbiamo persone valide e dobbiamo puntare a ben oltre il 50%".

Resteranno comunque in coalizione, in forza degli accordi a livello regionale siglati nei giorni scorsi e confermati ieri sera.

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