Caravaggio

"Guardami", la Libertas ricorda l'ultima grande esposizione di Pepi Merisio

Gli amici della Libertas hanno voluto ricordare ancora una volta l'immensa figura del fotografo di fama internazionale e illustre compaesano.

"Guardami", la Libertas ricorda l'ultima grande esposizione di Pepi Merisio
Cultura Gera d'Adda, 05 Febbraio 2021 ore 11:39

Avevano sperato di incontralo nell'ottobre del 2019 in occasione della sua ultima grande esposizione a Bergamo Alta, ma non era stato possibile e, di certo, non potevano sapere che proprio quella sarebbe stata l'ultima occasione di parlare a tu per tu con il maestro Pepi Merisio scomparso il 3 febbraio a 90 anni.

L'ultima mostra a Bergamo

Gli amici della Libertas di Caravaggio hanno voluto ricordare ancora una volta l'immensa figura di Pepi Merisio, fotografo di fama internazionale e illustre compaesano. L'ultima occasione di conoscere l'arte di Pepi Merisio era stata il 13 ottobre 2019 visitando la sua mostra antologica "Guardami" - allestita al Museo della fotografia Sestini, a Bergamo, in Città Alta.

"Per l'occasione il nostro presidente Giuseppe Carminati aveva preso contatti con la famiglia perché, oltre alla visione dell'opera del "Maestro della Fotografia", si desiderava proporre ai partecipanti un incontro personale con l'illustre caravaggino - raccontano - Alla suggestione della presentazione della mostra a cura dell'autore delle opere esposte, avrebbe potuto seguire la testimonianza della sua vita giovanile a Caravaggio e il racconto di qualche episodio significativo della sua lunga carriera professionale e artistica. Ma l’anziano maestro non poté raggiungere il Convento di San Francesco; il gruppo ammirò i lavori di Pepi col rammarico di non aver potuto conoscere da vicino un protagonista della scena artistica nazionale, apprezzato anche per le sue qualità umane, il quale sicuramente avrebbe scaldato i nostri cuori di compaesani".

Preziosa testimonianza del passato

"In queste ore che seguono la fine della sua esistenza sono innumerevoli le espressioni di cordoglio, le ricostruzioni biografiche e della sua vasta opera - hanno ricordato - Mossi dalla commozione, anche noi siamo andati a riprendere sugli scaffali di casa alcuni suoi libri, in gran parte distribuiti ai soci dalla nostra Cassa Rurale per vari anni, per tornare a godere delle riprese fotografiche di Pepi: tante immagini diventate a noi familiari, preziose testimonianze di un passato nonostante tutto a volte rimpianto, anche dallo stesso Pepi che l'ha saputo fissare per quel che è stato realmente, mai tralasciando rispettosamente gli aspetti ordinari della quotidianità e la varietà e ricchezza dell'esperienza spirituale, del popolo e delle esperienze più particolari".

Il ricordo del ritorno dei cugini

"Non possiamo non ricordare un aiuto concreto che Pepi Merisio ha offerto alla Libertas, non da fotografo, ma come testimone delle vicende del cugino maestro Giuseppe Robecchi, del quale la Libertas ha realizzato una biografia su incarico della Cassa Rurale, nel 2007 - hanno concluso - Pepi volentieri venne appositamente a Caravaggio a raccontarci i suoi ricordi giovanili; rievocò con precisione l’inatteso ritorno notturno a Caravaggio di Peppino e del fratello Domenico dopo tre anni di prigionia in Russia e Uzbekistan, dati ormai per dispersi. Pepi ricordava bene che, mentre era già a letto perché per lui l'indomani sarebbe stato un giorno di scuola, li aveva sentiti chiamare insistentemente dalla strada lo "zio Massimiliano", il papà di Pepi, cercando ospitalità; dopo un momento di festa Massimiliano convinse i due nipoti a non attendere il mattino per riabbracciare la mamma e le sorelle, perciò nella notte anche Pepi li accompagnò verso casa e fissò nella memoria quell’episodio che rese tanto felice la zia Rosina e la sua famiglia".

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