Caravaggio si appresta a celebrare il 594esimo anniversario dell’Apparizione della Vergine. E tra gli appuntamenti culturali in vista del 26 maggio, martedì, c’è anche un gradito ritorno. Il teatro «San Carlo» di Caravaggio (che ha sede negli spazi adiacenti all’oratorio) riapre infatti il sipario per una piccola quanto potente stagione primaverile che chiude il primo anno di attività, in cui la Fondazione «Don Pidrì e don Pierino», con la «Bcc Caravaggio e Cremasco», la Parrocchia dei Santi Fermo e Rustico.
Alda Merini secondo Arianna Scommegna
Dopo una prima parte di stagione da tutto esaurito con numeri che hanno lasciato intendere una chiara affezione al teatro da parte dei cittadini e dei numerosi spettatori giunti da fuori città per assistere agli spettacoli programmati da «deSidera Teatro», la direzione artistica individuato uno spettacolo speciale per chiudere in bellezza la stagione.
La breve stagione si è aperta con la replica di «Là dove finisce il buio. Due uomini di fede al tempo della resistenza» che ha registrato un’altra serata da tutto esaurito e continua domenica 24 maggio con un evento speciale.
Per l’occasione, gli organizzatori in accordo con tutti gli enti promotori, la città e la reggenza del Santuario di Santa Maria del Fonte, proporranno uno spettacolo «fuori dal teatro» in Santuario. Andrà in scena il «Magnificat» di Alda Merini, interpretato dalla nota attrice italiana Arianna Scommegna.
L’adattamento del brignanese Allevi del Magnificat
Carnalità e intimità sono i due concetti chiave attorno a cui la poetessa milanese rivivrà sul palco grazie a Scommegna, nei panni di Maria.
«In questo poema, l’umanità di Maria fa emergere una potente contraddizione: la vastità del divino sa trovare spazio in un corpo, e per giunta nel corpo di una ragazzina – spiegano i curatori di “deSidera” – Così incontriamo lo spavento e la speranza, lo sgomento e lo stupore, il dubbio e la certezza di quella che sarà la madre di Dio. Questo contrasto trova il suo compimento nell’accettazione del Mistero. La poesia di Alda Merini, nelle parole di Maria, riesce infatti a far coesistere lo smarrimento presente, il ricordo dell’innocenza passata e la dolorosa consapevolezza dell’avvenire. Maria è, nel medesimo tempo, sé stessa, la ragazzina che era e la madre di Dio che sarà. Un cortocircuito vertiginoso e inafferrabile. Ed è proprio della grande poesia consentirci di scorgere questo incomprensibile».
Lo spettacolo è un adattamento dal testo di Merini firmato da Gabriele Allevi, noto produttore teatrale di Brignano che – insieme a Giacomo Poretti del celebre Trio Aldo Giovanni e Giacomo – gestisce il teatro “Oscar” di Milano. La regia di Paolo Bignamini prevede un accompagnamento musicale alla fisarmonica con Katerina Haidukova, su musiche di Giulia Bertasi. Scene e aiuto regia Francesca Barattini, luci di Fabrizio Visconti, fotografia di Federico Buscarino.
La produzione In collaborazione è del Teatro de «Gli Incamminati» in collaborazione con «ScenAperta Altomilanese Teatri e ATIR».
L’ingresso è libero e gratuito, ma è vivamente consigliata la prenotazione su Eventbrite. Appuntamento questa sera, domenica, alle 20.45 al Santuario.