Amici, conoscenti e colleghi ma anche tanti ragazzi legati ai figli di Catalin Moise Robu oggi hanno preso parte ai funerali del muratore di Ghisalba, morto a Cremona lunedì 16 febbraio.
Una famiglia distrutta
Una tragedia che ha scioccato la comunità quella che ha spezzato all’improvviso la vita di Catalin, padre di famiglia di origine romena, in Italia dal 1994, precipitato da dieci metri d’altezza mentre lavorava in un cantiere. In tanti si sono stretti alla moglie Camelia e ai figli Rebecca e Riccardo, distrutti dal dolore, e tra loro c’erano decine di giovani che non hanno voluto far mancare il loro supporto agli amici rimasti di colpo senza il loro amato papà. Si sono radunati davanti alla chiesa all’arrivo del carro funebre e poi hanno preso parte alle esequie, concelebrate dal cappellano del Santuario della Madonna della Consolazione don Francesco Mangili e da padre Daniele Busetti, della congregazione della Sacra Famiglia di Martinengo. Il parroco, don Filippo Bolognini, è infatti è fuori paese. Tra i banchi volti impietriti, lacrime, sguardi increduli, di chi non si capacita di un destino tanto crudele.
“Catalin, lo sappiamo, sei partito da lontano – ha esordito don Mangili nell’omelia – hai condiviso una scelta d’amore con tua moglie, creato la tua famiglia e per essa ti sei sradicato dalla tua terra venendo a cercare lavoro, possibilità di sopravvivenza e benessere proprio per i tuoi figli… Con il tuo onesto lavoro e la tua disponibilità a compiere il tuo dovere hai voluto garantire la certezza di una vita che desse loro la possibilità di esprimere il meglio di sé liberamente. Questo è il segno di una persona buona, onesta, perbene. Molti mi hanno parlato di te, sei stato una persona vera”.
Il sacerdote si è poi rivolto ai familiari, affranti.
“Vogliamo essere vicini a voi – ha continuato – la malattia ci dà il tempo di abituarci, per certi versi, a stare accanto alle persone che soffrono e ad accompagnarle passo passo, per cui la morte diventa quasi una liberazione per noi che sopravviviamo… una perdita così repentina invece, a causa di un incidente sul lavoro che non dovrebbe mai accadere, è qualcosa di straziante… lo comprendiamo. E in questi giorni abbiamo pregato e ricordato Catalin: vi accompagni dal cielo nel vostro percorso di vita perché possiate dare ad essa valore e senso come anche lui ha cercato di fare”.
Infine una tenera raccomandazione ai figli del 55enne.
“Se avete memoria delle cose buone che avete imparato dal vostro papà, tenetele nel cuore – ha affermato – Certo, un padre deve anche educare, sgridare, richiamare… ma lo fa, come la mamma, perché vuole che la vostra vita e la vostra libertà vengano rispettate e valorizzate e che voi possiate essere una presenza buona dentro il mondo. Portate questo con voi di lui, come eredità profonda, quella che dà senso alla vostra esistenza. Sia l’esempio che raccogliete. I difetti passano, sono come la sabbia del mare, un’onda se li porta via… ma la roccia del bene resta sempre lì, è quella su cui vi chiedo di costruire la vostra vita: siate, come vostro padre, persone che vivono la vita cercando di essere perbene, rispettose verso gli altri, oneste, capaci di dare il meglio di se stesse e per questo in grado di generare bontà e felicità negli altri”.
Il toccante ricordo della figlia Rebecca
Prima della conclusione del rito funebre, la figlia 18enne Rebecca è salita sull’altare per dedicare al padre un lungo pensiero colmo di affetto.
“Caro taty, spero che tu possa sentirmi, ovunque tu sia – ha detto con un sospiro, raccogliendo le forze per leggere – perché sono certa che la tua anima buona continua a vegliare su di noi e riscaldare i nostri cuori. Avrei voluto dirti così tante cose… parole che non sono mai riuscita a dirti apertamente. Nessuno potrà mai immaginare quanto ci manchi la tua presenza in casa nostra, quanto sia stato doloroso perderti. Per tutta la tua vita non hai fatto altro che desiderare il nostro bene e la nostra felicità, e per questo ti saremo sempre riconoscenti”.
Poi una riflessione profonda.
“Tutta la vita a lavorare solo per far sì che noi fossimo felici e che avessimo una vita serena, senza che ci mancasse nulla – ha proseguito la ragazza – siamo felici grazie a te e continueremo ad esserlo anche per te, nonostante le difficoltà. Mi hai insegnato cosa significa esserci sempre, anche se non ti ho mai dimostrato abbastanza quanto io fossi grata di questo. Non ti dimenticheremo mai, ti prometto che mi prenderò cura del tuo ricordo come di un uomo d’esempio, con una bontà rara, con una purezza d’animo straordinaria, con un cuore così limpido da continuare a illuminare le nostre giornate”.
La giovane, trattenendo le lacrime, ha poi fatto una dura reprimenda verso chi ha svilito la figura dell’adorato padre.
“Credo che il Signore ti abbia chiamato a sé perché eri una luce troppo grande per questo mondo, un mondo che spesso non sa riconoscere la vera bontà – ha affermato con un groppo in gola – Il tuo valore superava ogni confine e la tua presenza resterà per sempre nei nostri gesti, nei nostri ricordi, nel nostro modo di amare. Chi ha provato tutta la vita a sminuirti pagherà con il peso della propria coscienza, quando capirà quanto eri grande mentre ti trattava come se fossi piccolo”.
Infine un dialogo con il cuore in mano.
Stai tranquillo taty, ti assicuro che non lascerò mamy da sola perché so quanto tu l’abbia amata e quanto tu ci tenessi la suo bene – ha detto – La mamma non vuole accettare che la lascerai sola ma sa quanto l’hai amata e ti assicuro che anche lei ti ha amato tantissimo e non ti dimenticherà mai. Ti porterà nel cuore sempre e so che tu le darai la forza e la sorveglierai in ogni momento. Anche se lei dice che non ce la farà, siccome io e Richi siamo il frutto del vostro amore, sono convinta che ce la metterà tutta, lo farà, ce la deve fare… Perché è questo che avresti voluto tu… Non avresti voluto che lei si lasciasse andare, troverà in te la motivazione e la luce per andare avanti. Richi sai che è un gigante ma è molto sensibile, lui ti ha sempre ammirato per la tua forza e il modo di fare: nonostante tu non avessi più energia per colpa del lavoro trovavi sempre il modo di essere presente, di ascoltare gli altri senza mai lamentarti. A lui hai insegnato come superare ogni ostacolo e difficoltà della vita, sa che te ne sei andato felice dato che ha trovato una brava ragazza, Daiana, che ci sta supportando in questo momento devastante… Sappi paparino che ti ricorderemo e ti porteremo nei nostri cuori per sempre. Riposa in pace, ti amiamo tanto”.
Rebecca Robu, 18 anni
Al cimitero palloncini blu in cielo
Al termine della cerimonia funebre, i giovani hanno distribuito ai presenti tanti palloncini blu, il colore preferito di Catalin, poi il mesto corteo si è incamminato dietro il feretro per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio verso il cimitero. Straziante il dolore della famiglia durante la sepoltura ma poi il cielo si è colorato di un blu più intenso, con i palloncini liberati nell’aria e volati via, lontano.