La Pro loco di Ghisalba fa le valigie, costretta di punto in bianco ad a abbandonare il “Centro culturale San Vincenzo”: l’ex parroco don Francesco Mangili, il 21 maggio 2025, prima di lasciare il suo incarico, ha infatti inviato una lettera di disdetta del contratto che la concedeva in comodato d’uso al sodalizio fino al 28 febbraio 2026. Niente rinnovo dunque, si intima di sgomberare i locali e riconsegnare le chiavi.
La disdetta del contratto e l’amarezza della Pro loco
Un brutto colpo per il presidente Pierangelo Martinelli e i suoi, che si sono sentiti «sfrattati» così, di colpo, dopo diversi anni in cui con impegno avevano fatto rinascere la chiesetta sconsacrata di piazza Garibaldi, che giaceva in stato di abbandono. Con don Mangili, che da ottobre presta servizio come cappellano del Santuario della Madonna della Consolazione, e con il nuovo parroco don Filippo Bolognini, negli ultimi mesi si sono tenute alcune interlocuzioni, che però non hanno portato a nulla. Così in questi giorni la Pro loco ha cominciato a fare armi e bagagli per andarsene, tra delusione e incredulità.
“La nostra associazione nel 2019 ha iniziato ad utilizzare l’ex chiesina per realizzare la Casa di Babbo Natale – ha raccontato Martinelli – era in pessimo stato di conservazione e noi abbiamo provveduto a pulirla e a far sistemare il tetto per la presenza di un’infiltrazione d’acqua, abbiamo installato un contatore elettrico, lucidato il pavimento, smontato alcune vetrate pericolose e fatiscenti, dipinto e sistemato le porte d’ingresso. Quindi, nel dicembre 2021, abbiamo chiesto a don Francesco di poter utilizzare lo stabile in modo continuativo e con lui abbiamo stipulato un contratto di comodato d’uso gratuito il primo marzo 2022. A partire da quella data abbiamo cominciato a realizzare varie iniziative, come le mostre: una su palazzo Stampa, una fotografica su Ghisalba e altre di pittura. E poi letture animate, proiezioni cinematografiche, la mostra scambio del libro, eventi culturali e spettacoli”.
Tanta l’amarezza tra i volontari, non c’è dubbio.
“A titolo d’esempio nel 2025 abbiamo realizzato una lettura animata, una proiezione di film per i bambini, una mostra di fumetti, una esposizione di quadri del pittore Giacinto Manenti – ha continuato evidentemente avvilito – Tutte le prime domeniche del mese, ormai da tre anni, andavano poi in scena la mostra scambio del libro e la Casa di Babbo Natale, particolarmente partecipata dai piccoli della scuola dell’infanzia, ai quali venivano donati un regalo e un sacchetto di caramelle. Venivano a vederla anche altri bambini e famiglie provenienti dai Comuni vicini. Tutto a titolo gratuito. Il centro cultuale in questi anni è ritornato a vivere e ha rappresentato un punto di riferimento, offrendo un servizio per la comunità di Ghisalba e mettendo a disposizione delle associazioni o dei cittadini lo spazio per organizzare eventi, sempre a titolo gratuito. La Pro loco peraltro ha sostenuto le spese di fornitura elettrica che ammontano a circa 500 euro l’anno e ha stipulato una copertura assicurativa sull’immobile – ha fatto sapere ancora il presidente – Ogni anno, inoltre, il sodalizio ha effettuato una donazione alla parrocchia per l’uso della ex chiesina”.
Martinelli non si capacita della decisione di mettere alla porta la sua associazione.
“Purtroppo don Francesco prima di lasciare il suo incarico di parroco, senza nessuna motivazione, ci ha inviato una lettera di disdetta del contratto che ci intima di lasciare libera la ex chiesina entro fine febbraio 2026 – ha precisato – Non riusciamo a capire questo gesto che priva la cittadinanza di questi servizi culturali”.
Un ostacolo improvviso sulla strada della Pro loco, che però non ha nessuna intenzione di interrompere la sua attività.
“Le nostre iniziative continueranno comunque appena avremo disponibile un nuovo spazio – ha concluso – perché crediamo nei nostri progetti, che durante questi anni hanno portato nuova linfa e riconoscimenti alla comunità”.
Le ragioni dello sfratto e la nuova sede
Sentiti i due sacerdoti, da un lato don Bolognini parla di una “decisione presa da don Mangili e dal Consiglio pastorale prima del mio arrivo”, dall’altro l’ex parroco ha dichiarato che “è stata una scelta legata alla necessità di utilizzare lo spazio per attività della parrocchia ma adesso che non sono più parroco non so cosa si farà“.
Al di là delle responsabilità, la “patata bollente” è rimasta nelle mani del primo cittadino Gianluigi Conti che si è speso per la mediazione, dandosi da fare per trovare la quadra e salvaguardare le attività messe in campo dalla Pro loco, che ha chiesto aiuto per trovare un’altra sede.
“Per quanto mi risulta la decisione è stata presa dal CdA della ‘Fondazione Canonico Cossali’ piuttosto che dal Consiglio pastorale ma non so esattamente quali siano le motivazioni né ho reputato opportuno chiederle – ha affermato Conti – ho ritenuto invece dovere dell’Amministrazione muoversi per trovare una sede a quella che è un’istituzione comunale, non può rimanere senza. Il servizio dello scambio libri e le altre attività in corso proseguiranno sicuramente. Ho parlato con il parroco per vedere di trovare una soluzione e lui è stato assolutamente collaborativo, per cui ho proposto una sorta di scambio: la ‘Corale di San Lorenzo’ lascerà libero, a favore della Pro loco, il locale che occupa adesso per fare le prove nei pressi del centro sportivo, per trasferirsi un un’altra location che sarà messa a disposizione dalla parrocchia”.