E’ stato inseguito dai carabinieri per oltre trenta chilometri, tra la Bassa bresciana e la Bassa bergamasca, e alla fine ha anche tentato di sfuggire ai militari spintonandoli. Ma alla fine è stato arrestato ad Antegnate. Davanti al giudice si è scusato: “Stavo tirando cocaina, mi sono spaventato”.
Trenta chilometri di inseguimento
E’ successo nel pomeriggio di mercoledì, 24 giugno, quando i carabinieri della stazione di Dello (BS) hanno notato un’autovettura ferma a bordo carreggiata, lungo una strada rurale della zona. Lì per lì i militari hanno pensato che si trattasse di un automobilista in difficoltà, magari con l’auto in panne. E si sono quindi avvicinati per prestare aiuto. Non si aspettavano certo che l’uomo, solo in auto, alla vista della pattuglia ingranasse la marcia, sfrecciando via lungo la strada e poi imboccando una trafficata provinciale.
È scattato quindi l’inseguimento. Nel corso della lunga fuga, l’automobilista ha però fatto ben altro per confermare i sospetti dell’Arma: aperto il finestrino, ha disperso in aria il contenuto di un sacchetto di medie dimensioni. Cocaina, avrebbero poi accertato i carabinieri.
Nonostante l’arrivo di rinforzi, l’inseguimento si è protratto per diversi chilometri: una trentina, almeno. Soltanto una volta arrivato ad Antegnate, nella Bassa bergamasca, il fuggitivo ha finalmente arrestato la marcia, ma non certo per arrendersi. Ha abbandonato il veicolo proseguendo a piedi ed ha tentato di far perdere le proprie tracce correndo in mezzo all’abitato. I carabinieri che aveva alle calcagna, tuttavia, non hanno desistito. E’ stato raggiunto e fermato, anche se prima di darsi per vinto ha comunque opposto una strenua resistenza divincolandosi e spintonando i militari più volte.
Fermato e portato in ospedale
E’ stato per prima cosa identificato: si trattava di un 25enne di origine marocchina, con alle spalle qualche precedente di polizia. Viste le condizioni in cui si presentava, una volta fermato i carabinieri hanno chiesto l’intervento del soccorso sanitario, che in via precauzionale ha accompagnato l’uomo in ospedale a Chiari, per accertamenti. E’ stato quindi dimesso senza prognosi, e quindi accompagnato in camera di sicurezza in attesa del processo per direttissima, che si è celebrato la mattina seguente. Nel frattempo, da ulteriori controlli è emerso che il 25enne circolava peraltro con una patente ritirata.
Le scuse e l’ammissione: “Mi stavo facendo di coca”
Davanti al Giudice, il marocchino si è scusato e ha ammesso che quando la pattuglia dei carabinieri si è avvicinata alla sua, stava assumendo della cocaina. Da qui il tentativo, molto determinato per quanto vano, di fuggire. L’arresto è stato convalidato e nei confronti dell’uomo è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale.