La situazione in provincia

Coronavirus, la seconda ondata colpisce l’Isola e la Bassa Bergamasca

A dirlo sono i dati dell'Ats che ha incontrato (solo virtualmente) il Consiglio di rappresentanza dei sindaci della provincia di Bergamo.

Coronavirus, la seconda ondata colpisce l’Isola e la Bassa Bergamasca
Treviglio città, 30 Ottobre 2020 ore 13:53

Criticità nell’Isola, a Treviglio, Dalmine e Romano di Lombardia: sono queste le aree più colpite dalla seconda ondata della pandemia da Coronavirus. A dirlo sono i dati dell’Ats che ha incontrato (solo virtualmente) il Consiglio di rappresentanza dei sindaci della provincia di Bergamo.

Ats e sindaci al tavolo con il prefetto

Per affrontare la seconda ondata da Covid19 l’aggiornamento costante sull’evoluzione della pandemia è fondamentale soprattutto per i sindaci. Per questo l’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo e il Consiglio di Rappresentanza hanno promosso, con cadenza settimanale, una videoconferenza con i 243 primi cittadini per fornire loro una breve sintesi dell’andamento a livello provinciale.

Al secondo incontro, oggi 30 ottobre, ha preso parte anche il prefetto di Bergamo Enrico Ricci.

“Grazie per il grande lavoro che state facendo – ha detto Ricci – Ho accolto con grande piacere l’invito a intervenire a questa vostra riunione. E’ un’occasione per salutarvi tutti visto che, a causa della situazione in atto, non ho avuto modo di incontrarvi personalmente. Grazie per il lavoro che avete fatto e che continuate a fare per questa terra martoriata. Avete saputo mobilitare le migliori risorse dei vostri territori e ce ne sono davvero tante. Ci aspetta un compito difficile e il ruolo di coesione sociale sarà ancora più importante in questa seconda fase, particolarmente dura per le conseguenze economiche e sociali. Per questo il vostro ruolo è essenziale. Le strutture dello Stato e la Prefettura sono al vostro fianco. Serve spirito di grande collaborazione, dobbiamo muoverci tutti insieme”.

Situazione epidemiologica in aumento contenuto

L’epidemiologo di ATS Bergamo, dottor Alberto Zucchi, ha inquadrato la situazione dal punto di vista dei dati più recenti: “Abbiamo avuto un aumento discreto di casi ancorché in forma contenuta rispetto a quel che sta succedendo nel resto della Lombardia. Al di là di fluttuazioni giornaliere legate al conferimento dei tamponi, in termini complessivi la curva ci dice che l’aumento c’è ma rimane contenuto, soprattutto in relazione al resto del territorio regionale. Siamo in una situazione di relativo contenimento: ma non usiamo la parola tranquillità perché non dobbiamo rilassarci sul rispetto delle normative che sono le uniche che possono garantirci di proseguire su questa strada di contenimento”.

In termini di numeri il rapporto positivi/tamponi è attorno al 7/8% ben lontano dal riferimento regionale e nazionale (rispettivamente 18,3% e 20,5%). Gli indicatori sui ricoveri e le terapie intensive in rapporto agli stessi dati di livello regionale e nazionale confermano il contenimento dell’epidemia.

Bergamo Ovest la zona più critica

Dai dati del Servizio epidemiologico aziendale di ATS Bergamo emerge come “l’area della Bassa bergamasca e quella che fa capo al Distretto Bergamo Ovest è quella più critica: è il territorio che nella precedente ondata è stato meno colpito rispetto alle Valli, ma è anche un territorio che ha molti contatti con il Milanese per logistica e per attività lavorative. Isola, Treviglio, Dalmine e Romano di Lombardia sono le aree più colpite”.

A disposizione del resto della Lombardia

“Il sistema ospedaliero bergamasco si pone all’interno di quello regionale: quindi si lavora anche per dare risposte a necessità che vengono da altri territori. In questa logica vanno l’apertura dell’ospedale della fiera e la messa a disposizione di posti letto – ha aggiunto Massimo Giupponi, direttore generale di ATS Bergamo – Stiamo portando avanti questa attività cercando di trovare un equilibrio tra la necessità di garantire gli accessi alle strutture ospedaliere per fare in modo che i nostri cittadini possano tornare ad accedere alle prestazioni ospedaliere in considerazione della stretta che c’è già stata a primavera a causa della prima ondata Covid”.

Oltre all’aggiornamento sull’evoluzione della pandemia, sono stati affrontati alcuni temi specifici: la riattivazione delle UTES (Unità Territoriali Emergenza Sociale Covid- 19) e il progetto provinciale, promosso da ATS e Consiglio di Rappresentanza, per la somministrazione di tamponi per alcune categorie a rischio.

Pronti a riattivare le UTES

“A breve chiederò al Prefetto di Bergamo un incontro per parlare delle UTES – ha aggiunto il Presidente della Conferenza dei Sindaci, Marcella Messina – le Unità Territoriali di Emergenza Sociale istituite durante la pandemia per fornire supporto ai Comuni nelle attività di informazione al cittadino, di sostegno alla fragilità con la presa in carico e la gestione dei bisogni sociali delle persone Covid-19 dimesse dagli ospedali oltre al supporto alla logistica intesa come distribuzione dei Dispositivi di Protezione individuale (DPI) e al raccordo dei servizi di prossimità e disponibilità di mezzi adibiti al trasporto sociale”.

Tamponi per le categorie strategiche

Il Presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Bergamo Est, Gabriele Cortesi, ha presentato il progetto provinciale per la somministrazione di test diagnostico molecolare su tamponi per il riavvio dei servizi in sicurezza in termini di prevenzione rispetto all’emergenza Covid 19.

“Il progetto è stato promosso da ATS e Consiglio di Rappresentanza, in collaborazione con AVIS provinciale – ha spiegato Cortesi – L’obiettivo è garantire una capillare campagna sanitaria che assicuri la gestione in sicurezza dei servizi sociali, in particolar modo quelli rivolti alle persone fragili, tramite la realizzazione di un’azione preventiva rispetto all’emergenza Covid 19”.

Sono state individuate alcune categorie strategiche: i volontari del trasporto sociale, i volontari della Protezione Civile, gli operatori dei Servizi Sociali dei Comuni.

“L’adesione al progetto è volontaria e gratuita – ha concluso Cortesi – Partiremo a novembre con la somministrazione dei tamponi alla prima categoria individuata, volontari del trasporto sociale. Ringraziamo la Fondazione della Comunità Bergamasca per il sostegno economico al progetto”.

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