E’ di tre pesanti sanzioni (potenzialmente fino a 130mila euro) e due bombole di gas sequestrate, il bilancio di una serie di controlli che il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Bergamo ha condotto in queste settimane in provincia, con il coordinamento dei Forestali dell’Arma dei carabinieri.
Dai produttori agli installatori, fino allo smaltimento
L’azione ispettiva ha interessato l’intera filiera dei refrigeranti: dalla produzione e distribuzione fino alle fasi di utilizzo negli impianti e alla gestione del fine vita, con lo scopo di prevenire traffici illeciti e pratiche non conformi che mettono a grave rischio l’equilibrio climatico globale. I gas fluorurati impiegati in condizionatori, pompe di calore e frigoriferi, sono tra i principali e più aggressivi responsabili delle alterazioni climatiche.
A differenza della comune anidride carbonica (CO2), i gas fluoranti possiedono un potenziale di riscaldamento globale (GWP – Global Warming Potential) che può essere anche migliaia di volte superiore a quello dell’anidride carbonica. La minima dispersione nell’atmosfera causata da impianti malfunzionanti o smaltiti in modo illecito, genera quindi effetti molto pesanti.
Il bilancio dei controlli: 3 sanzioni e sequestri
Le verifiche del reparto speciale dell’ Arma dei Carabinieri hanno interessato diverse aziende del territorio, rilevando irregolarità in tre di queste. L’operazione ha portato ad elevare tre sanzioni amministrative per un importo complessivo che va da un minimo di 12.000 euro a un massimo potenziale di 130.000 euro. La prima per un imprenditore che svolgeva attività di installazione, assistenza, manutenzione, riparazione e smantellamento di condizionatori, ma in totale assenza del necessario patentino.
In altri due casi, le imprese omettevano di inserire nella Banca Dati F-GAS le attività di installazione, manutenzione e riparazione. Durante le ispezioni, i militari hanno inoltre rinvenuto e posto sotto sequestro due bombole di gas refrigerante vergine, il cui utilizzo è severamente vietato dal 1° gennaio 2025. Ed è comunque andata “bene” agli imprenditori: il mancato rispetto delle leggi sui gas fluoranti non comporta solo pesanti sanzioni amministrative ma in casi gravi può configurare responsabilità di natura penale.
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