E’ già tutto pronto ormai. Natale è arrivato, la tavola è imbandita e ci si prepara ad affrontare la tradizionale abbuffata. Ma non c’è pranzo (o cena) natalizia che si rispetti che non termina con una bella fetta di panettone. Noi ci siamo preparati bene e per aiutarvi a scegliere tra tanta proposte – rigorosamente artigianali – abbiamo creato una piccola “guida”.
Il risultato è una rassegna di diciassette proposte di qualità, per una “mappa” il più possibile aggiornata del panorama “panettonistico” locale. Con caratteristiche, ingredienti principali e – importante – il costo al chilo di ciascuno.
La “Guida” ai panettoni
Strappandoli (non senza fatica) a impasti e infornate, abbiamo chiesto ai pasticceri quale sia il “panettone di punta” della loro produzione del 2025, quali siano le sue caratteristiche peculiari e quale il costo al chilo. Abbiamo così cercato di costruire un piccolo vademecum per scegliere con calma, e farsi venire qualche idea per “tradire” il proprio pasticcere di fiducia, sperimentando qualcosa di nuovo.
All’appello hanno risposto in tantissimi: alcuni marchi conosciutissimi come la “Primula” o “Riva” a Treviglio, ma anche tante altre realtà più locali ma ugualmente sorprendenti. E con nostra sorpresa, un po’ da tutti gli angoli della Bassa sono spuntate ricette nuove, tutte da provare. Anche se non mancano, ovviamente, le opzioni artigianali più puriste.
GUARDA LA GALLERY (17 foto)
I panettoni trevigliesi
Partiamo dalla città. A Treviglio tra i più curiosi in lizza quest’anno c’è senza dubbio un panettone di Paolo Riva, che ha pescato dal cappello lo yuzu (un agrume asiatico), l’ha abbinato al mango, e ha creato un prodotto decisamente fresco e contemporaneo. Più “misurato” e ancorato alla tradizione il “San Martino” di Primula, realizzato da Mattia Premoli: un panettone ispirato all’omonimo dolce che la Pro loco cittadina si è inventata l’anno scorso, sulla scia del successo del “Pane del miracolo”. Tra i classicisti, immancabili le etichette “Ferrandi” e “Maggi”, intramontabili. “Testa” consiglia invece il suo “Gianduia grué di cacao”. Mentre tra i più ricchi dell’anno c’è senza dubbio il panettone “Sacher” di Panarari, in edizione limitata, ispirata all’omonima torta al cioccolato con marmellata all’albicocca, la più conosciuta al mondo. Ma anche il costo è ricco: 60 euro.
Dalla tradizione all’innovazione
Spostandoci a Caravaggio, ecco “Pagani”, storico pasticcere del centro, che punta sul classico (ma ha anche una serie di varianti). A cavallo con Treviglio, torna anche quest’anno poi il mandorlato di Manzotti. Sempre nella Bassa occidentale c’è poi una sorta di “new entry” a Brignano: Riccardo Nichi, che con la sua recente «bakery» in pieno centro propone un connubio divertente e fresco tra mandarino e cioccolato fondente. Mentre lo storico alimentari “Baffi” di Calvenzano, con Angelo Colombo Giardinelli alla guida, ha lanciato anche quest’anno un apprezzato “classicone”, che è peraltro uno dei più economici tra gli artigianali sulla piazza. Infine, un must: “Gianni” da Cologno al Serio. Uvetta e canditi, semplice semplice, per chi non apprezza la glassa.
Nella Bassa anche i sapori del Sud
Varcato il Serio, il panorama si tinge dei colori della frutta candida grazie a “Gamba” di Martinengo, che ha lanciato un panettone con albicocche e cioccolato, e a “Le delizie di Sicilia”, che a Calcinate porta nel dolce lombardo parecchie note del sud. Mentre Davide Poloni dell’Antico Borgo, sempre a Martinengo, ha in serbo un profumato panettone con arance, cedro e uvetta candite. Frutta a go-go anche a Romano di Lombardia: “Plebani” punta sull’accoppiata mela-cannella, mentre tra i classicisti si confermano in prima linea – da Cividate al Piano – Giovanni e Gregorio Guerini.
Quale sia il migliore, ditecelo voi!