Dalla Festa dell’Unità al Campionato italiano di cubo di Rubik, dalle kermesse «per addetti ai lavori» come Autotreds Milano 2025 (dedicato al mondo dell’elettrauto) fino al popolatissimo salone dell’orientamento scolastico per i ragazzi di terza media. A pochi mesi dalla partenza del cantiere per il raddoppio della struttura, la varietà degli eventi ospitati nel corso dell’ultimo anno da TreviglioFiera tradisce la strategia che il Comune di Treviglio e il gestore della Fiera Alberto Capitanio stanno mettendo in campo per costruire, in città, una fiera al passo con i tempi e radicata al territorio. Parola d’ordine: diversificare gli eventi e diventare una struttura polivalente.
In Fiera una scenografia marziana per una pièce internazionale
L’esempio forse più lampante, nel prossimo futuro, parla di teatro. Dall’8 febbraio al 28 marzo, gli spazi di TreviglioFiera ospiteranno le prove e la (enorme) scenografia multimediale di un nuovo spettacolo teatrale immersivo, destinato ad essere proposto in teatri di tutto il mondo. Si tratta di «Cast for Mars»: una produzione di Alter Agent, studio di creativi con base a Milan e a Tokyo. Lo spettacolo è ambientato su Marte e combina experience design, arti visuali e tecnologie per creare esperienze immersive. Nella filosofia dei produttori, si tratterà di uno spettacolo finalizzato (anche) alla difesa di cause sociali. «Cast for Mars» in particolare sarà, si legge nella sinossi dello spettacolo, «un salto temporale verso un futuro non troppo lontano, un’esperienza immersiva che unisce il gioco di ruolo e la tecnologia multimediale per far sì che i partecipanti sperimentino la vita su Marte e acquisiscano consapevolezza sulla convivenza umana e sulle questioni ecologiche sulla Terra». A TreviglioFiera la grande scenografia sarà montata perché attori e tecnici possano fare le prove generali, ma anche per la stessa messa a punto dello spettacolo. Sempre Treviglio sarà inoltre il luogo di incontro tra la produzione e agenti teatrali interessati a portare lo show in giro per il mondo.
Diversificare l’offerta e incubare nuovi soggetti “da fiera”

L’uovo di Colombo non è un’«esclusiva» trevigliese, ovviamente. Ma funziona. Dopo anni di profonda crisi del settore fieristico italiano, in realtà i numeri certificano che superare il modello «classico» delle Fiere campionarie è molto spesso una scelta vincente, se gestori e strutture sanno reinventarsi. Il sistema, in Italia, chiude infatti il 2025 (dati Aife) consolidando i dati del 2024, quando gran parte degli indicatori di performance avevano già segnato il sorpasso sul periodo pre-Covid. Tutto sta nell’applicare la ricetta giusta. Ne abbiamo parlato con Alberto Capitanio.
Capitanio, che anno sarà per TreviglioFiera?
Attendiamo il via al cantiere per il raddoppio della struttura, che speriamo di poter vedere conclusa con l’inizio della Fiera agricola 2026. Dovremo convivere con il cantiere, ma siamo pronti: abbiamo davanti un anno di lavoro.
Far decollare una fiera nuova e piccola, come TreviglioFiera, a molti, è sembrata per anni una battaglia al limite del disperato. Davide contro Golia, in un settore in forte trasformazione.
Ma nella sua concezione di base, TreviglioFiera si propone proprio questo: quello di essere complementare, e non concorrente, alle altre strutture.
Spieghi…
Intanto, la posizione: TreviglioFiera da questo punto di vista è una delle più interessanti del panorama lombardo, perché è interconnessa in modo unico sia alla rete ferroviaria che a quella autostradale. In secondo luogo, penso che il presente e il futuro di TreviglioFiera, per dirla brevemente, passino dalla polivalenza. Il nostro potenziale extra-fieristico è del resto eccezionale: per chi vuole ad esempio creare eventi culturali, sociali, politici.
E sul piano fieristico, qual è la strategia?
Penso a fenomeni come le fiere dedicate al vino (Trevino), al gin (Ginnaio), alla Fiera dei carrozzieri, a quella degli elettrauto… Abbiamo fatto da «incubatore» a tante manifestazioni pescate dal grande calderone della metropoli milanese, ma che a Milano avrebbero avuto molte più difficoltà a partire, sia per un problema di spazi che di risorse economiche necessarie. Il modello funziona e ha già dimostrato di poter creare un indotto sul territorio.
Torniamo al mondo degli eventi culturali: cosa manca e cosa state preparando?
Tra le cose che ci siamo prefissati di risolvere nei primi mesi dell’anno c’è l’estensione delle certificazioni anti-incendio, che ci consentirebbe di realizzare eventi pubblici con oltre un migliaio di persone con maggiore facilità, garantendo la sicurezza. Significa concerti, eventi sportivi, e tanto altro.
E poi? Quali sfide a lungo termine vede, tra le più interessanti?
Dopo il raddoppio, una delle cosa più interessanti da portare avanti sarà la connessione con le varie Academy delle imprese del territorio, che si stanno già muovendo per la realizzazione del nuovo Polo di ricerca dedicato alla Pianura dell’UniBg.
Nell’immagine in evidenza: un frame dalla sinossi video di «Cast for Mars»
