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Bulli in biblioteca ma l’Amministrazione è ferma: “Era previsto, abbiamo lanciato una sfida”

A sollevare il tema nell'ultimo Consiglio comunale è stato l'assessore alla Cultura Massimo Pizzetti: "E' un discorso di educazione generazionale"

Bulli in biblioteca ma l’Amministrazione è ferma: “Era previsto, abbiamo lanciato una sfida”

Pronti via e già i soliti bulli stanno guastando la festa a chi frequenta la biblioteca di Ghisalba, riqualificata di recente, secondo un progetto di respiro europeo che punta a coinvolgere tutta la comunità, soprattutto i giovani, con spazi innovativi. Ma l’Amministrazione si aspettava che non filasse tutto liscio ed è ferma: “Era previsto, abbiamo lanciato una sfida che speriamo di vincere”.

Bulli in biblioteca

Una biblioteca come luogo di aggregazione nuovo, quella ghisalbese, lo aveva detto da subito l’assessore alla Cultura Massimo Pizzetti quando aveva presentato il progetto, che si è poi concretizzato. Ma, dopo i primi tristi episodi di maleducazione, ha chiarito meglio che rappresenta anche esperimento-pilota di tipo socio-educativo per combattere il fenomeno del bullismo e del disagio giovanile. Ad affrontare il tema nell’ultima seduta del Consiglio comunale è stato proprio l’assessore.

“Desidero spendere due parole sulla biblioteca, che è un fiore all’occhiello della comunità – ha esordito – non un mero deposito di libri che offre sale di consultazione, lettura o studio, ma anche per ritrovarsi e confrontarsi, partecipare a giochi, guardare dei film. Sapevamo, e sappiamo, che un progetto di questo tipo sarebbe andato incontro a criticità sotto il profilo dell’utilizzo e cercheremo di sistemare quello che non va: ci sono infatti stati segnalati episodi sgradevoli, con ragazzi che si sono comportati male o che hanno avuto atteggiamenti prevaricatori nei confronti di altri. Riteniamo però che non siano da reprimere in assoluto ma da correggere con un modello educativo. Chiaro che non potremo mettere tutto a posto nel giro di pochi mesi – ha spiegato – è un discorso di educazione generazionale quindi ci vorrà molto di più ma se mai si inizia ma si arriva”.

Prime contromisure

Pizzetti ha annunciato le prime contromisure.

“Era necessario regolamentare l’utilizzo delle sale, in particolare quelle più utilizzate dai ragazzi – ha affermato – verranno stilati turni di gioco, stabilite norme nell’uso di playstation, Netfix e altro. A partire dal primo di giugno inoltre una giovane della Leva Civica garantisce la presenza per 25 ore settimanali per otto mesi, quindi un po’ più di controllo”.

Quindi ha chiesto la collaborazione del Consiglio.

“La biblioteca non deve essere un “Grande fratello”, siamo tutti coinvolti nel cercare soluzioni e fare in modo che i ragazzi la sentano come una cosa loro e se ne prendano cura – ha proseguito – Per farlo abbiamo deciso di coinvolgere in primis la scuola ma anche tutta la comunità e i genitori, cercando di creare un gruppo che possa permettere, nel tempo, di mettere in atto regole comportamentali: se alcuni atteggiamenti infatti non sono accettabili è altresì vero che vanno visti anche nell’ottica della crescita, di uno sfogo che va indirizzato in modo positivo”.

Sono già state individuate alcune iniziative per raggiungere lo scopo.

“Agli alunni delle elementari le lezioni di educazione civica obbligatorie verranno impartite all’interno della biblioteca – ha fatto sapere – In questo modo le due cose possono essere vissute in concreto. Vorremmo anche coinvolgere i genitori e compagni delle classi delle medie come tutor. Per tutta l’estate inoltre la biblioteca resterà aperta ogni mercoledì sera, dalle 20.30 alle 22 e anche durante la ‘Notte bianca’. Immaginiamo anche uno workshop. Se avete proposte utili per migliorare l’utilizzo dei locali segnalatele. La biblioteca sarà in continua evoluzione ed è importante che tutti ce ne occupiamo”.

La richiesta di fermezza da parte dell’opposizione

Alla comunicazione ha replicato il capogruppo dell’opposizione Joskaluca Carmosino.

“In merito agli episodi di prevaricazione, possiamo parlare di bullismo? – ha chiesto – sono ragazzi minorenni o maggiorenni? Sono stati danneggiati anche dei beni?”.

“Non parliamo di un gruppo ma di quei personaggi che sono presenti in tutti gli ambiti: bar, stadio, strada, scuola, oratorio… – ha replicato Pizzetti – Tuttavia non possono essere esclusi. Spetta a noi, ai ragazzi e a tutta la comunità cercare di isolare questi episodi e correggerli. Per ora non ci sono stati danni, solo atti prevaricazione e maleducazione. L’avevamo messo in conto”.

“Mi lascia perplesso che succeda in un luogo come la biblioteca, comunque capisco il vostro atteggiamento e ha un senso – ha replicato ancora Carmosino – ma vi invito ad essere più energici: se c’è da fare una sanzione e metterli davanti a una responsabilità lo si deve fare. Cercate di non sottovalutare le cose”.

La sfida educativa

“La biblioteca non è più un luogo di silenzio, dove si legge e si studia, come ho detto è diventata un luogo di aggregazione, come accade nel Nord Europa – ha insistito l’assessore – ci chiediamo spesso perché i ragazzi sono in strada a non far nulla e perché vadano alla deriva, allora cerchiamo di coinvolgerli partendo da qualcosa di loro interesse come la playstation, un film, una serie o fare selfie in una sala specifica, mediando attraverso delle regole anche con chi è sempre sopra le righe, in modo che impari a stare con gli altri. Se non cerchiamo di accostare i ragazzi alla cultura partendo da qualcosa che crei forte attrazione in loro non li avvicineremo mai”.

“Quella che abbiamo voluto lanciare è una sfida ai ragazzi – ha aggiunto il sindaco Gianluigi Conti – perché non siano sempre in giro per il paese abbiamo pensato alla biblioteca come luogo dove trovarsi, socializzare ma rimanendo, se mi si passa il termine, sotto controllo. Sapevamo che, soprattutto all’inizio, era nell’ordine delle cose ma lo spirito con cui è stata concepita non è quello di collocare lì i ragazzi e con le telecamere vedere quello che fanno, bensì dar loro un luogo dove stare con gli amici e renderli responsabili. Abbiamo voluto andare oltre a tutto quello che si sente sulle violenze tra giovani e dare un’opportunità di aggregazione ed educazione tra loro, speriamo di vincere la scommessa. È un esperimento che dobbiamo calibrare in corso d’opera, sono tutti minorenni e bisogna partire da qui per farli diventare cittadini che un domani abbiano senso civico e coscienza”.