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Dopo un anno di fatiche e passione gli alpini inaugurano la sede nell’ex casa dei sacerdoti

Sabato 31 ottobre taglio del nastro in grande stile per le Penne Nere del paese, che hanno recuperato uno stabile della parrocchia

Dopo un anno di fatiche e passione gli alpini inaugurano la sede nell’ex casa dei sacerdoti
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Una serata storica per la comunità di Ghisalba e per le Penne Nere del paese quella di sabato 31 ottobre, è stata infatti ufficialmente inaugurata la nuova sede del Gruppo Alpini in via Castello 11.

La nuova sede alpina nella ex casa dei sacerdoti

Il taglio del nastro di sabato corona un anno di intensi lavori di ristrutturazione cominciati il 24 maggio 2025 e conclusi quest’anno, in tempi record, tanto che la prima riunione del gruppo si è tenuta nella nuova sede il 17 luglio scorso. Gli alpini hanno ridato vita a un immobile dal profondo valore simbolico: l’ex casa dove abitavano i sacerdoti del paese, una struttura concessa generosamente dalla parrocchia, con la quale è stata firmata una convenzione, rimasta in stato di abbandono per ben trent’anni. Grazie alla dedizione, alla fatica e all’impegno delle Penne Nere, l’edificio è stato completamente risanato, trasformandosi in un moderno punto di aggregazione che profuma di storia e spirito di servizio.

Una cerimonia solenne e partecipata

La giornata di festa ha preso il via alle 17, con il tradizionale ammassamento in piazza Papa Giovanni XXIII, quindi alle 17.30 ingresso del vessillo sezionale seguito dalla cerimonia dell’alzabandiera e dalla deposizione di una corona dall’oro al monumento ai Caduti. Un momento solenne, che ha richiamato l’attenzione e l’emozione dei numerosi presenti. Alle 18 la messa celebrata dal parroco don Filippo Bolognini in una chiesa gremita, e alle 19 il momento più atteso: il lungo corteo composto dai gruppi delle Penne Nere della provincia, con il corpo bandistico in testa accompagnato dalle autorità civili, militari e religiose ha sfilato fino a raggiungere la nuova sede. 

Il capogruppo: “Abbiamo sempre lavorato col sorriso”

Ad aprire gli interventi ufficiali non poteva essere che il capogruppo, Alessandro Rizzi, visibilmente emozionato.
“Grazie a tutti i presenti – ha esordito – ma il ringraziamento più grande lo devo fare ai miei alpini: senza un gruppo così non avremmo mai portato a termine questa avventura, è stata una sfida enorme. Avevamo preventivato di concludere l’intervento di ristrutturazione in due anni, due anni e mezzo, invece lo abbiamo fatto in 12 mesi… E’ stata un’impresa. Ma è stato anche divertente perché abbiamo sempre lavorato col sorriso e alla fine di ogni giornata il nostro premio è sempre stato lo stesso: un panino col salame, una risata e un canto tutti insieme. Ma un grazie in primis va all’ex parroco don Francesco Mangili, che ci ha fatto la proposta di utilizzare questo immobile e all’attuale don Bolognini, che l’ha avvallata”.

Malanchini: “Reintroduciamo una forma di servizio di leva”

Presente fra gli ospiti il consigliere regionale Giovanni Malanchini.
“Il colpo d’occhio da fuori è eccezionale – ha commentato ammirando lo stabile – si dice sempre tanto degli alpini e i discorsi possono sembrare scontati ma voglio sottolineare che, ogni volta che mi trovo in queste occasioni, l’emozione e il sentimento di stima è forte. Il lavoro e il sacrificio che gli alpini fanno a favore delle nostre comunità lascia il segno. Abbiamo un solo dovere: quello di tramandare i vostri valori alle nuove generazioni ma c’è il rischio che tra 20 anni non ci siano più gli alpini. Io ho lanciato più volte una proposta, e ne sono convinto anche a fronte di quello che si vede in televisione in questi giorni, credo che una qualche forma di servizio di leva, anche civico, obbligatorio va reintrodotto. Altrimenti non faremmo la cosa più importante, quella di pensare agli alpini di domani”.

Il parroco: “Considero la vostra presenza un presidio”

Dal canto suo, don Bolognini si è detto bene felice di aver concesso l’immobile.
“La parrocchia è stata ben lieta di dare la struttura recuperata dagli alpini, e sono colpito nel vedere lavori fatti così bene, considero la vostra preziosa presenza un po’ un presidio: di là dalla strada controllo io, a voi tocca di qua” ha scherzato.

Il presidente Sonzogni: “La sede sia punto di riferimento della comunità”

Non poteva mancare anche il contributo del presidente sezionale.

“Essere qui nel 2026, dopo aver visto le immagini tv di questi giorni che registrano comportamenti assurdi in una civiltà dove il benessere è elevato, a inaugurare questa sede, questa baita intitolata ad alpini che ci hanno preceduto è motivo di orgoglio – ha osservato – Qualcuno dice che siamo anacronistici e guerrafondai: barzellette. Gli alpini sono uomini pacifici, grazie a genitori, insegnanti e veci che ci hanno trasmesso i veri valori: in primis la libertà ch tutti siamo chimati a difendere. E lo si può fare solo anteponendo i doveri ai diritti, come fanno gli alpini e, da quando i nostri governanti hanno preso la sciagurata decisione di sospendere l’articolo 52 della Costituzione che prevede il sacro dovere di servire la patria, hanno costituito i campi scuola: non è vero che i giovani non vogliono condividere momenti di socialità ma bisogna sapersi far ascoltare. Che questa sede sia una baita straordinariamente vissuta e punto di riferimento della comunità”.

Il sindaco: “Grazie per l’esempio che date”

Un saluto è arrivato anche dal primo cittadino Gianluigi Conti.

“Sarebbe sufficiente una parola per racchiudere tutto qeullo che c’è da dire: grazie per quello che avete fatto, che fate e che sono sicuro farete ancora – ha affermato – tutto l’anno servite la comunità, facendo quello che voi ritenete un dovere e che per Ghisalba è un valore aggiunto. Mi complimento per l’impresa che avete realizzato, tutti ci ricordiamo com’èra lo stabile prima del vostro intervento, un lavoro incredibile che è quello che fate sempre a favore della comunità che deve unirsi a me nel ringraziamento per l’esempio che date, è una fortuna per il paese avere un ‘Gruppo Alpini’ come il vostro”.

Il taglio del nastro e l’omaggio alla memoria di tre Penne Nere

Subito dopo i discorsi e il dono di alcuni volumi di storia locale agli ospiti, il parroco ha benedetto la struttura, quindi è arrivato il solenne taglio del nastro seguito da un momento di profonda commozione che ha accompagnato la scopertura di targhe commemorative, dedicate alla memoria di due storici alpini del gruppo, pilastri che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del sodalizio ghisalbese. Una a Danilo Finazzi, all’ingresso del fabbricato, l’altra all’ingresso della sala riunioni a Diego Stucchi. 
“Questa più che una sede è una seconda casa perché il gruppo si considera una famiglia – ha detto – ci ripaga dell’anno di lavoro e dei mesi succesivi per completare tutto. Tuttavia per andare avanti dobbiamo sempre guardare alla nostra storia, a chi ci ha preceduto e insegnato la strada: ecco perché vogliamo ricordare tre nostri alpini, che per motivi diversi hanno lasciato un segno molto profondo. Uno è il nostro fondatore, Finazzi, grazie al quale è nato tutto. Il secondo è Angelo Vecchi, mancato quand’era capogruppo e quindi per noi lo sarà sempre, l’uomo che ci ha spiegato che la fatica per aiutare gli altri c’è ma viene ripagata da un sorriso, da un grazie. Il terzo è Stucchi, che ci ha insegnato che dopo la fatica ci vogliono anche anche una mangiata, una bevuta e qualche canto insieme”.
Commossi i parenti, invitati a partecipare. La serata si è conclusa in perfetto stile alpino con un maxi rinfresco, preparato con cura dalle volontarie dell’oratorio, che hanno deliziato gli ospiti celebrando in un clima di gioia e convivialità questo nuovo e importante capitolo per Ghisalba.