Cronaca

Il Comune vince la causa contro “Energia Verde Bio Bergamasca”

Spazzato via il rischio di dover risarcire alla società quattro milioni di euro

Il Comune vince la causa contro “Energia Verde Bio Bergamasca”

Il Consiglio di Stato mette la parola fine alla causa intentata da “Energia Verde Bio Bergamasca” contro il Comune di Ghisalba, che ne esce vincitore e può tirare un sospiro di sollievo: nessun risarcimento milionario da pagare, anzi, con la sentenza si sbloccano risorse congelate che potranno essere impiegate per la collettività.

Una diatriba annosa

Era da quasi tre anni che la battaglia legale si protraeva nei Tribunali amministrativi, una vera e propria spada di Damocle che pendeva sull’azione della Giunta Conti. Ora finalmente se ne è liberata.

Il 28 luglio 2023 la società “Energia Verde Bio Bergamasca S.A. S.r.l.” con Procedura abilitativa semplificata (Pas) aveva presentato richiesta di autorizzazione per la realizzazione di un impianto per la produzione di biometano mediante trattamento di reflui zootecnici. Richiesta respinta dal Comune a causa della documentazione progettuale incompleta.

“L’autorizzazione può essere rilasciata solo sulla base di dati certi, elaborati e valutati su scala progettuale di livello esecutivo e non preliminare come presentata dalla società” ha spiegato l’assessore al Bilancio Sara Bosis.

Nel novembre 2023 la società aveva però impugnato il diniego, presentando ricorso al Tar di Brescia con richiesta di annullamento del provvedimento emesso dal Comune, chiedendo parimenti un risarcimento economico di 4 milioni 474mila euro, pari al 40% delle spese di investimento. Con sentenza 19 del 2025 il Tar aveva accolto solo parzialmente il ricorso, escludendo la richiesta di risarcimento danni per insufficiente motivazione. Ma, avverso tale provvedimento, la società aveva presentato appello al Consiglio di Stato di Roma, chiedendo la riforma della sentenza del Tar. La sentenza del Consiglio di Stato è quindi arrivata l’8 ottobre: il Tribunale ha respinto l’appello, rigettando la richiesta risarcitoria avanzata dalla società per mancata dimostrazione del nesso causale, rilevando anche che la ricorrente si è limitata ad allegare la sussistenza dei fondi per incentivi senza peraltro dimostrare di essere in possesso dei requisiti soggettivi, oggettivi e temporali per poterne beneficiare.

Nessun risarcimento dovuto e risorse che si sbloccano

Nel merito del ricorso per il risarcimento danni, i legali del Comune avevano ipotizzato che l’Amministrazione avrebbe potuto essere costretta a pagare il 30% della richiesta di danno, pertanto in questi anni, in via precauzionale è stata accantonata a bilancio, nel “Fondo rischi contenzioso”, la somma di 1 milione 342mila 200 euro.

“Trattandosi di fondi accantonati, l’importo conservato nel Fondo tornerà nella disponibilità del Comune dopo l’approvazione del rendiconto di gestione 2026 – ha chiarito ancora Bosis, soddisfatta – che verrà portato in Consiglio comunale entro il 30 aprile 2027”.

Felice, e come non esserlo, anche il sindaco Gianluigi Conti.

“Davvero un’ottima notizia – ha commentato – non dobbiamo sborsare risorse e anche quelle sbloccate potremo usarle dall’anno prossimo per opere che abbiamo in programma di realizzare”.