Il comitato “Partecipare Lurano” dice no al polo logistico e al data center in cantiere nella vicina Arcene. Con l’assemblea pubblica tenuta martedì 15 settembre nell’Auditorium San Lino, a Lurano, l’organizzazione luranese fondata nel 2019 ha avviato una raccolta firme per cercare di fermare i due progetti avallati dall’Amministrazione Ravanelli sul territorio arcenese.
“Abbiamo deciso di organizzare questa assemblea perché ci siamo chiesti cosa possono comportare per Lurano questi due progetti – ha affermato la presidente del comitato Silvia Bugini – Sull’insediamento logistico, noi abbiamo già depositato le nostre osservazioni al Comune di Arcene lo scorso 6 agosto. Questa serata, però, nasce anche per offrire un momento di confronto con l’Amministrazione Ravanelli”.
L’opinione dell’Amministrazione di Arcene
Chiamato in causa, il vicesindaco di Arcene Vladimiro Poletti, sostenuto dai consiglieri Stefano Allievi, Massimo Tagliabue e Martina Bettonagli presenti in platea, ha illustrato il nuovo polo logistico di proprietà dell’azienda milanese “Officine Mak” che sorgerà nell’area dell’ex Cascina Nuova.
“Il progetto viene dal lontano 2006 – ha spiegato Poletti – La previsione di una logistica era già nel Piano regolatore di allora, con il quale l’area fu trasformata da agricola a industriale. Il consumo di suolo quindi risale al 2006, anche se ce ne accorgiamo soltanto oggi perché la costruzione dei capannoni sta per diventare realtà. Difatti, le aziende che avevano in mano il progetto del 2006 fallirono nel 2008 e la logistica fu accantonata fino al 2023, quando un altro operatore ha acquistato l’area all’asta e ha deciso di presentare un nuovo progetto”.
Quest’ultimo, rispetto a quello del 2006, presenta alcuni vantaggi secondo Poletti, tra cui la superficie ridotta a 25mila metri quadrati di capannoni e 4mila metri quadrati di uffici, la realizzazione di un parcheggio per i Tir a uso pubblico, la costruzione della rotatoria sulla strada di collegamento tra Arcene e Lurano che smisterà il traffico pesante, la creazione del tratto di pista ciclopedonale che collegherà quella già esistente alla stazione ferroviaria e l’intervento di riqualificazione della stessa Cascina Nuova.

Il “no” di “Italia Nostra Bergamo” e di “Legambiente”
Tali vantaggi, però, non hanno incontrato il parere favorevole dei rappresentanti delle altre istituzioni invitate a partecipare all’assemblea, che parallelamente hanno criticato pure il progetto del data center che dovrebbe essere realizzato dal “Gruppo Vitali” in un’area del Plis della Gera d’Adda a ovest della stazione ferroviaria arcenese.
“Se un Pgt prevede di fare qualcosa che poi non viene realizzato perché la società fallisce, nulla vieta di tornare indietro – ha esordito Paola Morganti, presidente di ‘Italia Nostra Bergamo’ – Il polo logistico avrà ripercussioni anche su Lurano perché cambieranno la viabilità e il numero dei mezzi che circoleranno. Il data center avrà un’altezza di 23 metri e comporterà un grande consumo di suolo e un enorme dispendio di energia, con conseguenze negative su acqua, aria, sottosuolo e salute umana”.
Sulle stesse conseguenze si è soffermato anche Paolo Falbo, presidente di Legambiente Oglio e Serio.
“Chiunque sulla terra beneficia dei servizi offerti da un data center, ma le ricadute si registrano solo sul territorio su cui essi sono collocati. Tra tali ricadute, quella meno conosciuta è l’impatto del calore, che si disperderà nell’aria surriscaldando ancora di più l’ambiente circostante. A questa vanno aggiunti il consumo di acqua, che è pari a 2,5 milioni di metri cubi che equivalgono al consumo di 16.700 famiglie, e il rumore prodotto, che è pari a 55-60 decibel e si propaga nel raggio di 300 metri”.
Il NO di “Insieme per Arcene” e di “Associazione Giovanni Secco Suardo”
A supporto di questi numeri poi, è intervenuta l’analisi del gruppo di minoranza “Insieme per Arcene”, che ha ribadito la sua contrarietà a entrambi i progetti.
“Se un progetto è giusto o sbagliato dipende dal contesto in cui esso viene calato – hanno affermato i consiglieri Silvano Foresti, Enrico Guarnieri, Fabio Ghidotti e Alessio Spini – Tutti noi riconosciamo l’utilità della lavatrice, ma nessuno di noi la collocherebbe in mezzo al salotto della propria casa. Il progetto della logistica presenta diversi nodi, tra cui l’altezza dei capannoni fino a 15 metri, che nel 2023 decretò la rottura nell’allora maggioranza, e lo studio di viabilità che ha previsto un transito di 85 Tir in entrata e 85 in uscita su una giornata operativa di 10 ore, senza però considerare le concentrazioni temporali specifiche nell’arco di questa giornata. Nel progetto del data center, invece, mancano ancora studi e relazioni su rumore, calore, acqua e aria, ma manca soprattutto il nome di chi poi lo utilizzerà”.
“Il Pgt di Arcene è pieno di tante belle parole, ma poi nei fatti si continua a cementificare – ha aggiunto in chiusura Lanfranco Secco Suardo, presidente di ‘Associazione Giovanni Secco Suardo’ – I rischi di questa scelta sono molteplici, come la cancellazione della storia e dell’identità locale, l’aumento del traffico pesante che minaccerà la salvaguardia della ciclopedonale che collega Arcene a Lurano, la mancanza di tutela della salute pubblica e la diminuzione del valore economico del nostro patrimonio immobiliare”.
