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Il progetto della maxi logistica e il contenzioso con “Officine Mak” accendono il Consiglio comunale

Quale sarà il futuro di Cascina Nuova? Se ne torna a parlare in Aula con un’interpellanza del gruppo di minoranza "Insieme per Arcene"

Il progetto della maxi logistica e il contenzioso con “Officine Mak” accendono il Consiglio comunale

L’ex Cascina Nuova di Arcene torna sotto i riflettori del dibattito pubblico a seguito di un’interpellanza presentata dal gruppo di minoranza “Insieme per Arcene”.

Quale sarà il futuro di Cascina Nuova?

Nell’istanza, discussa durante l’ultima seduta consiliare a inizio agosto, i consiglieri all’opposizione Silvano Foresti, Enrico Guarnieri, Alessio Spini e Fabio Ghidotti hanno chiesto al sindaco Roberto Ravanelli di fare luce sulla causa, tuttora pendente, tra il Comune e l’azienda milanese “Officine Mak”, la stessa che ha comprato all’asta il complesso rurale con tutta l’area circostante e che ha già depositato il progetto per realizzarvi una maxi-logistica.

Il contenzioso in questione trae origine dall’abbattimento, ordinato dalla prima Amministrazione Ravanelli nell’ottobre 2023, per mettere in sicurezza la parte pericolante di Cascina Nuova e poi sospeso il 29 dicembre dello stesso anno, quando ormai risultava demolito il 71% della sua superficie e il 67% del suo volume.

“Il Comune ha qualificato la demolizione come abuso edilizio e ha respinto una prima domanda di sanatoria e le due successive – ha spiegato “Insieme per Arcene” – Nel luglio 2024 però, la società ha impugnato il diniego davanti al Tar di Brescia. Nel novembre 2024 poi, la Giunta ha autorizzato una trattativa stragiudiziale con la medesima società. Tuttavia, in base alle informazioni che abbiamo ricevuto dagli uffici, la causa è tuttora pendente e nel marzo 2026 la Giunta ha dato mandato all’avvocato per resistere in giudizio”.

In virtù di ciò, il gruppo di minoranza ha deciso di interpellare il primo cittadino per avere un resoconto della causa e della trattativa stragiudiziale in corso con la società, in modo da conoscerne gli esiti prima dell’approvazione definitiva del piano attuativo adottato dal Consiglio comunale lo scorso 8 giugno, che prevede appunto la realizzazione della maxi-logistica e la ricostruzione parziale di Cascina Nuova.

Botta e risposta in Consiglio

Ma non solo. “Insieme per Arcene” ha anche chiesto delucidazioni in merito alle tempistiche con cui l’Amministrazione avrebbe avvisato la Procura della Repubblica dell’abuso edilizio riscontrato ai tempi della demolizione.

“Il pubblico ufficiale che nell’esercizio delle sue funzioni ha notizia di un reato deve denunciarlo senza ritardo – hanno riferito ancora i consiglieri all’opposizione – L’Amministrazione deve inoltre redigere ogni mese l’elenco degli abusi accertati, affiggerlo all’albo e trasmetterlo alla Procura. Tuttavia, nel caso specifico, la Procura è stata avvisata il 17 giugno 2026, trenta mesi dopo l’accertamento, e il primo elenco mensile è stato pubblicato il 2 luglio 2026, trentuno mensilità dopo che l’obbligo era sorto. La segnalazione alla Procura è arrivata nove giorni dopo l’adozione del piano attuativo da parte del Consiglio, mentre l’elenco degli abusi 24 giorni dopo. Due obblighi fermi da oltre due anni si sono sbloccati entrambi meno di un mese dopo il voto”.

La replica del sindaco Ravanelli non si è fatta attendere.

“L’Amministrazione respinge ogni insinuazione circa una presunta opacità o volontà di occultamento – ha affermato in Consiglio – Ogni azione intrapresa dagli uffici e dall’organo politico ha seguito l’obiettivo di tutela del territorio in uno scenario tecnicamente complesso per svariati motivi. Sulla segnalazione alla Procura della Repubblica, l’Amministrazione evidenzia che il tempo intercorso tra l’accertamento iniziale e la formale segnalazione del 17 giugno 2026 non è frutto di inoperosità, bensì del tempo tecnico necessario per consolidare il quadro sanzionatorio. A seguito del diniego della Scia sanatoria, è stato fondamentale attendere i pareri vincolanti della Soprintendenza, l’ultimo dei quali è pervenuto solo il 26 maggio 2026. Depositare una notizia di reato incompleta o priva delle valutazioni dell’organo competente avrebbe rischiato di compromettere l’efficacia dell’azione giudiziaria”.

Il contenzioso con “Officine Mak”

Una volta chiarito questo punto, il primo cittadino ha poi fornito una disamina del contenzioso in corso con “Officine Mak”.

“Fin quando non interverrà l’approvazione del piano attuativo, Mak prudenzialmente non rinuncerà al ricorso promosso avverso i dinieghi di sanatoria. Il rinvio dell’udienza del 6 maggio 2026 è stato volontariamente concesso dal giudice proprio in considerazione dello spiraglio in definizione della vicenda tra le parti. Ad oggi, con la prossima udienza fissata al 19 maggio 2027, l’estensione dell’incarico legale da parte del Comune è occorsa per poter prudenzialmente affrontare il processo qualora il piano di recupero di Cascina Nuova non dovesse essere approvato”.

Spazio infine, ai chiarimenti sulla trattativa stragiudiziale.

“Essa ha riguardato la disamina di tutti i bisogni tecnici di una situazione complessa sotto svariati profili, anche solo per le ben note questioni edilizio-urbanistiche che si trascinano da 20 anni – ha concluso Ravanelli – Essa è consistita in attività sempre focalizzate sull’interesse pubblico, fatte di incontri e confronti tra le parti coinvolte, dalla trattativa contrattuale con Mak sui contenuti della bozza di convenzione alla disamina della peculiarità edilizia della fattispecie dei pareri legali su questioni annesse al piano di recupero”.