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La Cattedrale ferita e la raccolta fondi della Diocesi: così Cremona si rialza dopo il devastante temporale

È di oltre cinque milioni di euro la prima stima dei danni che interessa il patrimonio ecclesiastico

La Cattedrale ferita e la raccolta fondi della Diocesi: così Cremona si rialza dopo il devastante temporale

È di oltre cinque milioni di euro la prima stima dei danni che interessa il patrimonio ecclesiastico della Diocesi di Cremona, di cui fanno parte anche buona parte dei Comuni della Bassa bergamasca, dopo il  temporale estremo del 28 agosto. Il dato, spiega la stessa Diocesi in una nota, emerge al termine di una ricognizione su chiese, edifici diocesani e strutture di istituti religiosi condotta dalla Diocesi. “La cifra tiene conto non solo della città di Cremona, ma anche del territorio circostante e persino di alcune realtà della zona bergamasca, anch’essa interessata da eventi atmosferici estremi poche ore prima del nubifragio che si è abbattuto sul Cremonese”.

Il torrino della Cattedrale

Tra i danneggiamenti più importanti si registrano quelli sulla Cattedrale (la chiesa del Torrazzo, simbolo della città) per la quale non basterà un milione di euro: il temporale ha causato la caduta della sommità di una piccola torre sulla facciata nord della chiesa. Il crollo ha a sua volta danneggiato il tetto sottostante, che copre il transetto settentrionale del Duomo. Si sono inoltre infranti diversi vetri del rosone della facciata principale e della copertura del Battistero.

Proprio per sostenere la riparazione della Cattedrale è stata lanciata nei giorni scorsi raccolta fondi “Ripartiamo e ricostruiamo”, cui già diverse realtà locali e privati cittadini hanno fatto giungere il proprio sostegno.

Così monsignor Gianluca Gaiardi, rettore della Cattedrale nonché, in passato, per diversi anni, curato di Brignano Gera d’Adda (nella foto in alto, insieme al Vescovo Antonio Napolioni).

“Cremona e i cremonesi si identificano da sempre con la Cattedrale e il Torrazzo: questi monumenti sono il simbolo della città stessa, anche al di là del loro significato religioso. Non appena si è saputo dei danni alla Cattedrale abbiamo iniziato a ricevere attestati di vicinanza. Penso alle istituzioni civili, agli ordini professionali, ma anche a tanti cremonesi … e non solo chi frequenta abitualmente la Chiesa madre della Diocesi. È stata una cosa inaspettata e che mi ha fatto molto riflettere, anche perché questa vicinanza era sempre accompagnata dalla richiesta di poter fare qualcosa, di poter dare un proprio contributo”.

Pesanti danni anche nel resto della città

Ammontano invece a un milione e 800mila euro il totale degli altri danni sulle chiese di Sant’Ambrogio, con lo scoperchiamento di parte del tetto della chiesa nella zona del presbiterio. E poi quella dedicata ai Santi Marcellino e Pietro, significativa testimonianza dell’architettura sacra lombarda tra Cinque e Seicento, e tante altre chiese e oratori cremonesi. Di circa 250mila euro il valore dei danni per il Palazzo vescovile, il Seminario e il Centro pastorale diocesano con la Casa della Comunicazione.
Pesanti anche i danneggiamenti su altri istituti religiosi tra i quali la sala mensa dei frati Cappuccini (completamente scoperchiata dal vento), la casa dei padri Barnabiti, e le Figlie di San Camillo e diverse scuole paritarie.

Fin qui solo Cremona. Ma il maltempo non ha risparmiato nemmeno la provincia. Circa 325mila euro di danni si contano in una decina di parrocchie del territorio, specialmente tra Castelvetro, Gadesco Pieve Delmona, Malagnino, Cicognolo, Pieve San Giacomo, Vescovato e Cappella de’ Picenardi. Nella bergamasca, il Comune più colpito come noto è stato Calcio.

Restauri intelligenti per “prevenire” ulteriori danni

“In molti casi i cantieri si sono già aperti, con progetti che, insieme al recupero, adottano uno sguardo complessivo di prevenzione rispetto alla possibilità, sempre meno remota, di futuri eventi atmosferici così estremi – prosegue la nota della Diocesi – Nonostante i disagi, una volta garantita la messa in sicurezza delle strutture, si è cercato di garantire ogni servizio: quello più pastorale, insieme anche a quello di cura nei confronti della collettività che da sempre le realtà ecclesiali garantiscono, anche attraverso la disponibilità di luoghi e di spazi di servizio, con una speciale attenzione alle situazioni di fragilità”.