Lutto

Treviglio piange Fausto Pizzoccheri, fondò la Piuma d’Oro

Domani i funerali nella chiesa parrocchiale di Agnadello.

Treviglio piange Fausto Pizzoccheri, fondò la Piuma d’Oro

C’è un giorno di fine inverno, ogni anno, in cui i trevigliesi si svegliano e ricordano che la primavera si sta avvicinando. E con essa il carnevale, e la Festa della Madonna delle lacrime del 28 febbraio. È il giorno in cui la Piuma d’Oro – storica azienda dolciaria trevigliese, fondata nel 1961 in via Monte Santo, al Pip –  comincia la produzione delle sue chiacchiere. Il  profumo delle sfoglie fritte avvolge in poche ore tutta la città, tanto da essere diventato l’impronta olfattiva – e gustativa – del Miracolo trevigliese e delle follie del carnevale. Fausto Pizzoccheri, inventore e fondatore della Piuma d’Oro,  è mancato nella notte tra domenica e lunedì a 86 anni. Lasciando un vuoto enorme nel mondo non solo economico ma anche sociale e culturale della città. Nella sua lunga vita da imprenditore trasformò l’azienda di famiglia, passando dalla produzione di gnocchi e tortellini alla produzione dolciaria, fino a diventare leader in Italia ed Europa negli snack della tradizione carnevalesca. Le chiacchiere appunto, in ogni loro variante.

Addio a Fausto Pizzoccheri, fondò la Piuma d’Oro

Originario di Agnadello, la  storia professionale di Fausto Pizzoccheri era iniziata nei primi anni Sessanta e si era sviluppata attraverso decenni di lavoro, intuizioni, sacrifici e scelte costruite con pazienza. Accanto a lui, fin dall’inizio, la moglie Maria Scolari, con la quale ha condiviso non soltanto la vita, ma anche la costruzione di una realtà familiare cresciuta nel tempo, mantenendo sempre un legame profondo con il territorio e con le proprie origini.

“Fausto aveva una particolare capacità di guardare avanti senza perdere di vista ciò che contava davvero. La tenacia con cui affrontava il lavoro conviveva con un’attenzione sincera verso le persone, con il rispetto per chi gli stava accanto e con la convinzione che la fiducia fosse il fondamento più autentico di ogni rapporto. Chi ha lavorato con lui ricorda proprio questo tratto: la serietà, la cura, la disponibilità e la capacità di trasformare i rapporti professionali in relazioni umane. Per Fausto il risultato aveva certamente valore, ma ancora più importante era il modo in cui lo si raggiungeva: con correttezza, impegno e rispetto – così l’azienda in una nota – È anche attraverso questi valori che oggi continua la sua storia. I suoi due figli, da anni alla guida dell’azienda, ne hanno raccolto l’eredità non soltanto imprenditoriale, ma soprattutto umana. Quei principi che Fausto ha trasmesso loro attraverso le parole, ma ancora di più attraverso l’esempio, continuano a guidare il loro lavoro e il futuro di Piuma d’Oro. La sua eredità vive così nelle persone che ha incontrato, nei rapporti che ha costruito e in ciò che ha saputo insegnare senza bisogno di molte parole. Vive nella famiglia, nel lavoro e in una realtà nata con semplicità e cresciuta nel tempo. Ma vive soprattutto nel ricordo di un uomo che ha dedicato la propria vita a costruire qualcosa che potesse continuare anche dopo di lui. A Treviglio ha lasciato una parte importante del proprio cammino. E proprio da Treviglio è partita una storia che, nel tempo, ha raggiunto molte famiglie italiane. Oggi quella storia continua, portando con sé il segno di chi l’ha iniziata e dei valori con cui è stata costruita”.

La famiglia Pizzoccheri desidera ringraziare quanti stanno manifestando in queste ore la propria vicinanza e quanti, nel corso degli anni, hanno condiviso con Fausto un tratto del suo cammino umano e professionale. Le esequie si terranno domani, mercoledì 9 settembre 2026 alle ore 10:30 presso la chiesa parrocchiale di Agnadello.

Lo sport nel Cremasco e l’arrivo a Treviglio

Nei primi anni Ottanta, mentre sviluppava il suo piccolo impero dolciario a Treviglio, manteneva ben salde anche le radici con il suo paese d’origine. Qui fu presidente della locale società calcistica, che in queste ore gli ha tributato un commosso saluto. Erano i primi Ottanta.  “Dopo aver accettato al bar Nazionale la sfida di prendere le redini societarie, Pizzoccheri ne diventa un presidente appassionato e anche qui lungimirante, risollevando le sorti del club sia a livello economico sia dando la possibilità a tanti giovani di Agnadello di potersi divertire giocando a calcio – così lo ricorda la società in un post – Una volta dismessi i panni dirigenziali, non ha però mai smesso di preoccuparsi di qualsiasi attività sportiva e secolare del paese, sostenendo da vero mecenate tantissime e memorabili iniziative che ancora oggi ricordiamo qui ad Agnadello. Alla moglie Maria, ai figli Federico e Fulvio, a tutti i famigliari e all’azienda va il nostro cordoglio e la nostra calorosa vicinanza. Fausto Pizzoccheri lascia a tutti noi un’eredità umana dal valore inestimabile. Uomini come lui non scompaiono mai del tutto. Restano nell’amore che hanno profuso; negli occhi dei figli che ha egregiamente cresciuto; nei profumi e nei prodotti dell’azienda che ha creato; nei colori della maglia che ha sostenuto; e soprattutto nel modello di impegno civile che resterà sempre per noi d’esempio”.