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La grandinata di Chiari e l’inferno degli assicuratori: così cambieranno le polizze per il “nuovo clima”

Oltre trecento denunce di sinistro in cinque giorni all'agenzia della "Sara Assicurazioni" di Chiari. Quella di venerdì scorso è stata una grandinata record, ma che segna un trend

La grandinata di Chiari e l’inferno degli assicuratori: così cambieranno le polizze per il “nuovo clima”

Basta una passeggiata per Chiari in questi giorni per rendersi conto del disastro: le automobili parcheggiate lungo i viali, o circolanti nelle trafficate vie della circonvallazione dei giorni pre-Quadre, mostrano inequivocabilmente la misura del danno causato dalla grandinata di una settimana fa. Non c’è strada senza almeno un’automobile con parabrezza o lunotto in frantumi, o con un finestrino tenuto insieme da cellophane e nastro americano.

Oltre 300 denunce in 5 giorni

Oltre trecento denunce di sinistro in cinque giorni. All’agenzia della “Sara Assicurazioni” di Simonetta Pescali, in via Marengo, i telefoni hanno cominciato a squillare venerdì mattina, e da allora non hanno più smesso. Con una media di sessanta denunce al giorno, la maggior parte concentrate nei primi giorni, il quadro è sconsolante. E atipico non solo per intensità, ma anche per frequenza. Tanto che probabilmente, in futuro, anche sul fronte delle assicurazioni per i danni atmosferici si vedranno importanti cambiamenti, non certo positivi per gli automobilisti.

Che giornate sono, nella vostra agenzia?

«Complicate… In trent’anni che faccio questo lavoro, non avevo mai visto una grandinata del genere colpire Chiari.  Tantopiù in un anno in cui siamo già al quarto evento atmosferico estremo, alla quarta grandinata. Certo quella di venerdì scorso è stata di gran lunga la più importante, ma non è stata la prima».

Quali sono i danni più diffusi?

«Più o meno allo stesso livello, i danni per le coperture e i tetti e quelli da cristalli. Normalmente i danni si limitano a danneggiare le carrozzerie, ma stavolta la dimensione della grandine era tale da sfondare anche i vetri. Poi ci sono i danni ai pannelli fotovoltaici: ce ne sono pochi che si sono salvati… E tutto il resto. Mai vista a Chiari una cosa del genere».

Quali sono i tempi di intervento?

«Certamente non brevi, purtroppo… Sui cristalli pensiamo di riuscire ad effettuare gli interventi tramite un provider che dovrebbe intervenire nel giro di un paio di settimane. Per le carrozzerie invece i tempi si allungano inevitabilmente… Del resto, le compagnie di assicurazione sono molte, e le officine poche».

Inevitabile ipotizzare che il cambiamento climatico influenzerà anche il vostro settore: come sta cambiando, cosa vi aspettate?

«Soprattutto nel settore dei cristalli delle auto, temo che molte assicurazioni prima o poi semplicemente abbandoneranno questo mercato. Del resto il nostro lavoro si basa sulla probabilità che un sinistro si verifichi o meno. Se questa probabilità diventa una certezza… Non c’è più partita. E le assicurazioni non sono fondazioni Onlus, devono tutelarsi. Quello che sta già accadendo, e lo vediamo, è che i cittadini dovranno abituarsi ad un aumento delle franchigie, a maggiori limiti di scoperto, e in definitiva anche a premi più alti. È vero che eventi estremi di questo genere colpiscono perlopiù la pianura padana lombardo-veneta, e quindi interviene anche un effetto di scala nel ripartire il riverbero dei rimborsi sulle agenzie dei gruppi assicurativi. Ma è inevitabile che chi vive qui dovrà abituarsi. Non c’è altra via».