Chi ha assistito ad un concerto di Francesco Guccini, mancato oggi a 86 anni, non può non ricordare la grande verve ironica sul palco. Non fu da meno il 14 febbraio 2003, quando nel suo penultimo concerto a Treviglio, strappò grandi risate tra il pubblico del Palazzetto dello Sport con una battuta sull’allora premier Silvio Berlusconi e sul dialetto bergamasco. Nel pieno del suo secondo Governo, del resto, il Cavaliere era allora il bersaglio preferito della satira di mezza Italia. E d’altra parte la cadenza delle maestranze locali, doveva avere colpito l’orecchio del Maestrone, arrivato nella Bassa dalla sua Bologna.
“Il bergamasco? Sia lingua nazionale”
“Mi piacerebbe che il bergamasco diventasse la lingua ufficiale italiana! Sarebbe divertente vedere Berlusconi che tiene i suoi interventi nel vostro dialetto”.
Scherzava così dal palco il cantautore emiliano, prima del gran finale (ovviamente, “La locomotiva”), davanti al Palazzetto gremito. Al concerto – sul parquet del basket trevigliese trasformato in un grande parterre – parteciparono 4500 spettatori. Fu uno dei tanti concerti che in quella decade si organizzarono nella struttura di via del Bosco, prima che per motivi logistici e burocratici il Palazzetto si votò (quasi) al solo sport. Un “vuoto” musicale che nella Bassa bergamasca perdura purtroppo tutt’ora, 23 anni dopo.

Il concerto del 2009
Ma quella del 2003 non fu l’ultima apparizione di Guccini a Treviglio. Vi tornò sei anni più tardi, sempre al Palazzetto, per un altro concerto che fece, di nuovo, il tutto esaurito. Era il 14 marzo 2009. I biglietti (bei tempi…) costavano soltanto 27 euro. Chiuse la serata anche allora, il 14 marzo, con “La locomotiva”, la sua canzone più famosa e forse anche quella di cui, in fondo, era anche più stanco. Eppure, grazie a questo video pubblicato su Youtube dall’utente Sissianemone, cinque minuti di quella serata sono ancora disponibili online.