Opere pubbliche

Piscina, il sindaco annuncia in Aula: “Demolizione entro fine anno (si spera)”

Si sta trascinando per le lunghe la vicenda che ha visto il Comune ritrovarsi senza piscina a causa di un grosso incendioavvenuto nell'estate 2025

Piscina, il sindaco annuncia in Aula: “Demolizione entro fine anno (si spera)”

A poco meno di 11 mesi dall’incendio che ha devastato la piscina comunale di Ghisalba, in Aula il sindaco ha aggiornato  i consiglieri sulla situazione.

La vicenda

Si sta trascinando per le lunghe la vicenda che ha visto il Comune ritrovarsi senza piscina a causa di un rogo avvenuto nell’estate 2025 di cui non sono ancora state stabilite né le cause né le responsabilità. E il primo cittadino Gianluigi Conti, nell’ultima seduta del Consiglio comunale, il 29 giugno,  ha ritenuto doveroso rendere noto qual è la situazione dell’impianto natatorio. Nelle sue comunicazioni sono emersi dettagli piuttosto significativi: innanzitutto le indagini della Procura di Bergamo sono ancora in corso, si è aperto un contenzioso, i ladri hanno già fatto una “visita”, e nella struttura il fermo forzato sta causando danni anche all’impianto elettrico ed idraulico per via della mancata manutenzione. Non poca roba.

“L’incendio è avvenuto il 14 agosto 2025 mentre erano in corso lavori di riparazione del tetto della piscina, danneggiato a seguito di temporale del 5 luglio – ha ricordato – Di quanto avvenuto la mattina del 14 agosto esiste documentazione completa in quanto una telecamera, regolarmente in funzione, ha registrato l’accaduto in modo inequivocabile”.

Parole sin dall’inizio risolute.

“Il Comune ha in corso una polizza ‘Enti pubblici All Risk danni al patrimonio’ con ‘Reale Mutua Assicurazioni’ che prevede l’indennizzo di tutti i danni materiali diretti e i danni consequenziali causati ai beni assicurati, compresi i beni immobili di proprietà del Comune, da qualsiasi evento, qualunque ne sia la causa, anche se determinati da colpa grave del contraente – ha spiegato – A seguito dell’incendio è stato immediatamente aperto il sinistro e la società ha provveduto a nominare un proprio perito per indagare in merito alle cause e alle responsabilità dell’accaduto. Negli accertamenti peritali sono stati coinvolti il Comune di Ghisalba, la società ‘Team edilizia’ incaricata dei lavori e la sua compagnia assicuratrice ‘Vittoria Assicurazioni’. A sua volta il Comune ha nominato un proprio perito di parte che agisse in contraddittorio con il perito delle due compagnie assicurative. Nel mese di gennaio 2026 ‘Reale Mutua Assicurazioni’, come previsto dalle condizioni di polizza, ha provveduto a corrispondere al Comune un anticipo di indennizzo
di 650mila euro”.

Un contenzioso tra Tribunale e compagnia assicurativa

Fin qui è storia, ma Conti ha svelato che si è aperto un contenzioso tra la compagnia assicurativa del Comune e il Tribunale di Bergamo.

“Ovviamente ‘Reale Mutua Assicurazioni’, così come in realtà tutti gli attori coinvolti a qualunque titolo nell’incendio, ha interesse a stabilire, in contraddittorio con tutte le parti coinvolte, le cause, le responsabilità dell’incendio e l’entità del danno, ai fini di agire, nei confronti dei responsabili, nel successivo giudizio di merito, per tutte le somme che saranno corrisposte al Comune a norma della polizza ‘All Risk’ – ha osservato – Per questa legittima aspettativa, ‘Reale Mutua Assicurazioni’, in data 22 marzo 2026 ha presentato al Tribunale di Bergamo ricorso per ottenere un accertamento tecnico preventivo (Atp). Nella richiesta formulata ha domandato al Giudice di stabilire quali siano state le cause dell’incendio, le responsabilità dell’accaduto e l’ammontare complessivo del danno”.

Il 19 maggio il Tribunale ha però dichiarato inammissibile il ricorso.

“Ha sostenuto che sono stati richiesti accertamenti in merito a questioni complesse, che non sono di competenza del Tribunale incaricato ad hoc – ha affermato ancora Conti – ma dovranno essere evase in sede civile e/o penale, e ha condannato ‘Reale Mutua Assicurazioni’ al pagamento delle spese processuali. Da contatti intercorsi tra lo studio legale della compagnia e quello incaricato dal Comune, è emersa la volontà di quest’ultima di proporre ricorso alla sentenza di inammissibilità: in effetti il nostro avvocato venerdì 26 giugno ci ha comunicato che ‘Reale Mutua Assicurazioni’ ha presentato reclamo contro la sentenza del 19 maggio. L’udienza sarà sicuramente fissata dopo il periodo estivo, anche se il legale della compagnia ha chiesto l’anticipazione”.

Nuovi danni al centro natatorio causa lungaggini

Una situazione che sta ritardando la possibilità da parte del Comune di iniziare i lavori di rimozione del tetto della piscina e, successivamente, di bonifica e pulizia di tutti i locali del centro natatorio.

“Questi lavori sono propedeutici alla valutazione dei possibili danni subiti da tutta la struttura a seguito dell’incendio e quindi alla possibilità di valutare e progettare la ricostruzione della piscina stessa – ha continuato il sindaco – perché la volontà dell’Amministrazione era e rimane quella di ricostruirla e fornire di nuovo a tutti un servizio che era ampiamente apprezzato non solo dai cittadini di Ghisalba. La necessità di non intervenire anche solo alla rimozione del tetto che è stato oggetto dell’incendio è quella di permettere alla nostra compagnia assicurativa di avere piena certezza della causa dell’incendio per stabilire le responsabilità. La rimozione del tetto potrebbe compromettere le prove delle cause dell’incendio e quindi, in assenza delle prove certe del danno subito, la compagnia potrebbe mettere in discussione l’entità dell’indennizzo da farsi rifondere da parte di terzi responsabili dell’incendio. Su questo punto, vale a dire sulla necessità di conservare le prove dell’incendio fino alla certa attribuzione delle cause e delle responsabilità, ha correttamente insistito anche l’avvocato dal Comune incaricato”.

Una vicenda sempre più complessa e spinosa.

“Certo è che i 10 mesi trascorsi ad oggi dal giorno dell’incendio e il tempo che ancora sarà necessario prima di poter procedere alla demolizione del tetto e bonifica dell’impianto natatorio stanno provocando danni soprattutto agli impianti idraulici, ma anche a quelli elettrici e a tutte le parti che necessitano di una regolare manutenzione – ha concluso – ma che invece devono essere tenute ferme a disposizione dell’autorità giudiziaria”.

Demolizione (si spera) entro fine anno

Terminato l’intervento, il sindaco ha fatto una previsione.

“In via del tutto prudenziale speriamo entro fine anno di poter cominciare i lavori di demolizione, propedeutici alla ricostruzione – ha detto – speriamo che nel frattempo anche il giudice che sta esaminando le immagini fornite dai carabinieri e dai vigili del fuoco, da cui si evince come sia iniziato l’incendio e da quale punto del tetto sia partito, ci possa far avere qualche informazione o arrivi qualche decisione da parte del Tribunale. Nel frattempo, purtroppo, per non rischiare di perdere l’indennizzo completo dobbiamo stare fermi. Una situazione di stallo che sta danneggiando anche tutta la parte sottostante la struttura”.

Il dibattito in Aula

Aperto il dibattito, a intervenire è stato il capogruppo di minoranza Joscaluka Carmosino.

“Sul fronte penale le indagini sono ancora in corso quindi – ha esordito – e la compagnia assicurativa non ricevendo notizie ha deciso di fare l’accertamento tecnico preventivo per individuare il responsabile dell’incendio e rivalersi su di lui?” ha chiesto.

“Esatto – ha replicato il sindaco – la struttura è stata dissequestrata entro la prima metà di settembre dopo che le immagini e le testimonianze raccolte dai carabinieri sono state passate alla Procura della Repubblica. Un mese e mezzo fa ho chiesto se ci fossero notizie ma siamo ancora in attesa”.

Carmosino, avvocato di professione, ha allora avanzato un’altra domanda.

“La compagnia assicurativa ha erogato la prima tranche – ha affermato – ma da contratto di polizia ha un termine per erogare anche il resto o ha deciso di sua sponte di bloccare tutto e fare l’Atp? – ha affermato – Vi sta opponendo un diniego della seconda parte del risarcimento?”.

“No, sa che deve rifondere all’Amministrazione comunale tutta la cifra fino alla ricostruzione della piscina nello stato in cui era – ha detto il sindaco – il problema per la compagnia è stabilire le cause del rogo e chi sono i responsabili, tra cui non vi è il Comune, e intervenire su di essi per ottenere dalla loro compagnia la rivalsa per l’indennizzo. Vuole la certezza delle prove e che non vengano o manomesse o distrutte. Il Tribunale, nella persona della giudice Maria Carla Daga, ha però ha eccepito che con l’Atp non è possibile stabilire quali siano tutte le responsabilità e, in modo particolare, l’entità totale dei danni perché si potrà quantificare solo quando, rimosso il tetto e bonificato l’area sottostante la zona dell’accesso alla piscina e ai locali interni, potrà essere verificato se anche tutta la struttura portante abbia subito danni statici: secondo le norme di sicurezza infatti, non è possibile fare accedere operai e tecnici se il tetto non è ancora stato rimosso”.

“L’Atp di fatto è un accertamento di quello che sarà la futura prova – ha replicato Carmosino – strano che il Tribunale abbia rigettato qualcosa che poteva essere provato subito rimandando a un giudizio di merito.. è utile a risparmiare tempo. Tuttavia la compagnia a mio parere dovrebbe procedere con l’indennizzo, salvo poi rivalersi”.

“Ci è stato suggerito di farci firmare dalla nostra compagnia una liberatoria che conceda l’autorizzazione alla rimozione del tetto – ha riferito allora Conti – ma in questo momento in cui ha presentato ricorso alla sentenza di inammissibilità non la rilascerà mai”.

Il primo cittadino ha però sollevato anche un dubbio personale.

“Noi abbiamo consegnato ai Vigili del fuoco e ai carabinieri, quindi alla Procura della Repubblica, abbiamo consegnato tutto il filmato in nostro possesso – ha asserito – partiva dalle 7.30 fino oltre mezzogiorno, quando ormai l’incendio era ampiamente esploso: può darsi che al giudice sia stata data solo la parte dalle 10.30 in poi, importante è invece anche quella precedente. Quindi abbiamo fornito tutto il filmato anche al nostro avvocato, che lo girerà al giudice nel ricorso contro l’inammissibilità dell’Atp”.

Ladri in azione e nuovo sistema antintrusione

In conclusione il sindaco ha reso noti anche alcuni provvedimenti assunti a tutela della struttura nel frattempo.

“Abbiamo installato telecamere di sorveglianza con illuminazione che si accende non appena il sensore rileva la presenza di qualcuno e scatta l’allarme – ha spiegato – per evitare che entrino nuovamente dei ladri, che sono già passati a portar via materiale che però non ha grandissimo valore, e tutta la struttura venga protetta. Stiamo anche predisponendo il basamento per la gru che dovrà rimuovere il tetto, in modo da portarci avanti e appena possibile cominceremo la demolizione”.