Scuola

Mense scolastiche di Treviglio, il Partito Democratico fa il punto della situazione

Durante l'incontro pubblico sono state analizzate le criticità e le proposte per il futuro

Mense scolastiche di Treviglio, il Partito Democratico fa il punto della situazione
di Sharon Vassallo
Il Partito Democratico di Treviglio ha fatto il punto sulla situazione delle mense scolastiche. Lunedì 8 giugno 2026, nello Spazio Regeni di via Capitanio e Gerosa si è tenuto un incontro pubblico promosso dalle consigliere del Pd Matilde Tura e Mariagrazia Morini, rispettivamente medico specializzanda in Pediatria al quarto anno presso l’Ospedale San Raffaele e membro della Commissione Mensa, per fare il bilancio di un anno particolarmente discusso per il servizio di ristorazione scolastica comunale, affidato da settembre 2025 alla società Sodexo.

Mense scolastiche

L’obiettivo dell’incontro era raccogliere osservazioni, ascoltare le famiglie e ripercorrere il lavoro svolto negli ultimi mesi sul tema della qualità dei pasti serviti nelle scuole comunali. Dopo l’affidamento del servizio a Sodexo, numerosi genitori e insegnanti hanno segnalato perplessità riguardanti soprattutto la composizione dei menù e il gradimento dei pasti da parte dei bambini. Partendo da queste segnalazioni, le consigliere hanno analizzato il primo menù invernale confrontandolo con le linee guida della Società Italiana di Pediatria e con le raccomandazioni nutrizionali rivolte alla ristorazione scolastica. Dal confronto sono emerse diverse criticità: frequenza elevata di salumi, presenza quasi esclusiva di pasta e riso come fonti di cereali, assenza di cereali integrali, scarsa varietà di verdure, limitata presenza di legumi. Su questi aspetti è stata presentata un’interpellanza all’assessore competente, chiedendo chiarimenti sia sul menù sia sul ruolo del DEC (Direttore dell’Esecuzione del Contratto), figura incaricata del controllo del servizio.

Il nodo del DEC

Durante la serata è stato più volte richiamato il ruolo del DEC, individuato dalle consigliere come una delle questioni centrali della vicenda. Le consigliere hanno evidenziato come, analizzando il contratto, tra le competenze del DEC risultino attività di verifica della qualità del servizio, monitoraggio degli standard e controllo dell’esecuzione dell’appalto, ma non la progettazione nutrizionale dei menù, competenza che dovrebbe spettare a figure specialistiche come nutrizionisti e dietisti. Secondo quanto sostenuto nel corso dell’incontro, il DEC avrebbe avuto un ruolo rilevante nella definizione dei menù.

L’intervento di ATS e le modifiche al menù

Un passaggio decisivo è stato il sopralluogo effettuato da ATS Bergamo. Nel verbale, sono state evidenziate osservazioni molto simili a quelle già segnalate dalle famiglie e dalle consigliere, rilevando uno scostamento rispetto alle linee guida nutrizionali raccomandate. Successivamente è stato predisposto un nuovo menù primaverile che ha introdotto alcuni miglioramenti: eliminazione dei salumi, aumento della varietà delle verdure, maggiore utilizzo di legumi, introduzione di alcuni cereali alternativi. Restano tuttavia alcune criticità, tra cui la forte presenza della pasta come piatto principale e l’assenza di pasta integrale.

Il problema del gradimento

Se dal punto di vista nutrizionale sono stati registrati miglioramenti, resta aperta la questione dell’appetibilità dei pasti. I dati sugli scarti mostrano percentuali molto elevate per alcuni alimenti: spinaci, orzo e fagioli (circa 80%),  cavolfiori piselli circa 70%. Diversi genitori hanno sottolineato che il problema non riguarda soltanto la composizione del menù, ma soprattutto la qualità percepita del cibo servito. Nel dibattito sono emerse segnalazioni relative a scarsa appetibilità di alcuni piatti, verdure poco invitanti dal punto di vista visivo, minestroni e passati giudicati troppo acquosi, segnalazioni riguardanti la qualità del servizio e dei pasti, bambini che in alcuni casi rifiutano completamente il pranzo. Tra gli esempi citati, la pasta con i cannellini è stata indicata come un piatto poco gradito agli alunni. Secondo alcuni interventi, il problema potrebbe essere legato anche ai tempi tra preparazione e distribuzione dei pasti: alcuni alimenti continuerebbero a cuocere durante il trasporto dal centro cottura alla scuola, compromettendone consistenza e aspetto.

Il confronto con altre realtà

Nel corso della serata è stato inoltre proposto un confronto con i menù di alcune scuole paritarie del territorio. Secondo quanto evidenziato dai partecipanti, tali menù presenterebbero una maggiore varietà di cereali, l’utilizzo di prodotti integrali, più legumi e una migliore integrazione delle verdure nelle preparazioni. Un elemento che ha alimentato la riflessione sul possibile margine di miglioramento del servizio comunale, a fronte di un costo del pasto che, secondo quanto riportato durante l’incontro, supera i 6 euro per bambino.

Le richieste per il futuro

L’incontro si è concluso individuando alcune priorità per il prossimo anno scolastico: monitoraggio del nuovo menù, prosecuzione del confronto tra famiglie, scuola e istituzioni, convocazione della Commissione Mensa entro la fine di giugno, maggiore attenzione alle segnalazioni provenienti da chi vive quotidianamente il servizio, mantenimento delle attività di assaggio da parte della Commissione Mensa. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla necessità di riprendere le attività di educazione alimentare nelle scuole e di promuovere un maggiore coinvolgimento degli alunni rispetto alle scelte alimentari. L’obiettivo condiviso resta quello di garantire ai bambini un’alimentazione sana, equilibrata e nutrizionalmente corretta, senza trascurare un aspetto ritenuto fondamentale da tutti i presenti: il gradimento del pasto. Come emerso più volte durante il confronto, un menù può essere perfettamente aderente alle linee guida, ma se il cibo non viene consumato dagli alunni il risultato finale rischia comunque di essere inefficace. La sfida dei prossimi mesi sarà quindi trovare un equilibrio tra qualità nutrizionale, gradimento e riduzione degli sprechi.