Puzze

Treviglio e la battaglia (legale) contro le puzze dell’Ecb: cosa sta succedendo

In sette mesi 249 segnalazioni da 60 cittadini per i miasmi dall'azienda che produce farine e grassi da scarti avicoli. La battaglia dei Comitati, l'intervento di Legambiente e la sponda del Comune: "Non aspetteremo il termocombustore, siamo operativi".

Treviglio e la battaglia (legale) contro le puzze dell’Ecb: cosa sta succedendo

Un’azione legale contro le molestie olfattive dell’azienda «Ecb» di via Calvenzano. Il comitato «Treviglio Respira» ha deciso di passare alle maniere forti nei confronti della multinazionale che da anni appesta di puzze in particolare il sud della città. In un’assemblea pubblica tenutasi nel tardo pomeriggio di lunedì alla Trattoria «Makallè» di via Lodi, il referente Carmelo Ilardo ha annunciato agli oltre cinquanta cittadini intervenuti l’intenzione di incaricare un avvocato per chiedere i danni all’azienda e mettere fine ai miasmi.

Puzze a Treviglio, un problema che si trascina da anni

«La Ecb da anni fa orecchie da mercante, ma ultimamente l’atteggiamento è diventato ancora più strafottente – ha sottolineato Ilardo – Nonostante le prescrizioni che sono state imposte la situazione non è cambiata. C’è da dire che sul tema delle molestie, non solo per questo caso, non c’è mai stato grande rispetto dei cittadini da parte dell’Amministrazione e della Provincia. Solo oggi pomeriggio, forse dopo che si è sparsa la notizia di questa assemblea, siamo stati contattati dall’assessore all’Ambiente di Treviglio per organizzare un incontro. Ma sinora siamo sempre stati ignorati».

Carmelo Ilardo ha quindi annunciato che la battaglia va avanti e che si sposterà si un piano legale. «Abbiamo già preso contatti con un avvocato esperto in questioni ambientali – ha sottolineato – Bisogna però raccogliere i fondi per sostenere economicamente la spesa. Al momento abbiamo un preventivo di 3 mila euro per i primi due step».
Chi vuole supportare l’iniziativa, può farlo compilando un apposito registro disponibile alla trattoria «Makallè». In base alle adesioni di deciderà se proseguire e quanto stanziare per ogni cittadino partecipante.

Il Comitato e l’appello ai cittadini: “Segnalate i miasmi”

Nel frattempo, i membri del Comitato invitano a continuare a segnalare le molestie. A tal proposito è stato creato un codice QR che permette di collegarsi a un link dove è possibile effettuare la segnalazione con data, orario e luogo. «Se viene fatto contemporaneamente da più persone – ha spiegato Alessandro Rondelli, membro del Comitato – daremo più forza alla nostra protesta».

Grazie a questo sistema. inaugurato il 15 novembre 2025, è stato possibile effettuare un primo censimento del fenomeno.

La Ecb di Treviglio, nella zona industriale a sud della città

In sette mesi 249 segnalazioni da 60 cittadini

E’ emerso che sino all’8 giugno sono state lasciate 249 segnalazioni da parte di 60 diversi cittadini. In 106 dei 150 giorni in questione, è presente almeno una segnalazione, determinando quindi una frequenza di molestie olfattive del 67%, ovvero in due giorni su tre. Il mese con maggiori «denunce» è stato il dicembre del 2025 (in particolare, l’8 di quel mese, ci fu una vera e propria rivolta sui social). Particolarmente colpita è a parte sud di Treviglio, ma in alcune giornate particolarmente intense i miasmi si spingono anche fino ai comuni limitrofi di Casirate, Calvenzano e Caravaggio.

All’assemblea pubblica è intervenuto anche il consigliere di opposizione del Pd (nonché consigliere provinciale e candidato sindaco per il centrosinistra alle elezioni del 2027) Erik Molteni, che da tempo ha sollevato il dibattito sull’argomento. «E’ dal novembre del 2023 che tengo monitorata la situazione – ha sottolineato – con diverse interpellanza, l’ultima delle quali presentata pochi mesi fa. Nel marzo del 2025 l’azienda ha ricevuto delle prescrizioni dalla Provincia, ma a quanto pare non c’è stato un seguito. Fa specie che l’Amministrazione comunale punti sullo sviluppo della zona sud di Treviglio e poi il biglietto da visita sono le molestie olfattive. Per quanto mi riguarda io continuerò a portare avanti la mia battaglia politica, ma è inammissibile che in tre anni la situazione non è cambiate ed è addirittura peggiorata».

Anche Legambiente con il Comitato

Nel frattempo anche il circolo di Legambiente «Terre del Gerundo» ha approvato l’iniziativa, seppur per ragioni statutarie non parteciperà ai costi di un eventuale percorso giudiziario. «I dati raccolti sulle segnalazioni dimostrano che i provvedimenti attuati fino a oggi per ridurre l’impatto odorigeno delle attività svolte dalla società in questione non sono sufficienti e le prescrizioni inviate dalla Provincia sono ancora in corso – ha dichiarato la presidente Vita Maria Macchitella – In attesa della conclusione dell’iter, confidiamo negli enti preposti al controllo, in particolare il Comune, affinché non si vada oltre i tempi previsti. A tal proposito, abbiamo richiesto un incontro con l’assessore Michele Bornaghi, in collaborazione con i Comitati coinvolti». Invito raccolto.

La posizione del Comune: “Non aspetteremo il termocombustore”

Michele Bornaghi

Di questa mattina, giovedì, è una nota stampa del Comune che cita l’assessore all’Ambiente Michele Bornaghi, e che raccoglie e rilancia la battaglia contro le puzze.

L’Amministrazione comunale ammette che esiste il problema delle puzze emesse dalla Ecb e garantisce che sul tema c’è la massima attenzione. «Nonostante la messa in funzione nella primavera del 2025 di nuovi impianti oggetto dell’autorizzazione ambientale provinciale, le molestie olfattive non sono cessate. Ed è un dato di fatto».

La Polizia locale, riferisce l’Amministrazione, ha esercitato nel corso della scorsa estate una mirata azione penale e continua a effettuare controlli sia in occasione delle segnalazioni sia nelle attività ordinarie di controllo del territorio. «Inoltre – prosegue il comunicato – a decorrere da settembre 2025, è stato coinvolto un professionista esterno specializzato sul tema, con la cui collaborazione sono state formulate alla Provincia, nonché ad Arpa, Ats e Carabinieri Forestali, richieste in ordine all’attivazione di controlli puntuali, verifiche e aggiornamenti specifici. Da ottobre 2025 sino alla metà di dicembre 2025 ha avuto corso la visita ispettiva di ARPA presso l’azienda: la relazione conclusiva ha proposto alla Provincia di prescrivere modifiche all’autorizzazione ambientale riguardanti, tra gli altri aspetti, il monitoraggio dei quantitativi trattabili e, più in generale, una riarticolazione del sistema di trattamento delle arie di processo, evidenziando l’importanza di prevedere anche specifiche modalità di gestione dell’impianto in occasione dei malfunzionamenti».
La ditta interessata ha avviato una collaborazione con il Politecnico di Milano e nel dicembre 2025 la Provincia ha ritenuto con proprio provvedimento di recepire le valutazioni espresse dall’ateneo milanese, unitamente a parte delle indicazioni di Arpa. L’Ufficio Ambiente di Treviglio in gennaio 2026 ha dunque elaborato proprie osservazioni alla relazione del Politecnico, inviando alla Provincia e agli altri Enti un’ulteriore nota con l’intento di dare piena attuazione alle istanze del Comune e alle indicazioni espresse da Arpa nella visita ispettiva. Considerato il permanere dell’impatto odorigeno, in aprile l’Amministrazione comunale ha quindi promosso un nuovo tavolo tecnico di confronto con i vari Enti. Nel mese di maggio 2026, a seguito dei quali si sono ottenute dalla Provincia di Bergamo nuove prescrizioni a carico dell’azienda che dovrà presentare entro luglio 2026 il progetto per un nuovo termocombustore.

«L’attivazione dell’iter volto all’installazione di un nuovo termocombustore è certamente un fatto positivo, conseguente alla perseverante azione di monitoraggio e di impulso attuata in questi anni – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Michele Bornaghi – Non è però nostra intenzione attendere la messa in funzione del nuovo impianto per vedere la soluzione al problema. Quindi, in esito alle recenti attività ispettive della Polizia locale ed ai riscontri alle prescrizioni e ai quesiti formulati all’azienda, abbiamo chiesto alla Provincia un nuovo confronto tecnico con i vari Enti, in funzione del quale stiamo predisponendo ulteriori relazioni e richieste di intervento. Non siamo sicuramente fermi come sostiene erroneamente qualcuno, ma più che mai attenti e operativi e gli atti sono li a dimostrarlo».

Nella foto in alto: i binari della Milano-Venezia, che separano la città dalla Mezzaluna, la zona in cui si trova il Pip e l’azienda coinvolta. Produce farine e grassi dalla lavorazione di scarti di allevamenti avicoli