Un terremoto che non smette di scuotere la città quello che ha investito la Giunta di Caravaggio, e dopo il video-denuncia pubblicato dall’ex assessore Juri Cattelani arriva la controreplica di sindaco e assessori.
Bolandini al contrattacco: “Cattelani ha taciuto i costi faraonici del suo progetto”
“Il sindaco, come ogni amministratore, è valutato per il suo operato dai cittadini attraverso il voto – ha fatto sapere Claudio Bolandrini – alle elezioni dell’ottobre 2021 sono stati 3.793 cittadini (il 57% dei votanti) che mi hanno conferito l’incarico di proseguire il mandato amministrativo, 44 cittadini non sono bastati a far entrare Cattelani in Consiglio comunale. Se il decreto sindacale pubblicato all’albo contiene falsità può impugnarlo nelle sedi opportune: le motivazioni della revoca sono chiare e confermate dall’intera Giunta”.
Poi è entrato nel merito della lettera firmata il 10 marzo, mostrata da Cattelani nel suo video-denuncia.
“Al sindaco Cattelani ha fatto firmare solo una generica richiesta di sostegno della candidatura della città di Caravaggio da mandare alla Provincia di Bergamo prima delle prossime elezioni e che il sindaco consigliere provinciale avrebbe certamente visto – ha spiegato – ma ha taciuto sulle altre 30 inviate con la sua firma e non ha detto assolutamente nulla sul progetto e sui suoi costi faraonici”.
La Giunta fa quadrato: “Ci ha tenuto nascosto il dossier pagato con soldi pubblici”
Dopo le schermaglie tra Bolandrini e Cattelani prende la parola anche la Giunta e fa quadrato intorno al sindaco.
“A Cattelani, sfiduciato dalla Giunta per aver tenuto nascosto fino al giorno prima della scadenza del bando il dossier pagato con soldi pubblici senza che sindaco e assessori ne fossero stati informati – hanno aggiunto gli assessori Ivan Legramandi, Marco Cremonesi, Licia Capetti ed Elena Nicotera – è stata offerta la via diplomatica ed onorevole delle dimissioni entro il 26 aprile, previo il ritiro della proposta di delibera di approvazione del progetto, mai approvato. In alternativa il sindaco avrebbe revocato la nomina di assessore e la Giunta avrebbe bocciato la proposta, come è avvenuto nella seduta alla quale Cattelani non ha partecipato, pur avendo l’opportunità di farlo da remoto, e indetta dopo aver letto sulla stampa locale delle sue dimissioni fissate per il primo maggio e facendo credere ai lettori che i grandi progetti da lui avviati (quali se non la “Capitale italiana del libro”?) potessero continuare. La Giunta il 9 aprile non ha deliberato di dare mandato al sindaco, in qualità di responsabile legale, di firmare la partecipazione al bando, ma ha approvato una informativa avente come oggetto un atto di indirizzo per il bando regionale ‘Innovacultura 2026’, di cui si è occupato il primo cittadino tenendo al corrente gli assessori, e il bando ministeriale ‘Capitale italiana del Libro 2027’. Non sarebbe potuto essere diversamente perché il dossier non era stato allegato e sindaco e assessori hanno potuto esaminarlo solo all’ultimo giorno e solo perché chiesto dal sindaco e ottenuto dalla responsabile della biblioteca”.
L’accusa: “Voleva scaricare le responsabilità del suo fallimento ed essere libero di candidarsi a sindaco”
Pesantissima la reprimenda che muovono Giunta e sindaco all’ex assessore.
“Perché Cattelani ha tenuto nascosto alla Giunta il dossier che ha autonomamente commissionato, pagandolo con soldi pubblici, e che sembra fosse pronto già a fine marzo? – si sono chiesti Bolandrini e i suoi – Perché non ha mai illustrato in tempo utile le azioni, i costi previsti, la folle compartecipazione economica del comune perché insostenibile? Perché non ha ritirato la proposta di deliberazione di un progetto non condiviso e inattuabile perché sprovvisto della necessaria copertura economica? Perché non ha comunicato le reali motivazioni delle sue dimissioni? Forse per poter addossare ad altri le responsabilità del suo fallimento e, una volta dimissionario vittima del caratteraccio del sindaco, avere le mani libere per proporsi come candidato a sindaco? Candidatura, anche questa già anticipata alla stampa come il progetto, e che abbiamo preferito lasciar cadere nel vuoto, perché a dir poco inopportuna e indubbiamente ambiziosa”.
Infine l’ultima bordata.
“Perché non ha reso pubblica anche la sua richiesta di continuare a ricevere l’indennità di carica fino al termine del mandato senza più venire in Giunta in cambio del suo silenzio e della rinuncia a far polemica? – hanno concluso – Richiesta irricevibile e prontamente respinta al mittente… da qui forse la polemica”.