Aperto nel 1980 dalla famiglia Peci, il bar davanti alla chiesa San Vittore è stato un riferimento per tutti i calcensi, domenica 29 marzo 2026 l’ultimo brindisi prima della chiusura.
Le origini: dal Bar Sole al cuore del paese
Era il 1980 quando Mario Peci e sua moglie Maria decisero di aprire un piccolo bar in via Papa Giovanni XXIII, proprio di fronte alla chiesa parrocchiale di San Vittore, nel cuore del centro storico di Calcio. Lo chiamarono Bar Sole, un nome semplice, luminoso, destinato a diventare presto familiare per intere generazioni di calcensi. Fin da subito, quel locale divenne molto più di un esercizio commerciale: era un punto di incontro, un rifugio quotidiano, un luogo dove le persone si ritrovavano per un caffè, una chiacchiera, una partita a carte. In pochi anni, il Bar Sole si trasformò in una vera istituzione cittadina, scandendo le giornate e i ricordi di un intero paese.
Il passaggio di testimone e gli anni del Bar Extasis
Con il passare del tempo, Mario e Maria affidarono l’attività ai figli Giovanni, Stefania ed Ermanno Peci. Fu allora che il locale cambiò volto e nome, diventando il celebre Bar Extasis, quello che tutti, ancora oggi, continuano a ricordare e chiamare così. I due fratelli ristrutturarono il bar e portarono avanti con passione e dedizione l’eredità familiare, consolidando ancora di più il legame con la comunità. Il Bar Extasis non era solo un bar: era casa, amicizia, quotidianità condivisa. Ma il 18 maggio 2023 segnò una frattura profonda. Ermanno fu colto da un malore improvviso che lo portò via troppo presto, lasciando un vuoto enorme nella famiglia e in tutto il paese. Dopo un periodo di pausa, Stefania decise di riaprire, da sola, cambiando ancora una volta il nome del locale in Bar da Zio, un omaggio affettuoso al fratello, che tutti chiamavano così. Nonostante il dolore, il bar tornò a vivere grazie all’affetto dei clienti storici. Stefania, però, si trovò a sostenere da sola il peso di un’attività che per anni era stata condivisa.
L’ultimo brindisi e un’eredità che resta
Domenica 29 marzo si è chiuso definitivamente un capitolo lungo 46 anni. Con un brindisi carico di emozione, Stefania ha salutato i suoi clienti, spegnendo le luci di un luogo che ha rappresentato una vita intera.
“Dentro questo bar c’è tutto – ha raccontato – C’è la mia famiglia, c’è mio fratello Ermanno, che resta una presenza costante. Qui sono cresciuta, qui ho conosciuto amici, qui sono nati rapporti che durano ancora oggi. Domenica ho visto persone che mi hanno conosciuta da bambina, quando ero qui con i miei genitori. È stato un susseguirsi di emozioni fortissime”.
Ma non è un addio totale. Stefania continuerà a portare avanti il torneo calcistico dedicato al fratello Ermanno, giunto quest’anno alla terza edizione, in programma il 23 maggio. Un appuntamento che mantiene vivo il ricordo e rafforza quel senso di comunità che il bar ha sempre rappresentato.
“Ringrazio tutti quelli che in questi 46 anni sono passati da qui – ha concluso – È stato un viaggio fatto di emozioni e di vita condivisa. Spero di aver regalato, anche solo per un attimo, un sorriso a chi è stato dall’altra parte del bancone”.
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