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Trevigliesità su Instagram: le cinque menti dietro la “RAT”

Chi c'è dietro la pagina "Repubblica autonoma trevigliese", che sta riempiendo l'internet locale di divertentissimi meme su Treviglio

Trevigliesità su Instagram: le cinque menti dietro la “RAT”

Chi siano, non lo sa nessuno. Ed è meglio così: l’anonimato fa parte del gioco ed è preziosissimo, soprattutto quando tutti smaniano per apparire. Quel che si sa è che sono cinque bravi ragazzi di Treviglio, tra i 25 e i 35 anni che negli ultimi mesi stanno spopolando sull’Instagram di migliaia di concittadini con una pagina che unisce ironia e spensieratezza in una sorta di Biligot diffuso, quotidiano e decisamente sagace. Parliamo di RAT – Repubblica autonoma trevigliese, una pagina di satira locale che nelle ultime settimane ha letteralmente «fatto il botto», arrivando in poco tempo a oltre cinquemila follower.

I topos di Treviglio in una rassegna di meme

I post che propongono – ormai in modo abbastanza sistematico – sono piccole perle di ironia locale, graffianti quanto basta per non esagerare. Il gioco è sempre quello: adattare i meme del momento, ma anche le notizie di cronaca più in vista, ai topos trevigliesi più noti. Così in mezzo alle «Quattro salite più impegnative del mondo» spunta quella della rampada di asen (il tratto in leggerissima pendenza di via Battisti, nei pressi del semaforo). E grazie all’AI, in tempo di guerra in Iran spunta Ndongo Fall in piazza Manara, che vende elmetti e altro materiale militare. Nei giorni del via alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina spopolò un meme sul gobbo di Mariah Carey, con le pronunce «americanizzate» di «Volare». Per i cinque della RAT, il testo su quello schermo non poteva che essere «Miracol si grida, ha pianto Maria». E via discorrendo. Settimana scorsa hanno creato e reso disponibile su iOS una carrellata di Emoji ispirate a Treviglio e ai suoi personaggi. Tra il «tifoso del basket», il campanile, la turta de Treì e il Roccolo ci siamo anche noi del Giornale di Treviglio (grazie). Li sentiamo al telefono, con una sola richiesta: acqua in bocca sull’identità.

Come vi siete conosciuti e come è nata la pagina RAT?

E’ nata al bar, due anni fa, nell’aprile 2024, praticamente per scherzo. Siamo un gruppo di amici, ci conosciamo da anni e abbiamo tutti più o meno la stessa età. Tutti trevigliesi, chiaramente. Abbiamo cominciato per gioco e abbiamo scoperto sia che ci piaceva andare avanti, sia il fatto che la gente apprezzi. La cosa poi ci è recentemente un po’ sfuggita di mano… Abbiamo azzeccato un paio di video diventati virali, e da qualche settimana a questa parte abbiamo un po’ cavalcato l’onda. Andremo quindi avanti in modo un po’ più serio: i post in programma sono già una quarantina…

Siete il Biligot del web. E del resto, il giornale satirico trevigliese è edito appunto dalla fantomatica RAT. C’è qualche legame?

Nessun legame diretto, è semplicemente una citazione. Del Biligot non conosciamo personalmente nessun redattore.

Dell’ultimo numero, appena uscito, che cosa pensate?

C’è stata una svolta netta: molta politica, molti testi, meno goliardia… E infatti ci è piaciuto meno del solito. Troppa politica e pochi giovani. Compaiono sempre i soliti personaggi, perlopiù non giovani. Difficile rispecchiarcisi per la nostra generazione, purtroppo.

Avete un piano editoriale? Come lavorate e come programmate i post?

Il piano è che non esistono piani. E’ tutto molto spontaneo… Abbiamo questo gruppo WhatsApp, e lì condividiamo le idee e decidiamo se pubblicare o meno. Semplicemente ci guardiamo intorno, sia a Treviglio che online, e cerchiamo di seguire i trend del momento per proporre contenuti divertenti e leggeri. Ci ispiriamo anche ad altre pagine simili di taglio locale, come BergamoSay.

Funzionare, funziona. Ma vi siete mai chiesti il perché del successo?

Forse perché a Treviglio l’identità cittadina è ancora molto forte, e rispetto al resto della provincia di Bergamo noi ci sentiamo trevigliesi, non bergamaschi. E infatti pure i vicini di casa della Bassa pensano che i trevigliesi se la tirino un po’… Verissimo, è così. Notiamo però spesso che questa identità trevigliese si sta parecchio perdendo, tra i giovani. Sono più i nostri genitori e i nostri nonni a sentirla ancora forte.

Quindi come spiegate i vostri numeri su Instagram?

Beh infatti non ce l’aspettavamo. Evidentemente nonostante tutto c’è ancora un buon pubblico in città, anche di giovani, interessato a queste cose. La gran parte di chi ci segue è tra i 25 e i 34 anni.

Leggi l’intervista completa sul Giornale di Treviglio online, oppure qui