Quattordici pagine con richieste di integrazioni, chiarimenti e modifiche per il progetto dell’autostrada Treviglio-Bergamo. E’ quanto prevede un documento a firma della Direzione Generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia. Si tratta delle osservazioni presentate nell’ambito del procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via) in corso, che sono state inviate dai tecnici del Pirellone al Ministero dell’Ambiente.
Autostrada Treviglio-Bergamo
Una serie di “dubbi” che stanno dando nuova linfa a chi il progetto dell’autostrada Treviglio-Bergamo lo sta avversando da sempre. Anche perché, tra i primi punti del documento c’è quello relativo alla valutazione di progetti alternativi. In particolare, i tecnici lombardi chiedono “un approfondimento, dal punto di vista degli impatti ambientali, delle ragioni che hanno portato a scegliere l’alternativa progettuale presentata, confrontandola con le ragionevoli alternative prese in considerazione e con l’Alternativa zero (ovvero lo stato di fatto attuale, ndr); in particolare, nell’ambito di tale analisi, dovranno essere approfondite anche le motivazioni che hanno portato a ritenere preferibile la scelta autostradale in luogo di altre possibili soluzioni». E non è tutto: viene infatti chiesto di motivare «la scelta di realizzare l’asse stradale in trincea invece che secondo altre configurazioni”.
Traffico e viabilità
Nell’ambito del traffico e della viabilità, il documento della Direzione Generale Ambiente e Clima chiede di considerare, nello Studio del Traffico, tra le infrastrutture programmate, anche la Variante alla Sp 119 nel Comune di Comun Nuovo, di cui è stato approvato il progetto definitivo lo scorso mese di aprile, e il progetto E-BRT Bergamo-Dalmine-Verdellino, il nuovo sistema di trasporto rapido su bus elettrici, che sta realizzando la Provincia di Bergamo. Inoltre viene chiesto di “approfondire le valutazioni concernenti l’attrattività dell’opera rispetto alla viabilità locale, ad esempio mediante una specifica analisi di sensitività tenendo conto: del pedaggio previsto e delle concorrenti misure di potenziamento infrastrutturale e del trasporto pubblico, valutando l’impatto sulla nuova autostrada regionale in progetto rispetto all’evoluzione trasportistica in corso e futura”. Infine viene chiesto di valutare la realizzazione del completamento del percorso ciclopedonale tra Boltiere e Ciserano e quello tra Treviglio e Fara d’Adda collegando la frazione Badalasco con l’estensione del percorso ciclabile di ulteriori 250 metri circa.
Il tema delle acque
Un altro tema che viene trattato nel documento sull’autostrada Treviglio-Bergamo è quello relativo alle acque, sia superficiali che sotterranee. Nel primo caso, vista la presenza di un ricco sistema di rogge d’interesse idraulico e anche d’interesse storico, come ad esempio il sedime della Roggia Vignola, ramo delle Rogge Trevigliesi, realizzate a partire dall’anno 1309 e di proprietà del Comune di Treviglio dall’anno 1346, la richiesta è quella di “integrare la sezione dei documenti relativa alle Misure per la salvaguardia delle acque e del suolo con indicazione degli interventi da adottare per la salvaguardia dei canali irrigui garantendo la continuità idraulica, la funzionalità irrigua e le utenze idriche in essere”. Per quanto riguarda le acque sotterranee, invece, viene ricordato che il Comune di Treviglio è coinvolto in problematiche e procedimenti di contaminazione delle acque sotterranee da Cromo Esavalente, derivati da industrie situate nei comuni di Ciserano e Zingonia, non considerato nella documentazione progettuale. “Occorre escludere ogni rischio di contaminazione o propagazione dell’inquinamento indicato ed eventuali interferenze delle attività di escavazione sino al livello di massima soggiacenza rispetto al piano di campagna previsto per la trincea autostradale”, scrivono i tecnici del Pirellone.
La biodiversità in pericolo
Il documento si occupa infine di biodiversità. La preoccupazione è per le aree maggiormente sensibili coinvolte dal progetto dell’autostrada Treviglio-Bergamo, tra cui, nella Bassa, ci sono il Renovapark di Pontirolo e la Valle del Lupo e il Bosco della Berlona di Treviglio. Per l’area verde di Pontirolo, in particolare, si chiede “di valutare modifiche progettuali che ne preservino l’integrità, tenuto conto che all’interno del parco sono già in corso progettualità di sviluppo e, nel recente passato, altre realizzazioni sono state effettuate anche mediante finanziamenti pubblici nell’ambito di progetti europei”.
“Noi lo diciamo da dodici anni”
“Queste richieste da parte della Regione non fanno altro che ricalcare le criticità che noi solleviamo da dodici anni”.
Erik Molteni, consigliere comunale di opposizione per il Pd, non appare sorpreso riguardo a quanto rilevato dai tecnici della Direzione Generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia.
“Noi da sempre ribadiamo che c’è un problema di collegamento tra il nord e il sud della provincia – ha proseguito Molteni – Ma sicuramente la soluzione non è il progetto dell’autostrada Treviglio-Bergamo. Ora anche i tecnici della Regione lo mettono nero su bianco, con molte richieste pesanti e sostanziali. Solo l’assessore regionale Claudia Terzi continua a fare finta di niente e va avanti come se nulla fosse. Ci accusavano di avere un atteggiamento ideologico sul progetto – ha concluso Molteni – invece noi siamo sempre stati costruttivi sul tema del collegamento nord-sud, mentre l’assessore, indipendentemente da tutto e da quanto rilevato anche dai “suoi” tecnici, continua a essere favorevole”.
Le richieste del Ministero dell’Ambiente
Nella giornata di ieri, giovedì 8 gennaio 2025, è stato reso noto anche il parere della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente. Sono state avanzate richieste di approfondimenti e modifiche, alcune delle quali in sintonia con la Regione. Scorrendo il documento, si trovano anche altre criticità come il mancato coinvolgimento del Comune di Arcene, sul cui territorio sarebbe prevista la realizzazione di aree di siti di produzione e deposito intermedio di terre. Motivo per cui è stato chiesto “di integrare l’avviso al pubblico e riavviare la procedura”.
Riguardo al fatto che il progetto dell’autostrada Treviglio-Bergamo in alcuni casi è stato basato su Pgt comunali superati (come rilevato da diverse osservazioni), il Ministero ha sottolineato che “l’infrastruttura, ai fini della valutazione, dovrà essere analizzata quanto alla coerenza con il quadro programmatico di riferimento, ovvero con gli strumenti di pianificazione territoriale vigenti”. Il proponente, inoltre, “dovrà meglio analizzare e valutare la relazione costi-benefici del progetto, sulla base di studi del traffico attuali e del fatto che l’opera non collegherà la Tangenziale Sud di Bergamo con la Pedemontana, come da progetto originariamente approvato in Conferenza di Servizi, ma solo con la BreBeMi, senza quindi comportare il decongestionamento atteso dell’asse stradale”. Infine, i tecnici del Ministero rilevano che “la documentazione fornita non è stata adeguatamente sottoscritta da professionalità specificamente competenti, inclusa la Relazione d’Incidenza che deve essere redatta e sottoscritta da professionisti con competenza naturalistica. Si chiede pertanto che gli elaborati specialistici siano redatti e firmati da professionalità competenti in materia”.
Tura: “E’ un potente, clamoroso e definitivo ceffone all’autostrada”
Caustica sulla risposta del ministero anche la consigliera comunale di Treviglio Matilde Tura, da sempre sulle barricate contro l’autostrada: “La risposta della Commissione del Ministero dell’Ambiente alla documentazione relativa al progetto della cosiddetta “autostrada Bergamo-Treviglio” suona più o meno come un potente, clamoroso e definitivo ceffone”.