La "Truck my life" dona un assegno ai bambini affetti da Sma
Oltre a 2.500 euro è stato consegnato anche un sollevatore per il piccolo Antonio ed è stato fatto partire un progetto per raccogliere i fondi necessari all’acquisto di un’auto attrezzata per il trasporto dell’amico Abu

Una gara di solidarietà per i bambini affetti da atrofia muscolare spinale (Sma), l’associazione di Ghisalba "Truck my life" dona un assegno da 2.500 euro più un sollevatore per il piccolo Antonio dal palco del "Malpaga Sound", oltre a far partire un progetto per raccogliere i fondi necessari all’acquisto di un’auto attrezzata per il trasporto dell’amico Abu.
"Truck my life" in campo per i bambini Sma
"Mamma, papà, perché non raccogliete fondi anche per i bambini come Antonio?". La domanda alla coppia ghisalbese che fa parte del sodalizio di autotrasportatori che organizza iniziative benefiche l’ha fatta Denni, il figlioletto di otto anni che frequenta le scuole elementari insieme al compagno affetto dalla Sma, e così si è messa in moto la "macchina" della solidarietà. Dopo un primo momento di stupore, i genitori hanno voluto conoscere meglio la patologia di Antonio e dall’anno scorso si sono attivati con diversi raduni, fino all’inizio di agosto quando, ospiti del "Malpaga Sound", hanno donato un assegno al "Settore abilitazione precoce genitori" (Sapre) del distaccamento del policlinico di Milano - che aiuta i genitori a organizzarsi e sapersi gestire in modo ospedalizzare il meno possibile i figli - e un sollevatore per Antonio, di Ghisalba, annunciando anche la raccolta fondi per poter dare un contributo alla famiglia di Abu, di Osio Sopra, che necessita di una nuova auto. E sul palco ad essere protagonisti sono stati proprio i due bambini.
Antonio e Abu protagonisti
E sul palco ad essere protagonisti sono stati proprio i due bambini.
"Ciao a tutti, io sono Antonio e ho quasi otto anni - ha esordito - quando ero piccolino sono arrivato nella mia famiglia in affido e da un anno e mezzo sono stato adottato. Dopo qualche mese che ero con mamma e papà i dottori ci hanno detto che avevo la Sma, atrofia muscolare spinale. L’amore era troppo grande e siamo rimasti tutti insieme, mamma, papà, io e le mie sue sorellone, molto più grandi di me".
Poi ha raccontato la sua vita in carrozzina con una forza e un’ironia incredibili.
"Mi vedete, le mie gambe sono le ruote e quando mi voglio divertire le faccio girare molto forte - ha detto - sapete, anche io corro, in un altro modo, ma corro. corro sempre più forte e mi piace sgommare. Mi piace molto parlare, sono un 'ciciarù' come dice mia sorella e questa è una fortuna perché dei miei amici con la Sma non riescono o hanno difficoltà. Noi bambini Sma a volte ci sentiamo in un corpo che non ci obbedisce. Alcune cose che per voi sono facili, per noi sono difficili, come tenere in mano una penna, portare la forchetta alla bocca, lavare i dentini, e tanto altro. A volte ci stanchiamo facilmente, ma questo non ci impedisce di sognare e di fare progetti. Mia sorella mi dice sempre: 'Antonio devi capire che tu puoi fare tutto, a tuo modo ma lo puoi fare'. E sapete che è proprio vero? Sono fortunato ad avere una famiglia e amici che mi amano tanto e che mi aiutano in tutto".
Poi una riflessione toccante.
"Sono piccolo ma conosco tante persone e da oggi grazie al mio amico Denni e amici camionisti conosco anche voi che avete dedicato del tempo per ascoltarmi - ha concluso - so che la ricerca sta lavorando per trovare una cura per la Sma, spero tanto che ci riescano presto e nel frattempo con l’aiuto della mia famiglia, degli amici, dei dottori e del 'Sapre' continuerò a lottare come i super eroi che mi piacciono tanto, perché la vita è preziosa e merita di essere vissuta al massimo".
Dopo di lui ha preso la parola Abu.
"Ciao a tutti, io sono Abu un amico di Antonio, ho 7 anni e mezzo e come lui ho la Sma - ha raccontato al pubblico - quando vengo ai raduni mi diverto tantissimo, corro e corro con Antonio, salgo sui camion e... sapete? Una volta ho fatto anche un giro! Ero felicissimo e mamma e papà mi facevano le foto e i video".
Poi ha spiegato l’importanza del "Sapre".
"Ho sentito che Antonio vi ha detto del 'Sapre', voglio spiegarvi cos’è: il Settore abilitazione precoce genitori è un percorso dove mamma e papà imparano cosa fare per aiutarmi a crescere bene. Come prendermi in braccio, come lavarmi, come aiutarmi per respirare bene, come aiutarmi quando mi ammalo, cosa fare per la mia schiena e tanto altro. Un semplice raffreddore o un colpo di tosse per noi bambini Sma può diventare qualcosa di più importante. Mamma e papà diventano i nostri dottori a casa e ci insegnano come affrontare ogni gesto quotidiano. Sempre il “Sapre” ci permette di fare tante cose: andare al mare con altri bambini Sma e le loro famiglie, andare in montagna a sciare, visitare città come Venezia, fare sport e altro".
Quindi ha rivelato la passione che condivide con l’amico.
"Sì, avete sentito bene, ho detto sport - ha affermato - dovete sapere che io e Antonio da due anni giochiamo a calcio in carrozzina e da quest’anno faremo anche il campionato. Andate su internet e seguite il Brixia Pcf. Noi bambini e genitori Sma saremmo persi se non ci fosse il 'Sapre', dove c’è Chiara Mastella che noi chiamiamo smastella, la mamma di tutti i bambini Sma, che gestisce il 'Sapre'. È una donna con un carattere forte e un cuore grande, per questo le saremo per sempre riconoscenti e cerchiamo di sostenerla come possiamo. Ringrazio l’associazione 'Truck my life' e tutte le persone che sono passate in questi due giorni a trovarci. Io, Antonio e le nostre famiglie vi siamo grati".
Parole che hanno suscitato applausi calorosi e qualche lacrima ha rigato le guance.


