Spettacolo

Teatro, l’azzardo dell’incanto: a Sovere san Francesco prova a volare

Domenica, nel Santuario della Madonna della Torre, Mario Pirovano porta in scena “Francesco Jullare di Dio” di Dario Fo, nell’anno degli 800 anni dalla morte del Santo

Teatro, l’azzardo dell’incanto: a Sovere san Francesco prova a volare
Ci sono spettacoli che si scelgono per il luogo in cui vengono rappresentati. E poi ci sono luoghi che sembrano aspettare uno spettacolo per rivelare fino in fondo ciò che custodiscono. A Sovere, nel Santuario della Madonna della Torre, domenica 13 settembre 2026 accadrà qualcosa di questo genere. Una serata che nasce da un azzardo logistico e proprio per questo promette di essere un’esperienza fuori dall’ordinario: portare in un luogo raccolto, quasi un guscio, uno degli spettacoli più potenti dedicati a san Francesco, nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi.

Lu Santo Jullare Francesco

Lu Santo Jullare Francesco è stato scritto da Dario Fo e a interpretarlo sarà Mario Pirovano, il suo allievo prediletto, l’attore che più di ogni altro ha raccolto e continua a portare in scena l’eredità teatrale del Premio Nobel.
“È un azzardo portare uno spettacolo come Francesco Giullare di Dio in un luogo così raccolto e prezioso come il Santuario della Madonna della Torre. Ma è proprio questo azzardo – spiega Pirovano – che può trasformarsi in incanto. Saremo dentro un guscio, con la possibilità di aprire le ali attraverso la parola di Francesco e il teatro di Dario Fo. Nell’anno degli 800 anni dalla morte del Santo, provare a far arrivare ancora una volta la sua voce al pubblico significa anche questo: cercare un incontro, costruire un ponte di parole e provare, insieme, a volare”.
A 800 anni dalla morte di Francesco, avvenuta ad Assisi il 3 ottobre 1226, lo spettacolo restituisce un’immagine del Santo lontana dalla semplice narrazione agiografica. È un Francesco che torna uomo, voce, gesto, energia. È il Francesco raccontato da Dario Fo con la forza del teatro popolare, con l’ironia e la radicalità di chi sa parlare al proprio tempo proprio perché sa interrogare il passato.

Il Santuario come luogo di ascolto

E Mario Pirovano quella voce la conosce come pochi altri. Ha lavorato al fianco di Dario Fo e Franca Rame e ne ha raccolto l’eredità artistica, portando sui palcoscenici italiani e internazionali quella particolare capacità di trasformare la parola in azione, il racconto in presenza, il teatro in un incontro diretto con il pubblico. A Sovere, però, il teatro incontrerà anche un’altra dimensione. Il Santuario della Madonna della Torre diventerà per una sera un luogo di ascolto e di condivisione, un guscio nel quale raccogliersi per poi provare ad aprire le ali. È questa la scommessa dell’“azzardo dell’incanto”: affidarsi alla forza della parola e alla potenza del teatro per costruire, insieme al pubblico, uno spazio che non abbia bisogno di grandi dimensioni per diventare grande. Una serata pensata anche come momento centrale di #arawordbridge, il ponte di parole che vuole unire e non dividere, mettere in relazione persone, territori e culture, senza confini. Il 13 settembre, a Sovere, si proverà dunque a fare una cosa semplice e insieme ambiziosa: entrare in un luogo come dentro un guscio, ascoltare la voce di Francesco e provare, insieme, a spiccare il volo. L’iniziativa è promossa dai Comuni di Clusone, Gorno, Rovetta, Parre e Sovere, con la partecipazione del Comune di Lovere, nell’ambito del percorso dedicato agli 800 anni dalla morte di san Francesco.