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Padre e figlio corrono insieme sulle strade del “World Marathon Majors”

Il papà Mauro Blini ha completato il prestigioso circuito che comprende le maratone più importanti del mondo. Ad Andrea, che ha iniziato dopo, ne manca ancora una

Padre e figlio corrono insieme sulle strade del “World Marathon Majors”
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Padre e figlio residenti a Martinengo corrono insieme il prestigioso circuito “World Marathon Majors”, che comprende le maratone più importanti del mondo: Tokyo, Boston, Londra, Berlino, Chicago, New York. Il papà lo ha completato con una gara d’anticipo perché ha cominciato prima: “Nel mondo solo 12mila atleti hanno saputo fare lo stesso mille in Italia”.

Insieme alle maratone più prestigiose del mondo

Passione, sacrificio, tenacia, tre caratteristiche che non fanno difetto alla coppia, approdata quasi per caso alle “Majors”, e ora che Mauro Blini, impiegato di 62 anni, ha tagliato il traguardo finale, non nasconde la soddisfazione e il giusto orgoglio.

“Corro da quando avevo 13 anni – ha raccontato – per me è uno stimolo e uno sfogo allo stesso tempo, mi aiuta a smaltire le tensioni accumulate. Nel novembre 2015 ho partecipato alla maratona di New York, ma poi non ho più proseguito su quella strada. Nel 2022 però ho deciso di prendere parte a quella di Dubai e lì ho incontrato un ragazzo che mi ha suggerito di partecipare al circuito ‘World Marathon Majors’: allora non sapevo cosa fosse ma mi sono messo in lista. E dopo tre anni sono riuscito a correrle tutte”.

Nel 2025 la Pro loco aveva deciso di premiare padre e figlio che avevano concluso la maratona di Tokyo nel marzo 2024.

“Alla gara in Giappone mi sono iscritto con Andrea, che ha 22 anni e nella vita fa il tornitore meccanico – ha spiegato il podista – Giocava a calcio poi ha smesso e ha deciso di correre insieme me. Abbiamo partecipato alla maratona di Boston nell’aprile 2025 e a quella di Berlino a settembre, infine nell’aprile di quest’anno abbiamo corso a Londra mentre lo scorso 11 ottobre a Chicago, dove io ho completato il circuito”.

Passione costanza negli allenamenti

Una media di due maratone l’anno… Ma come si preparano gare così impegnative?

“Io mi alleno quattro o cinque volte la settimana, per cui per ogni maratona ho impiegato quattro mesi – ha precisato – Una persona che già corre come me comincia con 10 Km il primo giorno, li ripete nei giorni successivi e la domenica, avendo più tempo, affronta percorsi più lunghi: 16 poi 18 e via via fino a 36 a tre settimane prima della gara, perché poi c’è lo “scarico”. Ho detto 36 e non 42, la distanza standard di una maratona, perché l’allenamento si fa a un’andatura più lenta rispetto alla gara, rimanendo in strada più o meno lo stesso tempo, così si abituano sia il corpo che la mente”.

Fatica e costanza non indifferenti.

“Esco la mattina alle 5.30, indosso le mie cuffiette e corro fino alle 6.30-6.45, torno a casa e mi preparo per andare al lavoro – ha proseguito Mauro – L’allenamento mi cambia la giornata, mi sento libero, in pace con il mondo. Andrea invece esce prima, alle 5, ovviamente ha un passo più veloce del mio. Anche in gara ognuno fa da sé. È una bella emozione correre tra decine di migliaia di persone venute da tutto il mondo, a pensarci mi viene ancora la pelle d’oca”.

E non è finita qui.

“Oltre alle sei classiche sono state introdotte la maratona di Sidney, ad agosto 2027, e di Città del Capo a maggio – ha concluso Blini – Ovviamente io ci sarò”.