(foto di Grana/FIDAL)
Sono passati oltre una decina di giorni dalla gara del salto triplo al Campionato Mondiale Under 20 in America, ma l’amarezza per una medaglia svanita, per poco e niente, è ancora ben presente in Francesco Efeosa Crotti. Il cremasco di Capralba, atleta forgiato dall’Atletica Estrada sotto l’attento e protettivo occhio del direttore tecnico Paolo Brambilla, a Eugene in Oregon per 12 centimetri ha visto svanire il sogno della medaglia di bronzo. 16,24 metri il suo miglior balzo (con tanto di record personale migliorato di 9 centimetri, e farlo in una finale mondiale fa capire lo spessore fisico e mentale che possiede Crotti) 16,36 mt per il cinese Wang Zhuoyue che gli ha sfilato dal collo il bronzo.
Crotti sfiora il bronzo, resta la delusione
“Non ero soddisfatto subito dopo la gara e non lo sono ancora adesso – racconta Crotti nato il 16 marzo del 2007, tesserato per il Cus Pro Patria Milano -. Solo una volta avevo superato il muro dei 16 metri (a Caorle nel mese di luglio, ndr) e in America l’ho rifatto due volte, sia in qualificazione che in finale. Quindi mi sono riconfermato e ho anche migliorato il personale, ma nonostante tutto vedendo come sono andate le qualificazioni e soprattutto la finale, mi aspettavo qualcosa di più da me stesso. Ho fatto diversi errore tecnici e pur commettendoli ho fatto il personale, e questo fa molto pensare. Nel secondo salto, in quello nullo e nell’ultimo nella rincorsa ho staccato parecchio dietro la tavola ed erano misure migliori di quella che ho fatto. Decisamente avevo nelle gambe la misura per salire al terzo posto e prendere il bronzo. Tornare a casa senza medaglie mi ha un po’ deluso, questo è sicuro, ma è altrettanto sicuro che sono abbastanza soddisfatto in generale e soprattutto dell’esperienza importante che ho fatto ad Eugene. Per 12 centimetri non sono salito sul podio ed è veramente poco, ma questo è lo sport, lo sappiamo e lo accettiamo. In particolare nell’atletica, e nel mio caso nel salto triplo, per pochissimi centimetri passi dalla gioia alla delusione. Ero alla prima esperienza al Mondiale, in un contesto così bello con lo stadio pieno di gente e ho gareggiato nella “casa dell’atletica”, nello stadio più bello al mondo per poter fare la nostra attività. Tutto davvero incredibile, sensazionale e molto molto bello”.
Dopo questa esperienza, sicuramente positiva, Francesco Crotti può ambire a lottare al vertice delle classifiche mondiali?
“Ho capito che lo posso fare. In America l’atletica non è sport secondario come avviene in Italia e in tante altre parti, non viene dopo il calcio, il tennis e via dicendo. Negli Stati Uniti l’atletica è al primo posto, è sport importante, e questo è bellissimo. Durante le gare ho soggiornato nell’Università dell’Oregon che è immensa e ti sembra davvero di essere calato in un altro mondo”.
Muro dei 16 metri sgretolato, ma quanto vale oggi Crotti?
“Qualche centimetro in più senz’altro, però lo devo dimostrare. Adesso non ci sono però tante altre gare, la prossima sarà ad Agropoli (dall’11 al 13 settembre allo stadio “Guariglia” si disputerà la Finale A Argento dei Campionati Italiani di Società, ndr), però ci arriverò scarico. Gareggio per portare a casa dei punti buoni per la classifica della società, diciamo che il primo importante appuntamento è nel prossimo anno agli Europei Under 23 (n Polonia, dal 20 al 25 luglio 2027, ndr) dove spero di fare una bella sorpresa nonostante gli avversari più grandi di età e quindi di esperienza”.
A fine luglio agli Italiani di salto triplo a Firenze eri presente, pur non gareggiando per scelta dell’allenatore. Che esperienza è stata vedere da vicino campioni come Andy Diaz e Andrea Dallavalle che pochi gironi fa hanno vinto l’oro e il bronzo agli Europei?
“Vederli saltare dal vivo è spettacolare! Una cosa magnifica! Per fortuna che questi saltatori li abbiamo noi in Italia, mi hanno impressionato molto. A guardarli non solo nei salti, ma in tutto il resto, c’è solo da imparare. Ho poi avuto modo di scambiare due parole con Andrea ed è un ragazzo eccezionale, alla mano. Mi danno tanta carica e vederli saltare e vincere a livello europeo e mondiale è un qualcosa che trascina e fa capire che il movimento del salto triplo in Italia si sta rianimando”.
Paolo Brambilla, l’allenatore di Crotti, ha così commentato le prestazioni in America del cremasco.
“Per Francesco è stata una esperienza importante a livello internazionale. Ha migliorato il primato personale e questo è già un buon risultato. Forse doveva osare di più nel terzo e quarto salto della finale, la pedana dei salti richiedeva attenzione ed adattamento, e non è facile da interpretare. Comunque si è confermato ai vertici mondiali del triplo e questo è un risultato importante”.