di Ahlam Dakir
Non solo atleti e competizioni spettacolari: dietro il successo dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 c’è anche il lavoro silenzioso e fondamentale di centinaia di professionisti della sanità. Tra questi, una squadra selezionata di medici, infermieri, Oss e lettighieri dell’Asst di Crema ha portato competenze, esperienza e dedizione in uno degli eventi sportivi più importanti al mondo.
L’Asst in campo per le Olimpiadi
Grazie alla convenzione con l’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, infermieri, Oss, lettighieri e medici cremaschi hanno operato tra Milano e le principali località sciistiche, garantendo assistenza sanitaria nei campi di gara, nei Policlinici Olimpici, nelle Medical Station e a bordo delle ambulanze. Un contesto complesso, reso ancora più impegnativo dalle condizioni ambientali estreme, tra ghiaccio e alta quota.
Tra i protagonisti dell’esperienza figurando Jacopo Palmitessa, Simona Monorchio, Nadir Ferrari, Paola Cacciatori, Gabriele Pisanello, Alice Oggionni, Angelo Bottinelli, Vincenzo Serina e il medico rianimatore Paolo Moscato, tutti coinvolti nelle attività sanitarie durante le competizioni.
Proprio il dottor Moscato ha raccontato l’intensità del lavoro svolto tra il Livigno Snowpark e l’Assago Skating Arena.
“Siamo stati formati con corsi specifici per operare su ghiaccio e in ambienti impervi. è stato un privilegio lavorare in un contesto internazionale di questo livello. In Emergenza.Urgenza, intervenire poco significa che tutto sta funzionando. Gli interventi più delicati hanno richiesto immobilizzazione ed evacuazione rapida, ma fortunatamente sempre con esiti positivi”. Un’esperienza che ha permesso anche il confronto diretto con équipe provenienti da Paesi come Giappone, Stati Uniti e Germania, rafforzando competenze e spirito di collaborazione.
Dello stesso entusiasmo è la testimonianza di Simona Monorchio, infermiera di Pronto Soccorso impegnata al Santa Giulia di Milano durante le competizioni di hockey: “E’ stata un’esperienza intensiva e profondamente formativa. Ho potuto vivere sia la complessità organizzativa sia l’energia dell’azione sul campo. I briefing di fine giornata erano momenti preziosi di confronto e crescita professionale”.
Un’esperienza professionale e umana
Anche Paola Cacciatori, infermiera, sottolinea il valore umano e professionale dell’esperienza: “Ho partecipato sia alle Olimpiadi sia alle Paralimpiadi. Lavorare in un team multidisciplinare altamente qualificato è stato stimolante. Ogni intervento richiedeva prontezza e grande attenzione. Rifarei tutto senza esitazione: è stato motivo di orgoglio e crescita”.
Tra chi ha vissuto i Giochi da una prospettiva organizzativa c’è Nadir Ferrari, lettighiere, impegnato alla Milano Rho Skating Arena.
“Un’arena enorme, carica di energia – racconta – Mi occupavo della logistica e della gestione delle attrezzature. Sentirsi parte di qualcosa di così grande è stato incredibile”.
A Livigno, invece, Jacopo Palmitessa e Alice Oggionni hanno seguito l’allestimento delle strutture sanitarie.
“E’ stato come vedere nascere un ospedale – racconta Palmitessa – Ho approfondito la logistica sanitaria e mi sono confrontato con colleghi di tutto il mondo – e Oggionni aggiunge – Ogni dettaglio era curato con precisione, dalla preparazione delle attrezzature all’accoglienza dei pazienti. Tutto funzionava come un’orchestra perfettamente coordinata”.
Un’esperienza che ha lasciato un segno profondo non solo nei singoli professionisti, ma anche nell’intera organizzazione. La partecipazione ai Giochi ha infatti rafforzato competenze, capacità di intervento in contesti ad alta complessità e integrazione tra diverse figure sanitarie.
GUARDA LA GALLERY (5 foto)
Il dottor Paolo Moscato
L'infermiere Jacopo Palmitessa
Il soccorritore Nadir Ferrari
L'infermiera Paola Cacciatori
Il soccorritore Gabriele Pisanello e l'infermiere Angelo Bottinelli
Cominelli: “Un lavoro silenzioso ma essenziale”
Soddisfazione anche da parte della direzione strategica dell’Asst Crema.
“Questa partecipazione è motivo di grande orgoglio – ha commentato il direttore generale Alessandro Cominelli – Il contributo dei nostri operatori è stato fondamentale per garantire la sicurezza di atleti, staff e pubblico. Un lavoro silenzioso ma essenziale, che lascia una legacy importante per il territorio: competenze rafforzate, relazioni consolidate e una maggiore consapevolezza del ruolo di ciascun professionista”.