Prosegue la nostra rubrica che mette in contatto diretto Regione Lombardia e i lettori. Scrivete a laregionerisponde@netweek.it e i vari assessori regionali competenti, di volta in volta, risponderanno alle vostre domande e segnalazioni, che possono interessare tutti i lombardi, dalla sanità ai trasporti, dalla sicurezza alla cultura, dall’economia al sociale. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare le istituzioni ai cittadini, raccogliendo le istanze locali per portarle all’attenzione della politica.
Aree protette, non un vincolo ma sinonimo di crescita per i territori
Negli ultimi mesi si parla di un rinnovato interesse dei territori verso le aree protette regionali. Che cosa sta accadendo in Lombardia e quali sono le prospettive per il 2026? Grazie.
Stefano (Vimercate-MB)
Risponde Gianluca Comazzi, assessore Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia
Stiamo assistendo a un cambio di paradigma molto significativo. Per anni le aree protette sono state percepite prevalentemente come un vincolo, un limite allo sviluppo. Oggi, invece, i territori le considerano sempre più un’opportunità concreta di rilancio economico, ambientale e turistico. Diversi parchi regionali ci hanno presentato o stanno elaborando proposte di ampliamento dei propri confini, segno di una consapevolezza nuova e diffusa. Abbiamo inoltre già ricevuto la richiesta di istituzione di un nuovo Parco regionale – un fatto che non accadeva da oltre vent’anni – mentre un’ulteriore proposta è attualmente in fase di definizione. Questi segnali dimostrano che la tutela dell’ambiente non è in contrapposizione con lo sviluppo, ma può rappresentarne il motore. Regione Lombardia sta accompagnando questo percorso con risorse concrete e programmazione. Per il 2026 mettiamo a disposizione circa 10 milioni di euro all’anno in parte corrente per il funzionamento delle aree protette e per gli indennizzi legati ai danni da fauna selvatica. Nel 2025 abbiamo inoltre erogato quasi 7 milioni di euro in conto capitale per interventi di potenziamento infrastrutturale, manutenzioni straordinarie, recupero e riqualificazione del patrimonio naturale dei parchi e delle riserve. Si tratta di investimenti che non sono solo numeri, ma strumenti per rendere i parchi più accessibili, più sicuri e più capaci di generare sviluppo sostenibile. Questo percorso si inserisce pienamente negli obiettivi fissati dall’Unione europea con la Strategia per la Biodiversità al 2030, che chiede di raggiungere entro quella data il 30% di territorio tutelato da aree protette.
La Lombardia vuole essere protagonista di questa sfida. Un passaggio importante è stato, a fine 2025, il completamento della nuova governance del Parco Agricolo Sud Milano, che oggi è un ente autonomo, al pari della maggior parte degli altri parchi regionali. Questo significa maggiore responsabilità, maggiore capacità decisionale e la possibilità di attuare politiche più aderenti ai bisogni del territorio. Politicamente, la nostra linea è chiara: difendere l’ambiente significa investire nel futuro delle comunità locali. Non c’è crescita senza qualità del territorio. E non c’è qualità del territorio senza una governance forte, risorse adeguate e una visione che tenga insieme tutela, agricoltura, turismo e sviluppo. La Lombardia dimostra che ambiente e competitività possono camminare insieme.
