Jacuzzi® compie 70 anni: la storia dell’idroterapia che ha cambiato il concetto di benessere domestico

Jacuzzi® compie 70 anni: la storia dell’idroterapia che ha cambiato il concetto di benessere domestico

Nel 2026 il marchio Jacuzzi® festeggia settant’anni esatti dalla commercializzazione della prima pompa idroterapica domestica.  Sette decenni in cui un nome di famiglia, partito dal Friuli e atterrato in California, ha attraversato la storia del benessere fino a diventare il modo in cui buona parte del mondo chiama una vasca con i getti d’acqua. Dietro quel nome c’è una vicenda di emigrazione, ingegno meccanico e amore paterno che merita di essere raccontata per intero.

Il 1956 e la nascita dell’idroterapia moderna

L’anno della svolta è il 1956. La famiglia Jacuzzi inizia a commercializzare la pompa J-300™, un dispositivo portatile capace di trasformare una comune vasca da bagno in una stazione di idroterapia. Fino a quel momento i benefici dei getti d’acqua erano riservati a contesti specialistici: ospedali, centri termali, cliniche di riabilitazione. La J-300 abbatte quella barriera. Diventa il primo prodotto che porta in casa una pratica fino ad allora confinata in ambiti medici. Da quella pompa prende avvio un’avventura industriale che nel 2026 taglia il traguardo dei settant’anni, e che ha attraversato indenne mode, crisi economiche e rivoluzioni tecnologiche.

Candido Jacuzzi e il gesto d’amore per il figlio Ken

La storia dietro l’invenzione è quasi più interessante dell’invenzione stessa. Nel 1943 Kenneth Jacuzzi, figlio di Candido, ha appena quindici mesi quando una febbre reumatica scatena una grave artrite reumatoide sistemica. I medici sono pessimisti: dicono ai genitori che il bambino non supererà i tre anni di vita. La madre Inez non si arrende e inizia a portarlo regolarmente in ospedale per sedute di idroterapia, l’unica pratica che sembra alleviare i dolori del piccolo.

È sempre Inez a chiedere al marito di trovare un modo per continuare la terapia anche a casa, garantendo a Ken una maggiore continuità di trattamento. Candido, il più giovane dei sette fratelli Jacuzzi, ha alle spalle decenni di esperienza con le pompe agricole. Si mette al lavoro e progetta un dispositivo portatile applicabile alla vasca di famiglia. La pompa funziona, Ken sta meglio. L’invenzione che cambierà il settore del wellness nasce così, da un padre che vuole guarire un figlio, non da un piano industriale.

Dalle radici friulane al sogno californiano dei fratelli Jacuzzi

Per capire come una famiglia italiana sia finita a inventare la vasca idromassaggio bisogna tornare al 1915. I sette fratelli Jacuzzi partono da Casarsa della Delizia, nel Friuli, per cercare fortuna negli Stati Uniti. Approdano a Berkeley, in California, e fondano la Jacuzzi Brothers. I primi prodotti non hanno nulla a che vedere con il benessere: progettano eliche aeronautiche in legno (la celebre “Toothpick” rivoluziona il settore), poi monoplani a cabina chiusa, infine pompe per l’irrigazione e ventole antigelo per i frutteti californiani. Senza quei decenni di lavoro sui sistemi idraulici e meccanici, la pompa J-300™ non sarebbe mai esistita. Il filo che collega le eliche dei primi aeroplani alla vasca idromassaggio domestica è più solido di quanto si possa immaginare.

La prima vasca idromassaggio e l’ascesa del benessere domestico

Il passaggio decisivo arriva nel 1968, quando Roy Jacuzzi, terza generazione della famiglia, integra direttamente le bocchette nella struttura della vasca. Non più una pompa applicata dall’esterno, ma un prodotto unico, pensato fin dall’origine per l’idromassaggio. Nasce così la prima vasca idromassaggio del mondo come la conosciamo oggi. Il successo è immediato. Hollywood se ne innamora, i ceti alti americani la adottano come simbolo di benessere domestico, poi il prodotto inizia la sua marcia globale.

Quel passaggio coincide con un cambio di paradigma culturale: l’idroterapia, già da tempo studiata nei suoi effetti riabilitativi e motori, esce dagli ospedali ed entra nella vita quotidiana. I getti d’acqua smettono di essere una prescrizione medica e diventano un rituale di rigenerazione muscolare, recupero sportivo e relax psicofisico accessibile tra le mura domestiche.

Il ritorno in Italia: lo stabilimento di Valvasone

Il 1970 segna un cerchio che si chiude. Cinquantacinque anni dopo l’emigrazione, la famiglia Jacuzzi riporta una parte della produzione esattamente nella terra da cui era partita: Valvasone, in provincia di Pordenone, a pochi chilometri da Casarsa della Delizia. Lo stabilimento friulano diventa polo strategico per lo sviluppo europeo del marchio e per la produzione dei modelli premium. Un Made in Italy che non nasce come operazione di marketing, ma come scelta industriale coerente con un’identità familiare mai abbandonata.

Jacuzzi® oggi: benessere quotidiano in oltre 60 Paesi

Settant’anni dopo la J-300, il marchio è presente con vasche e idromassaggi in oltre sessanta Paesi del mondo. La gamma si è ampliata: oltre alle vasche idromassaggio domestiche, l’offerta comprende spa da esterno, swim spa, saune e soluzioni dedicate al settore hospitality. Hotel, resort, centri benessere, glamping e strutture ricettive di fascia alta scelgono Jacuzzi® per le aree wellness. Quando si parla di idromassaggio domestico, il nome continua a fungere da pietra di paragone, ed è raro che un marchio mantenga questa posizione di riferimento per sette decenni consecutivi.

Idroterapia del futuro: cosa significano 70 anni di innovazione

I settant’anni non si presentano come traguardo, ma come piattaforma di lancio. Le nuove tecnologie smart per la gestione remota delle spa, le soluzioni a efficienza energetica progettate per ridurre i consumi, le esperienze multisensoriali che combinano idroterapia, cromoterapia e luce a infrarossi disegnano la rotta dei prossimi decenni.  L’eredità più solida del settantennale resta però quella stessa intuizione del 1956: portare nelle case un benessere che prima richiedeva un viaggio. Cambiano gli strumenti, evolve la tecnologia, ma il principio fondativo rimane quello di Candido Jacuzzi chino su una pompa, intento a costruire qualcosa di buono per la persona che amava.