La festa della donna è un appuntamento atteso ogni anno. Nel corso del tempo, l’approccio a questa festa è cambiato molto.
I cambiamenti non sono stati tanti: a mutare drasticamente è stata la mentalità, che è passata dall’indifferenza e dal focus esclusivo sul dono a un mood all’insegna dell’approfondimento culturale. Ad oggi, quando arriva la festa della donna si parla sempre di più anche di bilanci sulla condizione femminile nel lavoro e nella società in generale.
Per quanto riguarda i regali per la festa della donna, è bene ricordare che, se in passato a farli erano soprattutto gli uomini alle loro madri e compagne di vita, oggi sono tantissime le donne che se li fanno tra loro, puntando spesso su gadget spiritosi, anche irriverenti.
Nulla di strano se si pensa a quanto, nonostante i passi ancora da fare, il ruolo della donna nella società sia cambiato: l’empowerment femminile è realtà ormai da diversi anni e tutti i discorsi che parlano della figura femminile associandola a concetti come fragilità e bisogno di protezione totale sono guardati storcendo il naso.
Non tutto è motivo di gioia
La festa della donna, rispetto al passato, è vista come un’occasione di riflessione. In questa data non mancano i momenti di gioia che, ribadiamo, le donne scelgono sempre più spesso di vivere anche senza avere accanto un uomo, consapevoli di come la sorellanza non sia un concetto astratto, ma un percorso da coltivare e da portare avanti con impegno giorno dopo giorno.
Non tutto, però, l’8 marzo è motivo di gioia e allegria. Nei momenti di riflessione, infatti, sono inclusi anche temi come la violenza di genere, più che mai al centro dell’attenzione nel corso degli ultimi anni.
Si tratta di un fenomeno che va osservato con razionalità, concentrandosi anche sulle notizie positive. Tra queste rientra il fatto che, negli anni, è aumentato notevolmente il numero di donne che denunciano.
Ha fatto indubbiamente tanto la consapevolezza acquisita durante la pandemia e nel corso dei lockdown in particolare, quando le chiamate al 1522, il numero nazionale gratuito dedicato a chi subisce violenza e stalking, sono aumentate in maniera esponenziale.
C’è chi guarda alla scelta di parlare di femminicidi durante un giorno come la festa della donna in maniera non favorevole.
Molto spesso, la preoccupazione è quella di concentrarsi sul tema una giornata per poi metterlo da parte. Anche se nel caso della violenza di genere non c’è questo rischio, più se ne parla meglio è, e la festa della donna è un’occasione per farlo evitando di concentrarsi su particolari inutilmente morbosi, ma dando spazio a una riflessione consapevole sui dati e sull’autocoscienza femminile.
Un processo di crescita da non vivere da sole
La consapevolezza di riuscire, con i propri valori e il proprio impegno, a portare cambiamento nel mondo è qualcosa di estremamente prezioso, un approccio che ha cambiato profondamente la storia degli ultimi 20 anni.
La giornata dell’8 marzo è un’opportunità per capire che le donne possono vivere tutto questo e che è importante che imparino a farlo non da sole, ma in compagnia degli uomini.
Estremizzare il rapporto con loro, partner, amici o colleghi che siano, mettendo sempre in mezzo l’ombra del patriarcato e della violenza fisica è sbagliato: i tempi odierni e il modo di raccontare la realtà di alcuni media non aiutano al proposito, ma è fondamentale cercare di evitare di vedere dei nemici dove non sono in realtà presenti.
Per cambiare davvero il mondo in maniera positiva è necessario porsi in ottica di crescita e ricordare che la sinergia tra maschile e femminile è estremamente utile al proposito e, quando equilibrata, generatrice di novità positive.