Viabilità

Un passo avanti verso la bretella di Vidalengo

Il Comune ha ottenuto la disponibilità dell’area per realizzare il tracciato stradale

Un passo avanti verso la bretella di Vidalengo

Un altro passo avanti verso la realizzazione della bretella che sposterà il traffico asfissiante da via Donizetti all’esterno del centro abitato della frazione di Vidalengo, grazie a una permuta infatti il Comune di Caravaggio è entrato in possesso della maggior parte dell’area dove costruire la strada.

Una viabilità problematica

Lo scorso dicembre il primo cittadino Claudio Bolandrini aveva spiegato a una platea furiosa per i disagi di una viabilità che nel tempo ha visto aumentare in maniera esponenziale il transito dei veicoli, quella che è un’operazione lunga e onerosa, in cui sono previste la costruzione di tre rotatorie lungo la Sp 132 e, appunto, della bretella. Si avanza, pur se lentamente, e in questi giorni è stata raggiunta una tappa fondamentale. A fine novembre erano apparsi persino degli striscioni lungo la strada, per protestare contro le condizioni del traffico che negli ultimi 30 anni è cresciuto a dismisura, con rumore, vibrazioni, inquinamento e incidenti che per qualcuno sono ormai intollerabili.

Il progetto

Pochi giorni dopo la protesta nell’assemblea convocata dal Comitato di frazione il primo cittadino aveva sottolineato come il problema non riguardasse “solo via Donizetti ma la viabilità di carattere provinciale relativa all’interconnessione con altri Comuni”, spiegando che era in corso “un’interlocuzione con Provincia, Regione Lombardia e Ministero dei Trasporti”. Quindi aveva illustrato il progetto che dovrebbe alleggerire la viabilità.

“Il Pgt prevedeva in loco una bretella già nel 2004, poi il progetto venne modificato nel 2013 – aveva chiarito – Lo scorso luglio abbiamo commissionato uno studio di fattibilità tecnico-economica per realizzarla insieme a una rotatoria all’altezza del cimitero. Tutta l’operazione cuba circa quattro milioni di euro ma, per l’altra rotatoria all’altezza del ristorante ‘Joseph’, che costa 650mila euro, la Provincia ha già stanziato 450mila euro e il Comune ha impegnato gli altri 200mila con una Variazione di Bilancio. Progettazione e inizio lavori sono previsti nel 2026, la conclusione entro i primi mesi del 2027”.

Quindi era passato alla seconda parte del progetto.

“Nel frattempo la ditta ‘Isover Saint-Gobain’ ha avanzato la richiesta di una trasformazione della rete produttiva – aveva fatto sapere – Lo sviluppo dell’azienda avviene però in parte su terreni di sua proprietà e in parte sul territorio di Treviglio. Tuttavia, avendo l’attività una ricaduta sovracomunale, il progetto è stato proposto agli enti competenti: la Provincia e il nostro Comune. La prima cosa che in questi casi viene richiesta è però se lo sviluppo sta in piedi dal punto di vista viabilistico: l’Amministrazione ha risposto con fermezza di no, viste le difficoltà che ci sono già adesso. Pertanto “Saint-Gobain” ha proposto una nuova rotatoria di cui si farebbe interamente carico per un costo di 1 milione 150mila euro, che dovremmo vedere realizzata all’inizio del 2027”.

Bolandrini aveva successivamente fatto una precisazione.

“Le due rotatorie non risolvono il problema da sole, ma sono condizione essenziale per realizzare la bretella – aveva chiarito – perché la connessione tra questa e via Donizetti non si può fare con un incrocio a raso né con le sopraelevate, costerebbe troppo e non ci sarebbe spazio. E, seduti al tavolo della Regione e del Ministero dei Trasporti, un conto è cercare di portare a casa quattro milioni di euro, un altro due o ipotizzare un mutuo da parte del Comune. Siamo a metà del guado”.

Infine aveva parlato della terza fase del progetto.

“Per la bretella mancano 430 metri di strada e la terza rotonda, in zona cimitero, opere che costano due milioni di euro – aveva detto – Ci siamo mossi per acquisire la terra sulla quale dovrà passare la bretella: l’accordo bonario eviterebbe l’esproprio contenendo tempi e costi, visto il valore industriale dell’area. Tuttavia, qualora alla ‘Saint-Gobain’ quell’area dovesse servire e non fosse ceduta, il valore di un eventuale esproprio è comunque calcolato nei due milioni di euro dello studio di fattibilità, e tratteremo con tutti i proprietari a livello di opere compensative: siccome propendiamo per un bosco che funga da polmone verde tra la bretella e il centro abitato, proporremo alla ditta la piantumazione e annessa irrigazione. È notizia di stamattina che i proprietari sono disponibili a cedere la terra come area standard”.

Il passo avanti

“L’Amministrazione ha raggiunto con i proprietari l’accordo bonario per acquisire l’area necessaria per realizzare la bretella e la piantumazione di una fascia verde a protezione delle abitazioni – ha riferito nei giorni scorsi il primo cittadino – in cambio hanno ottenuto la ricomposizione fondiaria dell’area che ha una destinazione d’uso produttiva. Il privato può così disporre di un’area che sebbene leggermente inferiore, perché la terra ceduta al Comune è superiore rispetto a quella avuta in cambio, ma meglio risponde dal punto di vista urbanistico alle richieste del mercato. Il Comune da parte sua ha ottenuto l’area necessaria per il sedime stradale a costo zero”.

Un’altra tappa importante verso la meta.

“Se non fosse andata in porto l’operazione non sarebbe rimasto che procedere con un esproprio forzoso – ha rimarcato – che avrebbe inevitabilmente reso impossibile l’operazione perché, oltre ai due milioni di euro per edificare la rotatoria e la bretella, avremmo dovuto trovare anche i soldi per l’acquisto dell’area. Problemi complessi difficilmente hanno soluzioni facili e immediate: richiedono tempo e trattative. Siamo soddisfatti perché così abbiamo raggiunto i due requisiti ritenuti imprescindibili da Regione Lombardia per poter discutere di possibili finanziamenti: lo studio di fattibilità tecnico-economica per quantificare i costi, che già avevamo, e la disponibilità dell’area per il tracciato stradale, che ora nella maggior parte c’è. Nel prossimo Consiglio chiederemo all’assemblea l’approvazione formale necessaria di questo importante passaggio”.