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Tutela del lavoro: mozione del Pd giudicata illegittima

In Consiglio comunale, dopo un'articolata discussione tra la consigliera Ilaria Bena e il segretario generale, il testo è stato bocciato

Tutela del lavoro: mozione del Pd giudicata illegittima

Il Pd di Caravaggio in campo per la tutela della retribuzione negli appalti pubblici comunali ma il segretario generale stronca la mozione: “Illegittima”.

In Aula discussa una mozione sulla tutela del lavoro

Nell’ultimo Consiglio comunale a prendere la scena è stata anche la giovane consigliera passata in minoranza con tutto il gruppo del Pd Ilaria Bena. È stata lei infatti a illustrare la mozione.

“La tutela del lavoro è fondamentale – ha sottolineato nel suo intervento sintetizzando il testo, molto tecnico – E quando parliamo di tutela del lavoro non dobbiamo riferirci soltanto alla sicurezza ma anche alla dignità del lavoro stesso, alla qualità delle condizioni lavorative e alla garanzia di retribuzioni adeguate. Il Comune, nei propri appalti pubblici, deve utilizzare tutti gli strumenti che la legge già mette a disposizione per garantire che il risparmio economico non avvenga a discapito dei lavoratori. Vengano applicati contratti collettivi realmente rappresentativi, effettuate verifiche concrete sulle tutele economiche e normative garantite ai lavoratori e si eviti una competizione costruita sul ribasso dei salari e dei diritti”.

Poi ha prevenuto possibili obiezioni.

“Questa proposta non introduce un salario minimo comunale e non invade competenze dello Stato – ha chiarito – Utilizza invece gli strumenti già previsti dal Codice degli appalti, come stanno facendo sempre più Comuni e Regioni, per rafforzare la tutela del lavoro nei contratti pubblici”.

Il segretario generale giudica il testo illegittimo

A replicare al termine della presentazione è stato il segretario generale Paolo Bertazzoli.

“Circa il trattamento economico complessivo, secondo la sentenza emessa il 5 maggio dalla Corte Costituzionale, l’unico strumento legittimo che può regolamentare, sorvegliare e decidere le tabelle è la contrattazione – ha spiegato – inoltre i contratti sono pubblici e rispettano la legge. L’unico organismo che può legiferare in materia è il Parlamento mentre le verifiche sull’applicazione dei contratti nazionali le fanno l’Ispettorato del Lavoro e la Polizia locale nei compiti istituzionali”.

Il sindaco: “Se si vota a favore è per mandare a casa sindaco e Giunta anzitempo”

A ruota ha preso la parola il sindaco Claudio Bolandrini, che ha picchiato duro.

“Questa mozione è stata presentata a Treviglio nel 2024, tale e quale – ha rivelato – non capisco perché, quando il vostro gruppo era in maggioranza, non abbia portato avanti un’interlocuzione con il segretario generale che vi avrebbe potuto istruire a riguardo, come ha fatto questa sera con noi tutti. Chiedo quindi di bocciare la mozione perché l’unico scopo che potrebbe esserci nel votare a favore sarebbe quello di vincolare sindaco e Giunta a fare qualcosa di illegittimo, per mandarli a casa anzitempo e commissariare il Comune”.

La replica della consigliera Bena

Bena non ha mollato il colpo.

“La stessa Corte Costituzionale ha chiarito che è legittimo utilizzare gli strumenti degli appalti pubblici per rafforzare la tutela dei lavoratori, purché l’intervento resti limitato ai contratti pubblici – ha affermato – La soglia dei 9 euro lordi non viene introdotta come obbligo generale per tutte le imprese o per tutti i rapporti di lavoro, ma viene utilizzata esclusivamente come parametro di riferimento nelle verifiche sulle offerte presentate negli appalti del Comune, insieme agli altri strumenti già previsti dal Codice dei Contratti pubblici. L’approccio della mozione richiama direttamente il modello adottato dalla Regione Puglia: la sentenza 188 del 2025 ha riconosciuto la legittimità dell’impianto normativo proprio perché riferito esclusivamente agli appalti pubblici”.

Poi ha aggiunto:

“Dire poi che “la legge esiste già” non basta. Anche le norme sulla sicurezza sul lavoro esistono già, ma questo non significa che sia inutile rafforzare controlli, indirizzi e verifiche. La mozione è legittima”.

Ancora una volta a ribattere è stato il segretario generale.

“La sentenza emessa un anno dopo evidentemente ha applicato un orientamento diverso da quella che lei cita – ha affermato – il parere sulla mozione è favorevole nella misura in cui quello che suggerisce lo stiamo già facendo. Caravaggio è in linea con i dettami normativi del Codice”.

Messa ai voti la mozione non è passata, ricevendo i soli voti favorevoli del Pd. Astenuti il leghista Giuseppe Prevedini e la consigliera del Gruppo Misto Diana Castagna.