Il dibattito

Treviglio discute sui tamponi, Tura: “Test periodici per tutti”, Imeri: “Proposta folle”

A Treviglio la proposta del Pd per scongiurare focolai.

Treviglio discute sui tamponi,  Tura: “Test periodici per tutti”, Imeri: “Proposta folle”
Treviglio città, 12 Settembre 2020 ore 10:20

Articolo aggiornato

Sottoporre periodicamente a tampone tutti gli studenti e tutto il personale di tutte le scuole cittadine, per arginare sul nascere ogni possibile focolaio. E’ questa la proposta di Matilde Tura, medico e (probabilmente, al momento) candidato sindaco alle elezioni del 2021 a Treviglio per il centrosinistra. Il costo? Difficile stimarlo, ma si assesterebbe su diverse centinaia di migliaia di euro per ogni test, fondi che l’Amministrazione comunale, in accordo con Ats, dovrebbe trovare secondo la proposta del Pd nei rivoli di un bilancio post-Covid sul quale «non si può dire che in questi mesi non ci siano soldi».

Tura: «Inutile provare la febbre»

Il dibattito arriva alla vigilia della riapertura delle scuole, che da lunedì accoglieranno in città complessivamente circa diecimila studenti, dai tre ai diciotto anni.

«Sull’ultimo numero di Jama Pediatrics, una delle più importanti riviste scientifiche di Pediatria del mondo, sono state pubblicate le più recenti evidenze in materia di bambini e Coronavirus – spiega Tura – I dati confermano che la maggioranza dei bambini con Covid-19 non manifesta alcun sintomo e indipendentemente dal quadro clinico il virus è in grado di permanere a lungo nelle vie aeree dove è detectabile tramite tampone. È praticamente inutile la prova della temperatura, così come la quarantena per la classe di un positivo se quel positivo viene tamponato solo nel momento in cui ha sintomi, perché la catena del contagio sara già partita col suo andamento esponenziale. Per riaprire le scuole “in sicurezza” serve fare tamponi periodicamente non solo al personale scolastico, ma anche agli studenti. Altrimenti è come pensare di ripararsi da un uragano aprendo l’ombrello. Per la nostra città questo passaggio è cruciale: sono migliaia gli studenti che frequentano gli istituti scolastici trevigliesi».

Convenzioni per tamponi di massa

Una proposta che ha fatto parecchio discutere e che probabilmente avrebbe un costo non indifferente. «Tra i due e i trecentomila euro» secondo la proponente, che fa conto su un potenziale «super-sconto» ottenibile tramite un convenzionamento tra l’Amministrazione comunale e un laboratorio. Un tampone effettuato al di fuori degli screening imposti da Regione Lombardia, e quindi in forma «privata», costa oggi circa 90 euro. Anche dimezzando il costo unitario, però, con una popolazione scolastica che rasenta le diecimila unità soltanto un paio di test massivi con un’adesione del 50 percento potrebbero costare mezzo milione di euro.

«Fare screening costa? I soldi ci sono ma è una questione di priorità – ha però replicato preventivamente Tura – Quanto costa finire tutti ancora in lockdown? Quanto costa alle famiglie tenere a casa il figlio perché un compagno è risultato positivo?».

Se Regione e Governo centrale non hanno ancora preso questa strada, prosegue, dovrebbe essere Treviglio a prendere l’iniziativa.

«Dove le scuole hanno già riaperto, subito intere classi sono finite in quarantena perché qualche studente è risultato positivo – continua la dottoressa – Serve il coraggio che ha avuto Zaia quando ha deciso di fare tamponi a tappeto ai veneti».

Una svolta potrebbe arrivare dai nuovi tamponi “low cost” veloci. “Hanno un costo di circa 15 euro l’uno” ha aggiunto Tura. “Non ho detto che il comune deve pagarli per tutti, ho chiesto che  si attivi con Ats e partecipi alla spesa”.

Imeri: «Proposta folle»

«E’ una proposta folle… – ha però replicato tranchant il sindaco Juri Imeri – E mi viene da pensare: se non si è riusciti ad effettuare test massivi a livello nazionale o regionale sulla popolazione scolastica, un motivo ci sarà… Cosa fa pensare a Tura che riesca a farlo Treviglio? Ogni quanto andrebbero effettuati i tamponi? E chi li effettuerebbe? Dove? E le mamme che accompagnano i bambini a scuola non andrebbero tamponate a loro volta?».

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